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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.4 - GIUGNO 2015

                     7/5/2015 - UN VOTO DI SINISTRA

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Pontassieve: cronaca di un voto di Sinistra .
Di Giuseppe Masi

La domenica delle Elezioni è una giornata particolare per chi crede nella Repubblica e nelle sue Istituzioni, nella Legalità e nella Costituzione, nelle Regole, nell’Antifascismo quindi. E’ la mia domenica. Lo è per tutto questo che ho appena ricordato. Mi alzo di buon’ora e tronfio del protagonismo di chi, con il suo voto, pensa e spera di esserlo protagonista, appunto. Determinante nel governo della Cosa Pubblica, del Bene Comune. Esco di casa con l’autorevolezza dell’elettore-Cittadino che non può e non deve mancare, poiché io, a differenza di troppi italiani, a votare vado.
Vado perché si sono fatti ammazzare affinché lo si potesse fare tutti, donne ed uomini insieme, perché con il regime fascista non si votava; ed, infatti, c’era il regime. I fascisti; che poi dopo, molto dopo, con il voto democratico hanno perfino governato le città e l’Italia senza nessuna marcia su Roma, così come sono stati dimessi, sempre con il voto, ogni volta che lo si è esercitato, se sono stati ritenuti incapaci di governare.
Votare è un Diritto ma anche un Dovere. Ricordo i vecchi moniti degli anziani che ci raccontavano che andare a votare voleva dire avere diritto anche a partecipare a concorsi pubblici per il lavoro.
Vorrei che anche oggi fosse così. Anzi, contrapposto alla pseudo libertà di non votare, aggiungerei l’Assistenza Sanitaria negata. M’indigna sapere che un dipendente pubblico si vanta quando non va a votare ma continua il suo ruolo ed il suo mestiere mentre chi vota, ed è disoccupato o è stato licenziato, continua la sua condizione indigente. Vorrei che il voto fosse obbligatoria pena la decadenza dai Diritti Costituzionali. Certo, il personale politico deve essere sacrosanto, lindo come un giglio; in Italia almeno deve essere importato da un'altra galassia perché molti odierni politici non sono costituzionalmente eleggibili, poiché non rispettano l’articolo della Carta Costituzionale dove si esige l’onorabilità dell’incarico in tutte le istanze.
Andare a votare quindi come obbligo ma m’immagino le parole dei legali da bar sport; o politici che fanno della scarsa affluenza la loro forza, il loro potere contrattuale, Cittadini comuni che, intinti nella vulgata, sentono il voto come un “di più”, una concessione all’altro, una vergogna, quasi e sì. E quelli che vanno e scrivono sulla scheda tutto quello che io non ho timore a dire pubblicamente; questi sono davvero schiuma di un sistema che, con l’anonimato garantito, possono scriverle forte e chiaro sulla scheda per poi vantarsi di ciò in pizzeria alle tavolate di amici per darsi un tono. Per il mio giudizio sono semplicemente idioti.
Come voto? Sono di Sinistra, filosoficamente e per censo, sono cresciuto dove sono nato e ciò ancora oggi mi prende, m’intriga; un complimento che mi si può fare è dirmi “del Manderino” perché qui ci sta la mia vita, la storia mia e della mia città. Sì, ma come voto? Il Pci ed il Psi non ci sono più.
E’ un’ora che cammino ed eccomi in piazza Gramsci, vado al seggio vicino; potrei incontrare il Presidente-Segretario Renzi, farmi un selfie con lui. Che idee stupide! Faccio caso alla quantità abnorme di volantini del Pd gettati nottetempo in terra, a mo’ di Pollicino, fino al seggio. Che sempliciotti, penso questi del Pd. Hanno preso proprio il peggio dal Pci, quando “tutto faceva”, mi torna in mente quando si lasciava “l’Unità” sul treno o sul bus per fare proselitismo nella speranza di acquisire un voto in più. Mezzucci, forse sì, eppoi la Legge vieta di fare campagna elettorale quando è imposto il silenzio e la riflessione dal venerdì ed ieri sera i santini del Pd in terra non c’erano, abito proprio da quelle parti.
Mancano trenta metri alla scuola De Amicis ed i santini non mi convincono. D’altronde come potrei votare Pd? Hanno voluto e votato all’unanimità, minoranza compresa, le proposte Fornero, sia quella riguardante il Welfare sia quella non meno cattiva delle pensioni, la cosiddetta Legge Fornero (escluse Forze Armate ed Editoria che vanno con la pre-Fornero, perché ?), violentandoci la vita ed irridendo la berlingueriana “Qualità della vita”, smontando il volontariato, come vuole l’Europa, che lo sostituirà con forme remunerate, imprese specifiche, privatizzando definitivamente il Pubblico nella Sanità.
No, il Pd no! Perché sono quelli del Jobs Act, norme dalle quali sono esclusi i dipendenti del Pubblico Impiego, che riduce l’Italia a Villa Literno; hanno strappato lo Statuto dei Lavoratori offendendo la storia delle conquiste sociali ed i Diritti individuali e collettivi. Eppoi il sistema cooperativo, nuova frontiera con lo schiavismo. Il pareggio di Bilancio in Costituzione è un'altra geniale azione che vede anche il Pd protagonista. La “Questione morale” che c’insegnò Enrico Berlinguer irrisa, di nuovo come allora fece il craxismo, con le gesta di questa politica che ascrive al Pd una collocazione leader: Expo, Mose, Monte dei Paschi, Mafia Capitale ed ancora impresentabili nelle liste, francantoni ed altri figuri che trovano nel Pd facile ricovero, un partito che ha già scelto tra la Bindi e De Luca.
No, non posso votare questa roba, non ho mai votato neanche per sbaglio cose simili, ho deciso: voto uno di qui, uno che non spera che il consigliere regionale sia un posto di lavoro da oltre 110mila euro l’anno e che poi gli conferisca un vergognoso vitalizio che và tolto d’imperio, uno che non ha un comitato elettorale. Voto Mannarino, voto a Sinistra: SI Toscana a Sinistra. L’indomani scorro i dati. Non abbiamo vinto ma mi sento un uomo migliore.