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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.6 - DICEMBRE 2014

                     15/12/2014 - EUGENIO COLORNI

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In occasione del settantesimo anniversario della morte di Eugenio Colorni avvenuta a Roma il 30 maggio 1944, Laburista Notizie ripubblica l’articolo uscito sul numero di aprile 2003.

EUGENIO COLORNI

La storia dell’evoluzione politica di Eugenio Colorni si identifica con quella della crescita e dello sviluppo dell’ideologia antifascista in Italia all’interno della media e grossa borghesia. A lui si deve durante la Resistenza la ricostituzione della federazione giovanile socialista. Probabilmente innovatrici le tematiche da lui agitate nel movimento socialista: il federalismo e il rifiuto di una “rivoluzione da importare”. La sua morte avvenne sul campo di battaglia, per mano della famigerata banda Koch, in una Roma dichiarata città aperta.
Eugenio Colorni fu una tra le figure più significative del periodo antifascista e gli fu conferita la medaglia d’oro alla memoria.
Nato a Milano il 22 aprile 1909 da Alberto e Clara Pontecorvo compì gli studi universitari in quella città laureandosi in filosofia, nel 1930 con una tesi su Leibniz.
Ad una intensa attività in campo filosofico e scientifico si accompagnavano non meno intensi contatti con gruppi giovanili antifascisti prima, e, successivamente, con le organizzazioni di “Giustizia e Libertà” operanti a Milano ed a Torino. Dopo gli arresti del maggio 1935, che ne smantellarono la rete organizzativa, Colorni entrò in contatto con il Centro Interno milanese, costituitosi, un anno prima, per iniziativa di Lelio Basso, Lucio Luzzatto e Rodolfo Morandi.
La storia della sua evoluzione politica si identifica con quella della crescita e dello sviluppo del movimento antifascista in Italia, specie all’interno della borghesia delle imprese e delle professioni. Il nucleo centrale ed unificante della sua coerente, intensa e costante attività di militante, sta nella riflessione filosofica: nel libretto su Croce del 1932, con la lucidissima analisi della parte ancora valida del pensiero del napoletano, Colorni veniva ad allinearsi fra coloro che, di quella generazione ed in quella intemperie politica, avevano raccolto l’eredità più vitale del pensiero crociano e attraverso i problemi concreti tentavano una filosofia dell’uomo. La riflessione filosofica lo accompagnerà sempre, cultura e tensione morale al tempo stesso, traducendosi, nell’azione, in una più intensa militanza politica.
L’adesione al Centro Interno significava per Colorni, accettazione del fondamento ideologico e politico che ne animava l’azione, dove l’identificazione della lotta antifascista in una nuova linea politica socialista, intesa non come una pura e semplice riedizione del passato, ma come nuova concezione di un partito in formazione. In tale linea la prospettiva della ricostituzione socialista era strettamente legata agli sviluppi ed alla crisi del capitalismo europeo: gli articoli, pubblicati in quegli anni in “Politica socialista” e nel “Nuovo Avanti!” racchiudono gli elementi più originali dell’apporto di Colorni alla elaborazione di quella linea.
I punti centrali della tematica da lui sviluppata erano: una rigida e coerente concezione classista della lotta rivoluzionaria, una collaborazione, ma in piena autonomia, con il partito comunista, sulla base di un lavoro politico concreto; il tentativo i far aderire all’antifascismo quegli strati della società italiana che erano nati e cresciuti sotto il fascismo.
Dopo l’arresto di Morandi e Luzzatto, nel 1937 - arresto che fu durissimo colpo all’attività del Centro Interno - Colorni, incitato e stimolato anche da Nenni, Tasca e Favarelli, si decise a ricostituire il Centro. Il programma da lui delineato in quel breve periodo di attività riprendeva, nella sostanza, i punti fondamentali della sua concezione della lotta politica e dei rapporti con le altre forze del movimento operaio.
Arrestato ai primi di settembre nel 1938, fu rinchiuso nel carcere di Varese, ove rimase fino al gennaio 1939, quando assegnato al confino, venne inviato a Ventotene. Nell’ottobre 1941 fu trasferito a Montemurro, quindi a Pietragalla e, infine, nel dicembre dello stesso anno, a Melfi.
Il periodo di confino coincide con una evoluzione nei suoi studi di filosofia della scienza e con uno sviluppo ed una maturazione nella sua concezione ideologica e politica: l’incontro, avvenuto a Ventotene, con Altiero Spinelli ed Enesto Rossi, fu decisivo per la formulazione di un programma federalista, quale fu spiegato nel “Manifesto” di Ventotene, scritto e dibattuto insieme con Rossi e Spinelli.
Il 6 maggio 1943 riuscì ad evadere: a Roma, si collegava con i nuclei socialisti che si andavano organizzando intorno al risorto Partito Socialista; a Milano, partecipava alla fondazione del movimento federalista europeo. Nella Roma occupata dai nazisti si impegna infine in una attività politica quasi frenetica; entrato a far parte del comitato direttivo del nuovo Partito, sorto dalla fusione fra PSI e il MUP, organizza il centro militare socialista ed è redattore capo dell’”Avanti!” clandestino.
A lui si deve, durante la Resistenza, l’iniziativa della ricostruzione della Federazione giovanile socialista e la costituzione, insieme a Solari e Zagari, della prima brigata Matteotti, in cui confluirono tutti i giovani della FGSI. Furono questi i momenti essenziali di una lotta in cui sembravano destinate a fondersi tutte le istanze innovatrici che erano emerse, nell’ambito dell’antifascismo, rispetto alle formule e ai metodi dei partiti tradizionali. L’apporto ideale e pratico che Colorni diede, in questo periodo, alla battaglia antifascista, si incardinava, assai correttamente, in una tematica profondamente innovatrice, che andava dal federalismo e dall’internazionalismo al rifiuto della “rivoluzione da importare”, e quindi alla esaltazione dell’autonomia della classe operaia. Il 28 maggio 1944, fermato e inseguito dai fascisti della banda Koch, viene ferito mortalmente: ricoverato all’ospedale San Giovanni, muore il 30 maggio.