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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.6 - DICEMBRE 2014

                     15/12/2014 - LE PROVINCE

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LE PROVINCE RIAPPARSE E IL VOTO SCOMPARSO


Così si è votato per le nuove province (esclusa quella di Firenze che ha eletto gli organi della città metropolitana). O meglio “ hanno votato” per le nuove province perché il cittadino non è più chiamato alle urne e per la prima volta nella storia d’Italia a votare sono solo loro, “gli eletti”.
Sembra quasi che la classe politica, invece di aprirsi alla società civile si sia chiusa a riccio. Ma le contraddizioni della riforma, una delle più importanti annunciate dal Governo, forse non finiranno qui.
Perché l’elezione “di secondo grado” è una soluzione per gestire la fase transitoria, in attesa che la legge costituzionale abolisca definitivamente questo Ente. In un’intervista che mi ha rilasciato il presidente dell’Unione province della Toscana, si prevede, però, che i tempi per la legge costituzionale che ha bisogno di 4 votazioni più eventuale referendum, siano almeno di un paio di anni.
Ma se è una soluzione transitoria non sarebbe stato meglio prorogare gli organi (presidente e consiglio) attualmente in carica? Sarebbe stata visibile una situazione di stallo in attesa di chiusura.
Così, invece, con l’elezione dei nuovi presidenti e dei nuovi consigli, con il dinamismo che in genere contraddistingue i nuovi organi, sarà più difficile farli decadere (e sarà anche difficile mantenere il proposito di cariche gratuite, senza indennità ).
Per di più con la proroga a chi era già in carica si sarebbe evitato quello che considero un passo indietro, anzi un’atrofia della democrazia partecipativa (ad onta di tanti discorsi sull’importanza della partecipazione) perché è la prima volta che un organo territoriale (tuttora) previsto dalla Costituzione, il cittadino “comune” non può né eleggere né essere eletto.
Ma almeno si snellirà il sistema delle autonomie locali, togliendo un passaggio intermedio e accorpando funzioni?
Ecco un altro problema: in Toscana, anche per sopperire all’annunciata mancanza di un ente intermedio, sono già esistenti ed operanti 25 Unioni del Comuni. Quindi in questo periodo “transitorio” invece che un livello in meno ne avremo uno in più… speriamo che ciò non porti ulteriori appesantimenti negli iter burocratici.
C’è un ultimo aspetto che mi lascia perplesso. Al tempo dei ventilati accorpamenti tra province (una partita che era già persa prima di essere giocata perché tutti sanno che il campanilismo non si tocca!) si erano viste proteste più o meno spettacolari degli amministratori locali, dissensi nei partiti, poi annuncio di ricorsi. Adesso invece bonaccia assoluta, nessuna protesta quindi mi sembra un segno che per la classe politica il nuovo assetto delle province è positivo.
Ma almeno, si dice, si è risparmiato sui costi elettorali! Davvero? Prima si votava per le province insieme alle Regioni o ai Comuni quindi con costi aggiuntivi molto bassi. Quindi anche su questo piano sarebbe stato più opportuno mantenere ai cittadini il diritto di elettorato attivo e passivo, invece che restringerlo ad una ristretta cerchia (e poi si arrabbiano se si parla di casta!)
Gabriele Parenti