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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.1 - FEBBRAIO 2015

                     26/2/2015 - Jobs Act e l’articolo 18

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A parte il discutibile uso dell’inglese, essa va chiamata per quello che è, una riforma del lavoro: una delega per una futura riforma.
C’è voluta la fiducia per assicurare al Jobs Act il superamento dell’ultimo scoglio parlamentare. Infatti il 25 novembre scorso viene approvato definitivamente, anche con molta sofferenza, dato che 33 deputati del PD non votano la legge, il testo che affida la delega di riforma del lavoro, dei contratti e dell’articolo 18.
Le cinque deleghe in questione sono:
- delega in materia di ammortizzatori sociali;
- delega in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive;
- delega in materia di semplificazione delle procedure e degli adempimenti;
- delega in materia di riordino delle forme contrattuali e dell’attività ispettiva;
- delega in materia di tutela e conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro.
Certamente novità ci sono e ci saranno, ma l’argomento su cui si è polarizzato il dibattito, è stato quello che ha riguardato l’art. 18 dello Statuto dei lavoratori, che, prima della riforma, prevedeva il diritto di un dipendente a vedersi reintegrato nel posto di lavoro a fronte di un licenziamento illegittimo: il Jobs Act, accelerando nella direzione della legge Fornero, ha fatto definitivamente cadere il diritto al reintegro in caso di licenziamenti dettati da motivi economici (crisi aziendali), prevedendo solo, per il lavoratore illegittimamente licenziato, un risarcimento monetario proporzionale all’anzianità lavorativa.
Il diritto al reintegro, naturalmente, resta salvo per i licenziamenti discriminatori (dettati cioè da motivi razziali, religiosi, politici, ideologici...) e per “specifiche fattispecie” dei licenziamenti disciplinari, ben tipizzati in modo da ridurre al minimo la discrezionalità dei giudici.
Certamente questa legge sul lavoro, quello che produrrà, si vedrà con il tempo con l’emanazione delle cinque deleghe.
Comunque alcune brevi considerazioni già si possono esprimere.
La prima considerazione da fare è quella delle diminuzioni delle tutele verso i lavoratori. Questo proprio portato avanti da un Partito che dice di essere di sinistra e che dovrebbe tutelare il mondo di chi lavora, ma che invece attua provvedimenti che si rifanno alle politiche della destra.
Inoltre questa legge sul lavoro non arginerà la piaga della precarietà, né rilancerà l’occupazione, ma politiche di taglio ai diritti, oltre alla mercificazione del lavoro. Certamente oggi è una stagione diversa, da quando fu approvata la legge 300, quella dello “Statuto dei diritti dei lavoratori”, ma questo non può legittimare interventi legislativi che rendono il lavoro subordinato, “sempre più precario”, con meno tutele. Per questo è necessario un nuovo risorgimento della sinistra.
G.M.