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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.6 - DICEMBRE 2014

                     15/12/2014 - GLI ITALIANI E LA PANCIA

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Gli italiani continuano a farsi grattare la pancia.
Di Rino Capezzuoli

Grillo e la lega continuano a grattare la pancia agli italiani su temi delicati ed importanti: “Fuori dall’euro e dall’Europa e ci sarà la ripresa del nostro paese”; “150.000 extracomunitari ci costano 100 milioni l’anno per farli vivere in agriturismo e potar via il lavoro agli italiani, è ora di dire basta”; “Fuori la politica da tutto”.
Tre temi che stanno facendo breccia tra gli italiani sempre più disattenti a quello che avviene intorno a loro e nel mondo. Tre temi che stanno preparando il ritorno della destra politica al governo del paese se Renzi dovesse fallire e la risposta della sinistra non fosse rapida ed appropriata nel merito.
) 1) “Fuori dall’Europa e dall’euro e ci sarà la ripresa”. Sarà facile rispondere a questo quesito specialmente se, come sembra, chi sostiene queste tesi si sta incamminando verso un referendum che sicuramente perderanno come ha dimostrato quello Irlandese che aveva basi ben più solide di quelle dei nostri grattapancisti. Non è necessario essere degli esperti economisti per capire che un eventuale ritorno alla lira sarebbe un disastro in un mondo globalizzato.
2) Più complicato il ragionamento sugli extracomunitari. 150.000 extracomunitari su 60 milioni di abitanti sono una percentuale esigua ed anche prendendo per buoni i dati della lega gli extra ed i loro discendenti in Italia sono ancora sotto il 10% della popolazione totale. In una situazione di crisi come la nostra di oggi il fenomeno viene ingigantito strumentalmente. Poiché non c’è una legge che ne regoli l’integrazione ed è aggravata dal fatto che in pochi mesi ne sono giunti tanti via mare dal medioriente e dall’Africa. Le polemiche su “mare nostrum” sono un indecente tentativo di far venir meno la nostra voglia di accoglienza e di solidarietà, per scatenare una guerra tra poveri e rompere il tessuto sociale del nostro paese. E’ indubbio che le nostre istituzioni dovrebbero fare di più per gestire l’accoglienza e non lasciare sole le associazioni di volontariato in questo settore, d’altra parte nessuno nega che se gli extracomunitari non ci fossero molti settori della nostra economia sarebbero in crisi perché gli italiani certi lavori umili e pesanti non li fanno ormai più da tempo e la popolazione del nostro paese sarebbe in diminuzione per il rapporto negativo tra nati e morti. Ma vi è soprattutto in questo settore del’immigrazione una grande carenza culturale dei nostri concittadini che guardano il bruscolo di qualche decina di immigrati che si aggirano nei nostri piccoli centri, e magari c’è n’è qualcuno che per mangiare ruba anche, e non alzano gli occhi sul mondo che li circonda, dove ci sono ancora guerre e fame fino ai nostri confini e dove ancora non si riesce a convivere tra culture e religioni diverse. Perché per superare il razzismo strisciante è necessario confrontarsi sempre di più con questi problemi e non alzare barricate, prima mentali e poi materiali.
3) Terzo tema “Fuori la politica da tutto”. Il senso di antipolitica si è andato estendendo anche nel nostro paese a seguito dei molti problemi irrisolti che ci affliggono. Questo è il tema più pericoloso, poiché l’allontanamento dalla politica significa allontanamento dalle istituzioni, significa disconoscere la nostra storia, la nostra cultura, le nostre radici, ritorno ai propri egoismi singoli e collettivi. La risposta non può essere: “si cambia tutto e subito”, perché la storia dimostra che con le rivoluzioni e le guerre si torna indietro, sempre meglio una democrazia malata che una dittatura perfetta. E’ indubbio che la politica ha male occupato settori della nostra vita economica, culturale, ecc., da cui deve staccarsi per tornare a fare il suo mestiere di guida del paese, lasciandosi il compito di controllo e di indirizzo comunitario dei vari settori portanti su cui si reggerà l’Italia di domani.
La politica non può essere delegata agli altri, ognuno di noi deve essere cosciente che non può bastare andare solo a votare per scegliere la nostra classe dirigente ma occorre nelle nostre comunità un senso di partecipazione sempre maggiore per vivere compiutamente la nostra storia, ed affrontare in modo diverso il tema dei servizi collettivi, istituendo i bacini di utenza che determinino dei costi standard. L’elemento essenziale è che, prima di essere collettivi, sono di noi singoli cittadini e non del comune o dello stato che deve sempre e comunque intervenire ed a cui noi singoli deleghiamo tutto inconsapevolmente.
Rino Capezzuoli