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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.6 - DICEMBRE 2014

                     15/12/2014 - I NOSTRI GIOVANI

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La redazione, visto il successo per la pubblicazione, nello scorso numero, di un articolo di un giovane studente, ha deciso di ripetere l’iniziativa presentando l’elaborato del figlio di un nostro collaboratore, per l’esame di terza media.

ANALOGIE TRA LE TRE PRINCIPALI DITTATURE IN EUROPA
di Federico Becchi

Le tre principali dittature che si sono sviluppate in Europa nel ‘900 sono il Comunismo in Russia, con al potere prima Lenin e poi Stalin, il Fascismo in Italia, fondato da Benito Mussolini ed il Nazismo in Germania guidato da Adolf Hitler.
In Russia, nel corso della rivoluzione del 1917, le armate bolsceviche, guidate da Lenin, occupano tutti i punti strategici di Pietrogrado, assaltano il Palazzo d'Inverno, dove era riunito il governo presieduto da Kerenskj, e assegnano tutto il potere ai soviet, cioè ad assemblee di rappresentanti degli operai, dei soldati e dei contadini. Nel gennaio 1918 Lenin scioglie l'assemblea costituente, nella quale i bolscevichi erano in minoranza, e instaura la dittatura del proletariato. Dopo la morte di Lenin, avvenuta nel 1924, si scatena una lotta durissima tra Trotzkij e Stalin, per la conquista del potere. Prevale Stalin che instaura un potere personale assoluto.
In Italia, Mussolini, dopo la marcia su Roma dell'ottobre 1922, viene nominato dal re capo del governo. Comincia così a costruire la sua dittatura, soprattutto grazie alle leggi fascistissime del 1925, con le quali scioglie tutti i partiti, tranne quello fascista, toglie il potere al Parlamento e lo assegna al governo, da lui presieduto, vieta lo sciopero, limita la libertà di stampa e di associazione, crea il Tribunale speciale e la polizia politica.
In Germania, Hitler, giunto al potere nel gennaio 1933, procede subito alla costruzione del regime totalitario: scioglie il Parlamento nazionale e di quelli regionali, sospende la Costituzione e dichiara fuori legge i partiti e i sindacati. In questo modo la repubblica viene soppressa e sostituita dal Terzo Reich.
Nonostante le differenze ideologiche, soprattutto tra fascismo e nazismo da una parte, che si basano su principi razzisti, e comunismo dall’altra, che almeno all'inizio era spirato da idee di uguaglianza, e nonostante anche le differenze tra le realtà storiche, economiche, geografiche e politiche dei Paesi in cui nacquero e si svilupparono, è possibile individuare diverse analogie tra le tre grandi dittature europee del XX secolo.
Innanzitutto tutte e tre sono nate durante o come conseguenza della 1° guerra mondiale. In Russia la pesantissima situazione della popolazione causata dalla partecipazione al conflitto creò un diffuso malcontento contro il regime zarista che favorì l’ascesa al potere dei comunisti guidati prima da Lenin e poi da Stalin. La guerra però aveva creato un grande malcontento anche in Italia, dove la vittoria venne definita “mutilata”, secondo un’espressione inventata dal poeta Gabriele D’Annunzio e fatta propria dai nazionalisti, e in Germania, Paese in cui la sconfitta e le pesantissime condizioni di pace imposte, avevano suscitato un forte revanchismo, cioè un desiderio di rivincita, nei confronti della Francia e delle altre potenze vincitrici.
Ad aggravare la situazione di questi Paesi, anche se naturalmente non solo di questi, ci fu la grande crisi economica causata dal crollo di Wall Street del 1929. La crisi americana ebbe forti conseguenze anche in Europa, a causa dello stretto legame che si era stabilito fra il nostro continente e gli Stati Uniti durante la guerra ed il successivo periodo della ricostruzione.
Un altro punto che accomuna i tre regimi è che una volta giunti al potere i tre leader diedero vita ad un sistema totalitario, ovvero basato sul controllo di tutti i poteri, sia politici che economici e sulla vita stessa di tutti i cittadini. Come abbiamo visto, in questi Paesi vennero sciolti il Parlamento, i partiti, tranne ovviamente quello al potere, i sindacati e tutte le organizzazioni che non fossero controllate dal regime.
Strumento fondamentale di potere nei tre regimi fu la polizia politica: la Ceka nell’Urss, l’Ovra in Italia e la Gestapo in Germania. Obiettivo di questo organismo era l’individuazione, anche attraverso lo spionaggio, degli oppositori politici, i quali venivano mandati in carcere, al confino o nei terribili campi di lavoro, di concentramento e di sterminio: i gulag siberiani, la Risiera di San Sabba a Trieste (che abbiamo visitato durante il nostro viaggio di istruzione) e i lager diffusi su tutto il territorio europeo occupato dai tedeschi.
Nei tre paesi inoltre i leader politici rivolsero grandissima attenzione alla propaganda, utilizzando tutti i mezzi a loro disposizione: radio, giornali, cinegiornali, manifesti, fotografie, parate militari e perfino i libri di testo adottati nelle scuole. Tutta questa propaganda mirava a presentare il capo come una figura potente, autorevole, a cui doversi affidare per il bene della nazione. Sono una dimostrazione di questo anche la scelta stessa del soprannome: infatti “Stalin” significa acciaio, “duce” condottiero e “führer” guida.
Altro elemento che avvicina i tre regimi è il nazionalismo che si basa sull’idea di creare la “grande nazione” e quindi dell’ideologia imperialista che avrebbe dovuto portare a ricostruire per l’Italia l’impero dell’antica Roma che dominasse il Mediterraneo, per la Germania il Terzo Reich (il Terzo impero dopo quello di Guglielmo I del Medioevo e quello di Bismarck della fine dell’Ottocento), che voleva assicurare ai tedeschi il dominio mondiale e per la Russia un nazione potentissima che estendesse il suo dominio sui vari popoli dell’Europa orientale. In tutti e tre questi regimi si ha la persecuzione, anche se in gradi diversi, delle minoranze intese sia come minoranze nazionali (ebrei, ma anche slavi e africani, basti pensare all’Etiopia ed alla Somalia) sia come categorie di persone quali gli omosessuali, gli zingari, i malati di mente e i disabili. Quindi i due regimi "di destra", quelli che nascono in Italia e in Germania, si caratterizzano anche per una decisa ideologia razzista, che si basava sull’idea che alcune razze fossero superiori ad altre e che queste ultime potessero contagiare la purezza delle prime.
In conclusione quindi si può dire che tra questi tre regimi che durante la seconda guerra mondiale si troveranno su due fronti diversi, Fascismo e Nazismo da una parte e Comunismo dall’altra, ci sono alcuni elementi in comune che forse a prima vista potrebbero sfuggire.