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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.2 - APRILE 2015

                     30/4/2015 - SINISTRA, AL LAVORO?

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di Giuseppe Masi

Ascolto con attenzione ciò che dice la gente quando parla e non discute del rigore o del fuorigioco, quando non decanta le virtù dei componenti dei reality, dei talent o disquisisce dell’ultimo modello di qualcosa e troppo spesso si ode una sequela di cose che non vanno: sanità, casa, tasse, lavoro; lavoro che non c’è e, quando c’è, o è quello che si confronta con il Pubblico Impiego, esente dal Jobs Act (come mai?), o quello della cooperazione.
Una qualità del lavoro che non c’è da tempo, poiché nella filosofia odierna impera il verbo che, mediante la televisione, la politica a tutti i livelli ed i giornalisti di carta e d’etere al loro servizio, sono riusciti ad omologare il pensiero ed a far passare parole che formano slogan da talk show ottimi e proficui per il Potere, e anche per loro. Politica e giornalismo stanno formando almeno due generazioni di Cittadini con frasette prestampate, universalmente parlate dalla vulgata popolare, anche in tram. Missione computa!
Quindi: “Sempre meglio che non lavorare” oppure “ormai il lavoro è così” ed ancora “l’importante è lavorare” ed ancora “le bollette arrivano... ”ed intanto il lavoro cambia, non è più elemento di dignità che alimenta la vita di ogni Persona, ma un’occupazione pro-tempore per sbarcare il lunario ed indirizzato da tempo dal Sistema capital-finanziario, che ha diviso la gente con una globalizzazione non dei Diritti e della solidarietà ma delle merci, eliminando ogni peculiarità produttiva, progettuale e di braccia; braccia che vengono da ogni angolo del mondo ed a prezzi al ribasso, oramai vera e propria questua, elemosina. Lo scriveva sui giornaloni come l’organo del Pd, “La Repubblica”, quell’economista francese che ha sostenuto senza vergogna che con lo stipendio di un Lavoratore se ne devono pagare tre. Il Lavoro oramai non è più il volano della buona economia ma della finanza ed è diventato, il lavoro, un prodotto da scambiare, quasi un ritorno al baratto. Mai come in questo momento c’è bisogno di Sinistra ma, si evince, proprio in questo momento storico la Sinistra non c’è e quella che c’è sembra una patacca che serve a far sì che non debba esserci niente oltre al Pd, che proprio oggi deve sentirsi scippare la dizione “Sinistra” da arrivisti che appartengono a filosofie di destra nemmeno liberali, magari, ma liberiste che calpestano quotidianamente le Carte che sanciscono Diritti, che sono l’architrave della Sinistra perché se la Sinistra non ha i Diritti come stella polare questa non è Sinistra ma altra roba.
Ed oggi ci sono questi “mancini” di destra o di niente a prendere i voti dagli avventori delle Case del Popolo, i quali ci tengono a sfoggiare le frasi dei loro bei tempi sovietici, di quando la linea la dava “l’Unità” od il funzionario di Partito; quella più gettonata è la strepitosa:“ …oh, se tu voi vincere ce hole lui…” riferendosi a Renzi. Allora, compagni perché non prendete Mourinho? Suvvia! Se penso che è grazie a Matteo Renzi che il Pd, neanche abusivamente, aderisce ai Socialisti Europei mentre prima di Renzi segretario Pd/Presidente del Consiglio ci si guardava bene di collocarsi con chiarezza lì, da questa parte. Ricordate gli slalom tra le parole di Rutelli, ex segretario del partito più anticlericale d'Europa, che poi si sposa in Chiesa? Ricordate l’Alde, i liberaldemocratici? Ricordate il totem liberalsocialista tedesco Schroeder, quello di Agenda 2010 che ha precarizzato il Lavoro in Europa, tanto che anche la sua avversaria, ma non troppo, Merkel lo ha adottato paro paro fino a diventare l'Agenda 2010, la via del Lavoro dei giorni nostri? Perché s’ha da essere chiari: se oggi c’è Renzi è perché noi abbiamo avuto D’Alema, Veltroni, Violante, Fassino, Finocchiaro, Bersani, Bertinotti, Cossutta, Diliberto ed altri che hanno consegnato la Sinistra ed il Pd a Matteo Renzi.
Insomma se c’è Renzi è perché i nostri hanno sbagliato tutto, intendo quelli che vengono dalla mia storia con il percorso Pci-Pds-Ds o Rifondazione e altre versioni di comunismo che sono servite solo a questi professionisti politici per condurre un tenore di vita sopra le righe della Sinistra, terrazze romane con la vedova Almirante, rifiuto di chiamarsi Socialista anche perché Craxi e la sua compagnia ci hanno aiutato a eclissare una storia secolare rendendo impronunciabile la parola “Socialista”. Oggi i miei compagni comunisti di allora conducono una vita ben diversa da quella che volevano far vivere a me, si vergognano a chiamarsi comunisti perché sognano come centravanti, attori, cantanti, il protagonismo del successo. E questo in ogni istanza, a tutti i livelli. Sapevo che alle primarie Pd avrebbe vinto Renzi, perché sentivo anche allora la gente che parlava della nostra classe dirigente del Pd e delle loro imprese ed infatti appena avuta la penna ha scelto Renzi, non perché sognavano Tony Blair ma per cacciare chi si è vergognato di dirsi di Sinistra, la medesima che ha usato come cavallo di Troia per puntare agli scranni del potere, la peggio politica. Expo, Mose, Monte dei Paschi e sistema bancario anche Popolare, Mafia Capitale, Cooperative. Malaffare che ci insegnarono a combattere loro, i leader di sinistra professionisti che, dismesso il ruolo di commissari del Popolo e capipopolo lasciano, campo ai capibastone, i ras; scorrere le liste del Pd in certe zone d’Italia è stimolante per giallisti e libri noir. Pensioni votate all’unanimità dal Pd della legge Fornero con nessun piddino contrario, mai un dissenso della ridicola minoranza; lavoro interinale, a progetto, il veltroniano telelavoro, la new economy. Eppoi Legge 30/2003 erroneamente detta “Legge Biagi”, Pacchetto Treu, libri bianchi, libri verdi, privatizzazioni, esternalizzazioni, municipalizzate regalate al mercato con CdA zeppi di politici trombati, fino a far diventare il sistema cooperativo la frontiera della nuova schiavitù a 6/700€ al mese, ai più fortunati. Altro che liberare l’individuo! Prendete le cooperative di servizi non necessariamente post comuniste ma anche religiose e laiche, quelle di pulizie, facchinaggio, sgomberi, infermieri ecc., Global Service lo chiamano, che al confronto i Lavoratori-Soci delle cooperative di consumo sono privilegiati per non parlare delle cooperative edili.
E d’altronde che ci aspettiamo da un governo che annovera tra le sue fila la Guidi, ex presidente dei giovani industriali e figlia di Guidalberto, vice di Confindustria, che con il compagno Poletti presidente della Lega, delle cooperative stanno eseguendo le indicazioni della Confindustria e della finanza europea, della Bce? Smetto, provo nausea ma non per questi o per Renzi ma per chi li ha prodotti, da sinistra. Ed intanto Pietro Ingrao celebra i suoi 100 anni ma da troppo tempo mi manca tanto!