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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.5 - SETTEMBRE 2014

                     18/10/2014 - TTIP e TISA

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TTIP e TISA - Due sigle: due pesanti minacce
di Fernando Romussi

Imporre la propria cultura per dominare altri Paesi è sempre una violenza! La si può imporre con la forza (v. Afghanistan, Iraq, Libia...) con le tragiche conseguenze e reazioni, oppure con accordi formali di “libero scambio” esportando il proprio stile di vita, violentando la molteplicità delle realtà sociali delle Nazioni dell’Europa.
Forse non avete mai sentito parlare di queste due sigle o forse avete letto velocemente qualcosa in proposito sui media nazionali, ma vale la pena che ce se ne occupi in modo più approfondito e si faccia in modo che i nostri rappresentanti a Bruxelles se ne occupino molto ma molto intensamente, tenendoci informati sugli sviluppi.
Il TTIP (Transatlantic Trade and Investiment Partnership - Partenariato Trans-Atlantico su Commercio e Investimenti) è un progetto di accordo tra USA e Europa sulla libertà di commercio e investimenti che potrebbe abbassare i nostri standard ambientali e sociali, già minacciati dalla crisi, eliminando licenze per esportazioni, certificati di qualità, normative ambientali, contratti collettivi di lavoro, tutele e regole governative. Nel giugno 2013, il presidente degli Stati Uniti Obama e il presidente della Commissione europea Barroso hanno lanciato ufficialmente i negoziati sul (TTIP), ovvero un Accordo di libero scambio transatlantico. Scopo ufficiale del TTIP è aumentare l’accesso ai mercati eliminando le barriere al commercio e agli investimenti per le merci, i servizi e l’agricoltura.
Un aspetto cruciale di questi negoziati è la loro segretezza: i testi sui quali si discute e ci si confronta non sono accessibili che ai team tecnici che se ne occupano e, per parte politica, il Governo Usa e la Commissione Europea. Nemmeno i Parlamenti e i Governi degli Stati membri sono coinvolti e a conoscenza dell’andamento delle trattative. In teoria il Parlamento Europeo avrà diritto a un solo voto finale, prendere o lasciare, ma non di emendamento. Il Trattato prevede che le norme si applicheranno a livello degli Stati, delle Regioni, delle Provincie e dei Comuni! Ovvero passando sopra a tutte le normative Nazionali e Locali esistenti in ogni Stato Europeo. Negli ultimi mesi l’attenzione sul TTIP si è sviluppata grazie alla fuga di notizie e dalla pubblicazione di brani delle norme in esso contenute e, mentre i dettagli fondamentali non sono stati divulgati al pubblico o rimangono da negoziare, il testo indica chiaramente come i negoziatori continuino a subordinare le norme alla massimizzazione del commercio.
L’approccio degli Stati Uniti è di non richiedere più ispezioni alimentari e test ai porti di ingresso, il che significa, ad esempio, possibili focolai di contaminazione alimentare di cui sarà più difficile rintracciarne l’origine e valutarne le eventuali responsabilità. Una vittoria per le aziende statunitensi di carni e prodotti alimentari, la cui deregolamentazione potrebbe mettere a repentaglio la sicurezza alimentare dei consumatori europei che hanno norme più severe in materia. In altre parole: significa che ogni singolo Paese della Comunità Europea non potrà adottare misure sanitarie che siano di barriera al libero scambio!
Solo un esempio: è a conoscenza di tutti come le carni bovine in USA siano zeppe di antibiotici e ormoni in quanto le norme locali ne permettono un uso indiscriminato. Per permetterne il libero accesso ai nostri mercati, nel TTIP è previsto che ogni singolo Paese Europeo che non rispetti tale trattato e che voglia mantenere la propria indipendenza di regolamentazione in materia ambientale e sanitaria, possa essere chiamato in giudizio presso una Corte Speciale sovranazionale composta da tre avvocati d’affari rispondenti alle normative della Banca Mondiale, con possibilità quindi di sanzioni molto pesanti. Si sa che gli USA hanno messo a disposizione uno staff di 600 (seicento) negoziatori, esperti nei vari settori toccati dal trattato. Una ricaduta molto negativa sarebbe la diminuzione drastica dell’interscambio attuale di import/export tra i Paesi Europei, che verrebbe a ridursi a causa dell’ingresso massiccio di merci statunitensi a basso prezzo, con conseguenze pesanti su occupazione e livelli salariali per alcuni Paesi.
E’ un tentativo di accaparrarsi in modo monopolistico un mercato ampio e che devia l’attenzione dei cittadini europei promettendo loro merci a minor prezzo anche se a scapito dei controlli, mentre l’obiettivo dovrebbe essere un’Unione Europea con più giustizia sociale, un’economia rispettosa dell’ambiente e con maggior contributo alla Pace in un mondo multipolare, con relazioni commerciali giuste con una varietà ampia di partners internazionali.
Nel frattempo QUALCUNO molto in alto del nostro Governo (di fede PD) ha recentemente affermato che il TTIP sia da approvare al più presto; ma il 26 Agosto u.s. il V. Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda (Scelta Civica, sic!) quale Presidente del Consiglio dei Ministri europei del Commercio, ha inviato una lettera a tutti i suoi omologhi degli altri 27 paesi dell’Unione europea chiedendo la “declassificazione” del mandato alla Commissione per il negoziato TTIP con gli USA, per ottenere che il documento discusso sinora segretamente possa diventare di dominio pubblico, al fine di informare periodicamente la popolazione europea in merito all’andamento del negoziato. Ma per far sì che l’argomento diventi veramente di dominio pubblico occorrerà tenersi informati e sostenere i Movimenti che in Europa hanno già preso posizione contro tale approccio di attacco e rimozione a procedure e standards delle nostre tanto vituperate politiche sociali, alle regole per la salute dei consumatori e per l’ambiente; in altre parole una seria minaccia alla nostra stessa vita democratica, prezioso bene comune da difendere, nonostante i difetti in essere.
(http://en.wikipedia.org/wiki/Transatlantic_Trade_and_Investment_Partnership#National_sovereignty_and_Investor_State_Dispute_Settlements_.28ISDS.29)
NOTA - L’11 settembre u.s. la Commissione Europea ha rigettato la richiesta di 250 Associazioni Non Governative e di alcuni Partiti di tutta Europa di essere la rappresentanza legale dei Cittadini Europei contrari al TTIP.
Il TISA (Trade In Services Agreement- Accordo per Commercio dei Servizi) è un altro Trattato super segreto che riguarda i mercati del settore dei servizi. Lo stanno negoziando, nel massimo silenzio, Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda, Canada, Svizzera, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Israele, Turchia, Taiwan, Hong Kong, Corea del Sud, Giappone, Pakistan, Panama, Perù, Paraguay, Cile, Colombia, Messico e Costa Rica con i 28 paesi dell’Unione Europea. Ci sono interessi enormi in ballo: il settore servizi è il più grande per posti di lavoro nel mondo e produce il 70% del prodotto interno lordo globale. Il Trattato mira a privatizzare l’intero settore dei servizi base come acqua, energia, sanità, trasporti, scuola, previdenza. Un accordo che viene negoziato nel segreto assoluto e che, secondo le disposizioni, non può essere rivelato per cinque anni anche dopo la sua approvazione. Se ne sa solo qualcosa grazie a Wikileaks e dovremo tornare sull’argomento in futuro. fernando romussi