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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.4 - GIUGNO 2003

                     28/7/2003 - FINANZIARIA E ENTI LOCALI

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di Mauro Messeri (BR)
REGIONI e Enti Locali: Il Regalo della Finanziaria (BR)

La recente Finanziaria, uno degli ultimi regali dell’attuale governo, sta mettendo in serie difficoltà i principali erogatori di servizi che sono i Comuni e le Regioni. E’ la crisi del Welfare; dal bilancio dello Stato sono stati sottratti agli Enti Locali fondi pari al 2%, che si ripercuotono drammaticamente in mancata assistenza di duecentocinquantamila italiani al massimo dell’indigenza. Salta infatti, con il 30 Giugno prossimo, il cosiddetto reddito minimo d’inserimento di 360 Euro mensili, varato in via sperimentale a suo tempo dal governo di centrosinistra. C’è il taglio al fondo per gli affitti delle famiglie più bisognose - dovranno rinunciarci in 77.000 -; un altro taglio è previsto per un migliaio di posti di insegnanti di sostegno utilizzati, in particolare, per bambini disabili che frequentano le scuole dell’obbligo.
L’elencazione dei servizi che i Comuni dovranno eliminare sarebbe ancora lunga e come di consueto i problemi più gravi sono al sud. A Napoli, ad esempio, sono in tanti che sbarcano il lunario con il cosiddetto salario minimo. Sono persone che vivono nei quartieri più degradati della città. In alcuni casi la situazione è veramente disperata, tanto che leggendo le cronache sui giornali locali, queste sembrano provenire da Paesi del Terzo mondo. Citiamo anche tra i tanti problemi, la probabile chiusura del dormitorio pubblico di Bari, che provocherà un aumento di indigenti che torneranno a dormire nei cartoni nel centro della città.
Ma non è che al Nord le cose siano tutte rose e fiori. In Veneto, una delle Regioni più avanzate, pur non soffrendo i drammi del Sud, vi sono ad esempio notevoli problemi per gli asili nido in molte città e paesi. Ci sono liste d’attesa, ma le iscrizioni sono già bloccate per il sovrannumero di richieste. Il 30% degli edifici pubblici scolastici è da ristrutturare: tutto rimane fermo e i bambini restano a casa, oppure, ecco il paradosso - ma non troppo - si aprono le porte dei privati.
Meno male che il Presidente Berlusconi ebbe a dichiarare, poco meno di un anno fa: “Ci siamo adoperati per lasciare più soldi nelle tasche dei meno abbienti”. In realtà invece Regioni e Comuni sono costretti a fare economie proprio sugli aiuti alle fasce più deboli.
Quando i cittadini si renderanno conto che i loro Comuni dovranno togliere tanti servizi sociali a causa delle diminuite risorse della Finanziaria, si comincerà ad intravedere l’equivoco di fondo che è alla base del concetto di politica sociale che ha questo Governo. Mentre scriviamo queste note, stanno definendosi i risultati elettorali della consultazione amministrativa di questi giorni. Per il centrosinistra le cose sono andate decisamente bene. Può darsi che sia l’inizio del crollo di un castello demagogico, che alla lunga non ha mai pagato.
Tuttavia a Firenze, ma anche in altre zone della Toscana, che qualcuno in maniera rozza e arrogante ha definito “buco nero della democrazia”, i disagi per i bisognosi saranno meno pesanti. Il sindaco di Firenze Dominici, ha espresso chiaramente l’impegno di mantenere il più possibile inalterati gli aiuti all’assistenza sociale.
Analogamente c’è un impegno anche da parte del Governo Regionale e di altri Enti Locali della nostra Regione.
Sappiamo che nella lotta all’esclusione sociale, come ci ricorda la sociologa Chiara Saraceno, l’Italia è la pecora nera d’Europa. Soprattutto per bambini e anziani non autosufficienti, ci dice, siamo ad un passo dall’emergenza. L’Eurostat conferma questi dati, calcolando l’incisività delle politiche sociali. Se nel nostro Paese lo Stato interrompesse l’erogazione dei servizi socio-assistenziali, la popolazione a rischio povertà salirebbe al 21%. E’ probabile che il Governo, anche nei prossimi anni, insisterà in questa politica fino a quando verrà a dire agli Italiani che, non essendoci più risorse per politiche pubbliche, l’unica soluzione per la sopravvivenza sarà affidarsi ai privati. Questo è proprio ciò che vuole l’attuale maggioranza governativa. Ecco perché quando vediamo il Presidente del Consiglio che sorride in continuazione, non crediamo che sia soddisfatto, ma ci assale il dubbio che voglia prenderci in giro.