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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.1 - FEBBRAIO 2015

                     26/2/2015 - Guerra o dialogo?

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di Rino Capezzuoli

Questo 2015 si è aperto in modo drammatico per l’Europa e per il mondo. I fatti terroristici di Parigi hanno riportato alla luce con profonda acutezza un problema irrisolto che si trascina tra guerra e pace da millenni: cioè il rapporto tra paesi arabi mediorientali e della sponda sud del Mediterraneo e l’Europa. La situazione sembra in grande evoluzione in questi ultimi tempi sia per problemi interni ai due variegati schieramenti sia per mutate condizioni geopolitiche mondiali.
Cominciamo da queste ultime: sta cambiando la politica USA nel mondo poiché ci si rende conto che la democrazia importata con le baionette non è forse il miglior sistema. Afghanistan ed Irak ne sono gli esempi più eclatanti. In Afghanistan dopo 10 anni di guerra si decide di lasciare quel paese ed è facile prevedere un ritorno dei talebani mai sconfitti, poiché nel bene e nel male sono 40 milioni e l’anima del paese.
La guerra in Irack ha portato alla formazione dell’ISIS contro di cui stanno combattendo “solo” i peshmerga curdi, che in cambio vogliono il riconoscimento dello stato curdo, che qualcuno ha già promesso, ma che l’atteggiamento della Turchia boicotta, in parte per ragioni reali ed in parte per pregiudizi e contrasti territoriali economici e per Il petrolio.
Altra storia che ancora pesa in negativo in medio oriente è il non aver risolto il conflitto Israelo palestinese, e chi sa che non abbia influito anche questo sui fatti di Parigi. Inoltre l’aver disinnescato il problema dell’atomica con l’Iran è sicuramente un fatto positivo. Resta però il problema dell’uso del petrolio che potrebbe essere anche il motore di tutte le guerre esistenti per i suoi riflessi geopolitici. Usa ed Arabia Saudita si sono trovati d’accordo per far crollare il prezzo del petrolio del 50% e mettere in difficoltà la Russia, mentre l’Europa non ne approfitta. E non parte un serio ammodernamento della società saudita, dove ancora si condannano le donne che vogliono guidare un’auto. E tutto è ancora in mano ad una dinastia feudale. Che forse sostiene anche il terrorismo internazionale. La cartina di tornasole per noi e per l’Europa sarà la Libia e la soluzione dei problemi di quel paese. Un’altra cosa: il terrorismo internazionale è stato armato anche dall’occidente quando in Afghanistan armò i talebani contro i russi e Saddam contro l’Iran. Detto questo, risulta chiaro che l’unico modo di progredire e di salvaguardare la pace è l’evoluzione delle società arabe dopo aver sconfitto” tutti “i fondamentalismi. Quindi impellente la risoluzione del conflitto israelo-palestinese, con l’ingresso dei due stati nella CEE quale garanzia di sicurezza e di sviluppo. Necessario il riconoscimento di uno stato curdo. Invio di un contingente internazionale in Libia per ristabilire un ordine pubblico che non sia una nuova colonizzazione.
Meglio sarebbe inviare un contingente di nostri carabinieri, visto che hanno dimostrato di essere i più capaci nelle missioni di pace sparse per il mondo. Creazione di un mercato unico nei paesi del Maghreb con eventuale moneta unica dal Marocco al Sinai. Incrementare gli scambi commerciali tra Europa unita ed Africa. Se gli obbiettivi sono chiari si accorceranno i tempi di realizzazione. In tutto questo processo non sarà indifferente l’azione delle chiese: cattolici, ebrei, ortodossi, musulmani che dovranno accelerare il loro dialogo e non combattersi come hanno fatto nella storia fino ad oggi. Il passo successivo sarebbe la rivitalizzazione delle nazioni unite (ONU) per un governo mondiale del nostro pianeta. Un po’ di utopia in politica non guasta mai ! Rino Capezzuoli