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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.6 - DICEMBRE 2014

                     15/12/2014 - UNA FACCENDA DELICATA

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GOVERNO: UNA FACCENDA ASSAI DELICATA….
di Mauro Messeri

Esperti di ogni estrazione politico-sindacale hanno esaminato attentamente la proposta di anticipare parte del TFR nella busta paga dei lavoratori: questa eventualità ha trovato la CISL nettamente contraria.
Esiste la probabilità che i due “galli nel pollaio” si incontrino con il pubblico.
Questa è la questione più importante, cioè dire le cose come stiano realmente dietro al dibattito sull’articolo 18 legge 300/1970’Statuto dei lavoratori’: è fuori di dubbio che occorra, in qualche misura, rendere meno macchinosa la procedura del licenziamento considerando la precarietà ed aumentando i diritti. Obiettivamente, in molti casi, è essenziale la trattativa tra le parti.
Susanna Camusso, la segretaria generale della CGIL, è stata gradualmente emarginata nel rapporto privilegiato lasciando qualche speranza per la soluzione dell’intricata questione.
In merito alla possibilità di rientrare nel posto di lavoro, nonostante il licenziamento disciplinare, gioco forza i sindacati devono spendere il loro potere per limitare lo spazio di conflittualità con la FIOM-CGIL. Si potrebbe ipotizzare un intervento sul predetto articolo, già in formazione resterebbe quello della Legge Fornero. La presa di posizione di Renzi non è stata apprezzata che in maniera contraddittoria nella sua vaghezza. Anche la CGIL, pur cercando di differenziarsi dalle altre organizzazioni, ha fatto intendere che soltanto mettendo ordine in una seria politica delle idee, la ‘’partita’’ si potrà concludere positivamente.
In Ottobre a Roma si sono incontrati i rappresentanti dei Sindacati Europei in vista del vertice sulla gravissima situazione lavorativa che non può non coinvolgere le organizzazioni sindacali anche nella prospettiva dell’immediato futuro.
Venendo al difficile capitolo degli adempimenti nei confronti di proprietà del PD, le maggiori questioni, specialmente in Toscana, riguardano il rapporto sempre complesso tra le segreterie dei partiti che -specie in periferia- si alimentano di ciò che è rimasto in occasione del passato fin troppo rancoroso (e non solo) tra i parlamentari delle forze politiche più numerose.
E’ sempre più necessario, coprire le spese anche se minime per lasciare in vita circoli e case del popolo; in una recente riunione del Pd sul tema dei finanziamenti, si è constatato che tra i democratici, non solo della minoranza, c’è un’aria di fronda.
Esiste un modello di distribuzione delle risorse economiche da prendere seriamente in esame;
L’opportunità, a nostro avviso negativa, di organizzare simposi alla presenza di alcuni industriali che cercano di rifarsi ‘il trucco’ dopo aver operato spesso, in maniera avventurosa e senza scrupoli e non certo con l’intento di privilegiare le aspettative delle masse lavoratrici, potrebbe essere sfruttata preferendo un aiuto per i circoli.
A nostro parere si rischia di inviare al paese messaggi equivoci considerando, oltretutto, la crisi che attanaglia il partito democratico; il modello consigliabile è quello di Obama ma sono in diversi a preferire le ’cene a base di pennette tricolori con canzoni di Apicella e barzellette’.
E’ quindi evidente che se tutti gli iscritti versassero i 1500 euro di sovvenzione, si eviterebbe maggiormente l’antipatica situazione di coloro che pagano con pretese di chiedere poi denaro per le esigenze delle periferie è importante in questo senso la compilazione di un bilancio consolidato per queste esigenze.
Concludendo vorrei fare un nuovo appello ai nostri plenipotenziari romani: evitare, quando sono faccia a faccia il Presidente del consiglio ed i dirigenti, di tralasciare, per questioni puramente di partito, problemi molto importanti, che è inutile qui ripetere, ma certamente ai primi posti: la crisi occupazionale sempre più dilagante fra i giovani e le misere condizioni di tanti pensionati che non hanno veduto per il momento, nemmeno l’elemosina (una tantum 80 euro….).
‘Caro presidente Renzi, la sua vittoria alle ultime consultazioni mentre ha risvegliato nel cuore degli italiani grandi speranze, non riesce ad invertire la rotta infernale di un vascello’ che tutti auspicano per trovare la soluzione urgente dei tanti problemi che affossano il presente ed il futuro del nostro paese. Sappiamo come quanto sopra sia l’inizio di questo travagliato passaggio per arrivare a dare all’Italia il posto che fino a qualche anno fa le competeva.
L’articolo 18 e l’assegnazione degli 80 euro ad alcune categorie di lavoratori non riescono certo a soddisfare chi aveva contato su queste misure per sbarcare il lunario e di fatti sono sotto gli occhi di tutti: nei casi migliori solo 1 giovane su 2 lavora con contratto a tempo indeterminato.
Gli anziani pensionati si erano illusi di ottenere sia la cifra in questione che il ricalcolo della contingenza. Caro Renzi, lei da persona intelligente avrà certamente compreso la situazione al limite della soglia di miseria; respingiamo comunque con determinazione il rischio di essere ulteriori padrini di un brutto segno che e’ la demagogia.
Il tempo e, di conseguenza, anche la microstoria, è presente nel grande orologio dell’uomo; la fatica spesa dal compianto ministro Brodolini ante le vicende craxiane, fa parte del bagaglio culturale che va ben aldilà di ogni legge giunta in Parlamento.
Questo fu un altro gradino della presenza politica di quella che venne definita negli anni successivi ‘la premiata ditta di maggioranza relativa’.