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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.1 - FEBBRAIO 2015

                     26/2/2015 - Area ferroviaria di Pontassieve

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La svolta di Marini: oltre l’Area Ferroviaria

Un nuovo piano strutturale, partecipato e al passo con i tempi
Il sindaco Monica Marini entrando nel merito delle ex area ferroviaria di Pontassieve con una nota del gennaio scorso di seguito riportata, rimette in discussione le scelte del passato. Tutto questo anche a seguito del dibattito interno al PD di Pontassieve.
“Arrangiarsi con correzioni in corsa agli strumenti urbanistici in vigore non è più sufficiente. Il percorso disegnato dal Sindaco di Pontassieve Monica Marini è chiaro: redigere subito un nuovo Piano Strutturale. L’attuale risale a più di 10 anni fa, figlio di un’epoca fondata su convinzioni oggi superate e poco sensibile a temi per noi cruciali; non potrà sicuramente essere la nostra guida, tantomeno il nostro lascito.
L’obiettivo è valorizzare il patrimonio territoriale e paesaggistico, in direzione dei "volumi 0", promuovendo il ruolo del territorio agricolo, garantendo la qualità dell'ambiente e, soprattutto, il benessere della nostra comunità.
La riflessione interna al PD locale sulla riqualificazione dell'area ferroviaria è stata un'opportunità eccezionale per fare il punto sulle necessità di Pontassieve. Le posizioni emerse denotano, nel loro insieme, un disorientamento sul da farsi, sensazione comprensibile alla luce dei tanti anni trascorsi dalla formulazione delle prime ipotesi di riqualificazione dell’area, inclusa quella tanto dibattuta del “social housing”.
Non credo sia giusto, oggi, affrontare il tema della riqualificazione dell’ex area ferroviaria in modo circoscritto. La crisi e i grandi cambiamenti in atto rendono necessaria una riflessione di più ampio respiro. Credo che un'amministrazione seria e responsabile debba prendere atto di uno scenario profondamente diverso e farsene carico, avanzando proposte concrete, rimettendo anche in discussione le scelte del passato.
L’avvio della Città Metropolitana rende interessante cogliere la sfida lanciata dalla Regione, che propone pianificazioni intercomunali; proporrò alle amministrazioni limitrofe di valutare l’opportunità di redigere un Piano Strutturale Intercomunale, che potrebbe rappresentare un atto concreto verso la costruzione di un futuro comune unico.
La redazione del nuovo piano sarà un processo partecipato che coinvolgerà, oltre alle forze politiche presenti in Consiglio Comunale, la cittadinanza e le realtà del volontariato. Pontassieve sceglie questa strada con la consapevolezza che non si può progettare il futuro con gli strumenti del passato e raccoglie la sfida, candidandosi a mettere in moto un grande percorso partecipato ed inclusivo per redigere uno strumento in grado di cogliere ed interpretare senza timore il cambiamento e disegnare i tratti della Pontassieve che vogliamo per le nuove generazioni”.
Sull’argomento della ex area ferroviaria di Pontassieve, il Capo Gruppo del PD ha presentato una “mozione” poi discussa nella seduta del Consiglio Comunale di Pontassieve del 15 gennaio scorso e approvata alla unanimità dal Consiglio.
Questo il testo della mozione: "PIANO ATTUATIVO DI INIZIATIVA PUBBLICA RELATIVO ALL'AMBITO DI PROGETTAZIONE UNITARIA "P.11 BORGO VERDE", FACENTE PARTE DELLE EX AREE FERROVIARIE (P.E. 2014/164): BLOCCO DEL PIANO ATTUATIVO E SUCCESSIVA MODIFICA DEL REGOLAMENTO URBANISTICO CON MUTATA PREVISIONE DELL' EDILIZIA RESIDENZIALE"
Questo il documento approvato:
IL CONSIGLIO COMUNALE
1) Impegna l’Amministrazione Comunale a bloccare il Piano Attuativo in oggetto.
2) Impegna l’Amministrazione Comunale a rinunciare definitivamente all’Housing Sociale nell’Area Borgo Verde.
3) Dà indicazione all’Amministrazione Comunale di modificare il Regolamento Urbanistico affinché nell’Area Borgo Verde vengano realizzate esclusivamente strutture/infrastrutture di interesse/funzionalità pubblica sulla base di uno studio di fattibilità orientato ad un sviluppo socio-economico del territorio, anche fuori dai confini comunali.
4) Dà indicazione all’Amministrazione Comunale di riconsiderare le opere d’interesse pubblico rimosse nel piano attuativo.

Con questo documento approvato all’unanimità dai gruppi Consiliari sia di maggioranza che di minoranza, anche a seguito di alcune modifiche del testo fatte dai consiglieri di minoranza, con questa approvazione il Consiglio Comunale di Pontassieve, ha bloccato il piano attuativo adottato dal Consiglio nella precedente legislatura, rinunciando al progetto di costruzione di cento appartamenti di housing sociale, con l’obiettivo di realizzare opere di pubblica utilità, e affrontare la tematica della centralità di Pontassieve, quale polo per la Valdisieve e l’area metropolitana.
Vogliamo concludere nella speranza che questa volta sia venuto il momento buono per un intervento decisivo e rapido per la sua realizzazione, con obiettivi già espressi nei nostri precedenti interventi su questo periodico.
Inoltre questa area recuperata dovrà certamente essere il volano di un nuovo sviluppo di Pontassieve e della zona, così duramente colpite nel tessuto produttivo e commerciale, a causa della chiusura di aziende storiche del territorio.
Giovanni Casalini



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l sindaco Monica Marini entrando nel merito delle ex area ferroviaria di Pontassieve con una nota del gennaio scorso di seguito riportata, rimette in discussione le scelte del passato. Tutto questo anche a seguito del dibattito interno al PD di Pontassieve.
“Arrangiarsi con correzioni in corsa agli strumenti urbanistici in vigore non è più sufficiente. Il percorso disegnato dal Sindaco di Pontassieve Monica Marini è chiaro: redigere subito un nuovo Piano Strutturale. L’attuale risale a più di 10 anni fa, figlio di un’epoca fondata su convinzioni oggi superate e poco sensibile a temi per noi cruciali; non potrà sicuramente essere la nostra guida, tantomeno il nostro lascito.
L’obiettivo è valorizzare il patrimonio territoriale e paesaggistico, in direzione dei "volumi 0", promuovendo il ruolo del territorio agricolo, garantendo la qualità dell'ambiente e, soprattutto, il benessere della nostra comunità.
La riflessione interna al PD locale sulla riqualificazione dell'area ferroviaria è stata un'opportunità eccezionale per fare il punto sulle necessità di Pontassieve. Le posizioni emerse denotano, nel loro insieme, un disorientamento sul da farsi, sensazione comprensibile alla luce dei tanti anni trascorsi dalla formulazione delle prime ipotesi di riqualificazione dell’area, inclusa quella tanto dibattuta del “social housing”.
Non credo sia giusto, oggi, affrontare il tema della riqualificazione dell’ex area ferroviaria in modo circoscritto. La crisi e i grandi cambiamenti in atto rendono necessaria una riflessione di più ampio respiro. Credo che un'amministrazione seria e responsabile debba prendere atto di uno scenario profondamente diverso e farsene carico, avanzando proposte concrete, rimettendo anche in discussione le scelte del passato.
L’avvio della Città Metropolitana rende interessante cogliere la sfida lanciata dalla Regione, che propone pianificazioni intercomunali; proporrò alle amministrazioni limitrofe di valutare l’opportunità di redigere un Piano Strutturale Intercomunale, che potrebbe rappresentare un atto concreto verso la costruzione di un futuro comune unico.
La redazione del nuovo piano sarà un processo partecipato che coinvolgerà, oltre alle forze politiche presenti in Consiglio Comunale, la cittadinanza e le realtà del volontariato. Pontassieve sceglie questa strada con la consapevolezza che non si può progettare il futuro con gli strumenti del passato e raccoglie la sfida, candidandosi a mettere in moto un grande percorso partecipato ed inclusivo per redigere uno strumento in grado di cogliere ed interpretare senza timore il cambiamento e disegnare i tratti della Pontassieve che vogliamo per le nuove generazioni”.
Sull’argomento della ex area ferroviaria di Pontassieve, il Capo Gruppo del PD ha presentato una “mozione” poi discussa nella seduta del Consiglio Comunale di Pontassieve del 15 gennaio scorso e approvata alla unanimità dal Consiglio.
Questo il testo della mozione: "PIANO ATTUATIVO DI INIZIATIVA PUBBLICA RELATIVO ALL'AMBITO DI PROGETTAZIONE UNITARIA "P.11 BORGO VERDE", FACENTE PARTE DELLE EX AREE FERROVIARIE (P.E. 2014/164): BLOCCO DEL PIANO ATTUATIVO E SUCCESSIVA MODIFICA DEL REGOLAMENTO URBANISTICO CON MUTATA PREVISIONE DELL' EDILIZIA RESIDENZIALE"
Questo il documento approvato:
IL CONSIGLIO COMUNALE
1) Impegna l’Amministrazione Comunale a bloccare il Piano Attuativo in oggetto.
2) Impegna l’Amministrazione Comunale a rinunciare definitivamente all’Housing Sociale nell’Area Borgo Verde.
3) Dà indicazione all’Amministrazione Comunale di modificare il Regolamento Urbanistico affinché nell’Area Borgo Verde vengano realizzate esclusivamente strutture/infrastrutture di interesse/funzionalità pubblica sulla base di uno studio di fattibilità orientato ad un sviluppo socio-economico del territorio, anche fuori dai confini comunali.
4) Dà indicazione all’Amministrazione Comunale di riconsiderare le opere d’interesse pubblico rimosse nel piano attuativo.

Con questo documento approvato all’unanimità dai gruppi Consiliari sia di maggioranza che di minoranza, anche a seguito di alcune modifiche del testo fatte dai consiglieri di minoranza, con questa approvazione il Consiglio Comunale di Pontassieve, ha bloccato il piano attuativo adottato dal Consiglio nella precedente legislatura, rinunciando al progetto di costruzione di cento appartamenti di housing sociale, con l’obiettivo di realizzare opere di pubblica utilità, e affrontare la tematica della centralità di Pontassieve, quale polo per la Valdisieve e l’area metropolitana.
Vogliamo concludere nella speranza che questa volta sia venuto il momento buono per un intervento decisivo e rapido per la sua realizzazione, con obiettivi già espressi nei nostri precedenti interventi su questo periodico.
Inoltre questa area recuperata dovrà certamente essere il volano di un nuovo sviluppo di Pontassieve e della zona, così duramente colpite nel tessuto produttivo e commerciale, a causa della chiusura di aziende storiche del territorio.
Giovanni Casalini