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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.6 - DICEMBRE 2014

                     15/12/2014 - AREA FERROVIARIA

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IL PARTITO DEMOCRATICO
DI PONTASSIEVE DICE NO A NUOVE COSTRUZIONI DI CASE


L’assemblea dell’unione comunale del PD di Pontassieve riunitasi in data 10 novembre scorso, ha emesso un documento che modifica sostanzialmente il progetto urbanistico sull’area ferroviaria di proprietà del comune di Pontassieve.
Queste le proposte:
A) Modificare la previsione di edilizia residenziale dell’area ferroviaria e cambiare la strumentazione urbanistica vigente che qualche mese fa ha partorito un piano attuativo, dunque la pianificazione dell’area ferroviaria dovrà inserirsi nel dibattito politico in corso sui futuri assetti ferro-tranviari, aggiornando un piano guida, risalente a 15 anni fa, con condizioni generali assolutamente diverse da quelle attuali.
B) Attuare un’immediata politica di social housing fra i proprietari di alloggi esistenti sfitti e la popolazione in difficoltà.
C) Prevedere la realizzazione di un vero parcheggio scambiatore, su più piani fuori terra o sottoterraneo, per la stazione e il centro di Pontassieve, con l’utilizzo di sistemi tecnologici (es. pannelli fotovoltaici) per la produzione di energia alternativa. La dotazione dovrà essere molto maggiore di quella prevista, su modello dei P+R europei e come risposta alla futura offerta di un miglior trasporto pubblico globale di area metropolitana. La “città di Pontassieve”, proiettata nel ventunesimo secolo, anche attraverso la pianificazione dell’area ferroviaria dovrà inserirsi nel dibattito politico in corso sui futuri assetti ferro-tranviari.
D) Ripristinare il naturale passaggio fra la zona nord e sud pensando a una ricongiunzione fra Piazza Gramsci e Via Verdi a livello pedonale e ciclabile.
E) Riqualificare l’area dismessa con un mix funzionale e sociale, mescolando le funzioni abitative già esistenti in tutto l’intorno con funzioni per il tempo libero, l’aggregazione la socialità (musica, cinema, spazi polivalenti, centro giovani), lo sport, la cultura e l’entertainment, contrastando la monofunzionalità prevalentemente residenziale di Pontassieve che rischia di farla diventare un paese dormitorio.
F) Pianificare i due ettari di proprietà comunale, così vicini al centro e alla stazione, come occasione di promozione pensando alla valorizzazione delle nostre tipicità (agricoltura, vini, pelletteria ecc.) creando occasioni di lavoro.
G) Riprogrammare totalmente il ruolo del nostro territorio all’interno della città e poi dell’area metropolitana, ancora più vasta, di Firenze. Ecc.
H) Il processo di progettazione ed elaborazione della destinazione dell’area ferroviaria dovrà prevedere un coinvolgimento del Partito Democratico della Val di Sieve e dei relativi comuni.
Questo documento rimette in discussione l’Area ferroviaria e le scelte fatte dalle precedenti Amministrazione comunali che poi non sono molto lontane nel tempo.
Infatti, nel marzo scorso fu approvata dal Consiglio Comunale la 14° variante al Regolamento Urbanistico riferita agli ambiti di trasformazione delle ex aree ferroviarie di Pontassieve e in quella occasione il Partito Democratico di Pontassieve non disse nulla, come pure per il suo gruppo consiliare andava tutto bene. Oggi a distanza di otto mesi viene affrontato con questo documento una nuova pianificazione ed in particolare quella di proprietà comunale. In otto mesi a quanto pare sono cambiate le condizioni per realizzare gli interventi, oppure ci sono altre motivazioni a seguito delle elezioni del maggio scorso, di questo nuovo sindaco e del gruppo Consiliare P.D.
Comunque entrando nel merito del documento la prima novità riguarda la cancellazione di nuove costruzioni di edilizia di residenziale che nell’area era prevista su 8000 MC. per cento nuove unità immobiliari, suddivise in due blocchi edificatori di oltre 10 m di altezza, da costruire per il social housing.
Cancellazione motivata dalla scarsa domanda di insediamenti residenziali in Val di Sieve.
Mentre si propone di attuare una politica per il fabbisogno abitativo di Pontassieve per la cosiddetta “fascia grigia” con “Casa Spa e L.O.D.E” per una politica di social housing tra i proprietari di alloggi esistenti sfitti.
Inoltre si ribadisce l’inserimento della “Casa della salute” in questa area, oltre a riqualificare l’area dismessa con opere di interesse pubblico. Come pure prevedere nel processo di progettazione ed elaborazione della destinazione del’area ferroviaria dovrà prevedere un coinvolgimento del PD della Val di Sieve e dei relativi comuni.
Il nostro pensiero in merito al recupero dell’area ferroviaria l’abbiamo più volte espresso da molto tempo con vari interventi su questo giornale, che sono il contenuto delle nostre osservazioni all’Amministrazione Comunale presentate nel luglio 2003 che si possono così riassumere:
Il progetto “Borgo Verde”, già approvato in Consiglio Comunale, prevedeva una edificabilità di 63.000 MC. con destinazione direzionale e turistico - ricettiva – servizi pubblici – strutture culturali e ricreative, spazi pubblici destinati a viabilità e verde per circa 17.000 mq. ed un parcheggio pubblico per circa 310 posti auto.
Borgo Nuovo: Si era fondamentalmente critici ad un’ipotesi che non si prevedesse il riutilizzo dell’area “Impianto Rigenerazione Rotaie” a fini industriale manifatturiero compatibile con le infrastrutture esistenti.
Area Centauro. Tale area, che si colloca in una zona artigianale - industriale, tenuto conto anche della carenza di aree di tale tipo nel Piano Strutturale del Comune, doveva essere destinata a funzioni esclusivamente manifatturiere.
Pertanto il documento del PD di Pontassieve riporta l’edificabilità dell’area del Borgo verde alle previsioni di piano del 2003 e quindi questa nuova visione dell’area da recuperare, a nostro parere è positiva. Resta il fatto che si sono persi 11 anni e speso soldi pubblici inutilmente in vari progetti.
Speriamo che questa volta sia venuto il momento buono per un intervento decisivo e rapido per la sua realizzazione.
Perché questa area recuperata dovrà certamente essere il volano di un nuovo sviluppo di Pontassieve e della zona, così duramente colpite nel tessuto produttivo e commerciale, a causa della chiusura di aziende storiche del territorio. Giovanni Casalini