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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.1 - FEBBRAIO 2015

                     26/2/2015 - MATTARELLA PRESIDENTE - 1 -

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PATTI TRASPARENZA LEALTA'
MATTARELLA PRESIDENTE, RIFORME
di Marino Bianco
Credo che il "patto del Nazareno" riguardasse anche la soluzione per il Quirinale (non ancora un accordo sul nome, ma la cosiddetta "condivisione" tra le due parti: Renzi e Berlusconi).
Ciò perché, ragionevolmente, il profilo del Capo della Stato da nominare doveva essere compatibile con le concordate riforme istituzionali messe in campo, e garantire il mantenimento del patto.
Ma alle dispute accese tra quelle parti contraenti, dopo quanto è avvenuto per l'elezione del Presidente della Repubblica, mi sembra che si impongano le considerazioni che seguono.
A) In democrazia, i patti tra forze politiche, le alleanze ancorché su temi circoscritti (ma, nel nostro caso, su obbiettivi di grande rilevanza: la riforma dello Stato e il modo con cui si deve esercitare la sovranità popolare) devono stipularsi alla luce del sole, non in maniera riservata o addirittura segreta, lasciando il campo alle ipotesi, alle illazioni, alle dietrologie, e, all'evenienza, alle reciproche contestazioni di inadempimento.
I cittadini hanno il diritto di sapere e di essere posti in condizione di giudicare: la “trasparenza” è un obbligo dei loro mandatari e rappresentanti istituzionali.
B) In politica, il mutamento delle condizioni, l'evolversi delle situazioni, il dinamismo e il cambiamento e, corrispondentemente, la necessità di adeguamenti sono elementi essenziali, ed è naturale che patti ed alleanze possono andare in crisi, essere rimessi in discussione per validi motivi, sempre all'insegna della predetta trasparenza.
Quindi, ai patti e alle alleanze non ci si può mai definitivamente affidare, e - ove le cose mutino – non può valere il richiamo alla “lealtà”, non è ammissibile gridare al tradimento o, per converso, ipocritamente sostenere che i patti (misconosciuti dai cittadini) erano altri o addirittura che non esistevano!
C) Renzi aveva ritenuto di potere piegare l'opposizione interna al PD ed invece ha dovuto cedere alla resistenza e alla intransigenza della stessa, preferendo (come avrebbe fatto qualsiasi altro segretario di partito anche allo scopo di conservare il consenso elettorale) la delusione e la reazione dell'altro contraente alla crisi minacciata all'unità del suo partito.
Nel candidare Sergio Mattarella, si è trattato di una decisione politica pressoché necessitata (foriera - non si sa - di quali sviluppi nel PD e nelle relazioni con le altre rappresentanze parlamentari) che non può essere attribuita alla bravura di Renzi (come, invece, da... codina eco mediatica), ma piuttosto ad un indubbio successo dei suoi oppositori interni, a cominciare da Bersani, che hanno vinto il braccio di ferro con il loro segretario.
D) E meno male che così è stato.
Poiché, altrimenti, avremmo corso il pericolo che la pattizia soluzione per il Quirinale si rivelasse di livello analogo a quello della riforma istituzionale e soprattutto della legge elettorale, come dirò (ovviamente, a mio parere).
Infatti, è ormai chiaro che la "condivisione" sarebbe stata esercitata o su Amato (il nostrano... Talleyrand, se l'anima di questi non si ribella al paragone!) e su Padoan (l'onesto... vaso di coccio tra tanti vasi di ferro, così spesso costretto a fare abiuria rispetto alle sue ottimistiche dichiarazioni sullo stato della economia!).
E) E' stato eletto Sergio Mattarella, come in conversazioni con compagni ed amici avevo io stesso da tempo auspicato, passando in rassegna la… non entusiasmante galleria dei tanti per lo più obsoleti candidati.
I lettori conoscono la mia opinione - non certo positiva - sul precedente esternatore e ammonitore Capo dello Stato (al quale – ritengo - si debbano la confusione e la instabilità governativa degli ultimi quattro anni); mentre ho fiducia nella riservatezza, nella imparzialità e nella profonda cultura costituzionale del nuovo Presidente della Repubblica, fiducia rafforzata in me dopo l'ascolto del suo messaggio di insediamento.
Prevedo che, per il percorso ed il contenuto delle riforme, il premier dovrà fare i conti anche con chi, pur evitando sconfinamenti politici - come, invece, il suo predecessore -, farà valere in senso costruttivo il suo ruolo di arbitro e di tutore dei principi costituzionali (ampiamente – e certo non a caso - passati puntigliosamente in rassegna nel suo discorso ai grandi elettori e al Paese).
F) Da ultimo, sulla proposta di legge elettorale, frutto - si dice - del "patto del Nazareno" e delle sue varianti in corso d'opera.
(segue)