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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.4 - GIUGNO 2015

                     7/5/2015 - LA PIAGA DELL’ASTENSIONISMO

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di Marino Bianco

Nel supplemento elettorale del nostro periodico, avevamo rivolto un appello per la partecipazione al voto, convinti come siamo che la rigenerazione della politica e il ricambio anche di età e di genere dei suoi rappresentanti non possa che avvenire attraverso il compiuto realizzarsi della sovranità popolare.
E, se oggi possiamo sottolineare il positivo risultato personale di nuovi giovani e valorosi candidati da noi segnalati, i quali, di espressione socialista, hanno conseguito il maggior numero di preferenze non solo nella loro lista del Collegio Val di Sieve Mugello Chianti Valdarno, ma anche rispetto ai candidati espressi dai socialisti nella stessa lista presente nel Collegio di Firenze e nei Collegi dell’area fiorentina, tuttavia dobbiamo continuare a rammaricarci della generale scarsa partecipazione al voto, astensione che nella nostra Regione ha superato il 50%.
Non è stato lungimirante convocare le elezioni regionali nel cosiddetto “ponte del 2 giugno”; o forse, più probabilmente, così si è voluto, traguardando interessi di parte.
Ma occorre tutti convincersi che il patologico astensionismo che nel nostro Paese si registra ormai da anni – e che avrebbe dovuto essere curato segnatamente da chi ci governa e quanto meno con la “moral suasion” degli stessi, peraltro silenti sul punto, Capi dello Stato che ad oggi si sono succeduti – è sostanzialmente una abdicazione alla sovranità popolare, si risolve in un attentato alla reale democrazia: si attribuiscono il governo e i destini delle autonomie locali – nel nostro caso di elezioni regionali e comunali – a maggioranze politiche che costituiscono una modesta percentuale talora addirittura di un quinto del corpo elettorale. Non è sovrano il popolo ma una minoranza dello stesso, il più delle volte organizzata da oligarchie partitiche (oggi si definiscono “cerchi magici”).
Certo, non tutto il 50% dell’astensionismo è provocato dalla mancanza di fiducia nella classe politica proposta (in alcuni casi e per alcune liste, con candidature definite ufficialmente “impresentabili”), nella protesta per la perdurante crisi economica-produttiva-occupazionale, contro la crisi anche morale dei partiti e contro il metodo corruttivo trasversale che alligna in alcune istituzioni (da ultimo, l’emersione e il dilagare a Roma di “mafia capitale”, con la tangentazione sugli interventi umanitari di accoglienza), vi sono anche gli inguaribili indifferenti, i disinteressati che non hanno bisogno delle istituzioni, vi è una consistente parte di popolazione molto anziana che non ha bisogno e non si sente più di lottare per l’avvenire.
Certo, ancora, non si può parlare – come molti invece impropriamente fanno, per attribuirsene l'orientamento – di un “partito dell’astensione”, poiché non si sa affatto quale sia il comune denominatore politico culturale e socio economico di quegli aventi diritto al voto che non lo esercitano, e quali sarebbero quindi le loro scelte qualora lo esercitassero.
Diritto stabilito dalla nostra Carta Costituzionale non già a tutela di interessi particolari e individuali, ma appunto perché il popolo sia sovrano, quindi un diritto dovere, una potestà! E forse non era sbagliata la abrogata ancorchè blanda disciplina del “dovere civico”.
Se continua così ci sarà da preoccuparsi e non poco il giorno in cui dovessimo essere chiamati alle urne per votare per il Parlamento e quindi per il Governo con l’ineffabile italicum.
Altre volte chi scrive ha sostenuto che il nostro Paese non è tuttora maturo e può darsi nemmeno incline per un sistema maggioritario fondato sul bipartitismo e non su opposte coalizioni (il richiamo alla esperienza statunitense e la prospettiva di un partito democratico e di un partito repubblicano alternativi risultano del tutto fuorvianti); e – nelle condizioni date, fondamentalmente a causa del ingravescente massiccio assenteismo elettorale – con la nuova legge elettorale si corre concretamente il rischio di instaurare un sistema maggioritario …monopartitico, con tutto il potere centrale ad una sola forza politica (di fatto, “partito della Nazione”), con conseguente forza espansiva, ed al suo leader.
La democrazia, invece, è garantire reale partecipazione, dialettica non tra sordi ma tra coloro che non possono fare a meno di ascoltarsi e di confrontarsi, possibilità di alternanza: il contrario è regime. E, dunque, per il funzionamento effettivo della democrazia è necessario la fisiologica partecipazione al voto di almeno una maggioranza cospicua degli elettori.
Un sistema democratico non confligge con la necessità delle decisioni che responsabilmente deve assumere chi governa né con l'esigenza del rafforzamento dei poteri degli Esecutivi; ma come avvertiva Piero Calamandrei, uno dei nostri Padri costituenti, la democrazia non può non pagare il prezzo di “procedere per la diagonale”, e cioè, a differenza degli stati autoritari, per una strada più lunga, caratterizzata dall’equilibrio tra i poteri, da momenti di larga partecipazione, e da controlli ed indirizzi di organi elettivi,
L’italicum non garantisce affatto la ripresa alla partecipazione al voto, anzi, anche per il contesto istituzionale non conforme alla Costituzione in cui è stato varato rappresenta la continuità del vilipeso porcellum, con qualche non risolutiva e discussa novità (le preferenze ai candidati, ma non agli inamovibili capilista); e francamente non si capisce come chi ha contribuito con l'argomentato proprio voto alla Consulta ad abrogare la precedente legge elettorale, non… abbia battuto ciglio di fronte a quella pretesamente innovativa!
Ci siamo intrattenuti sul dato eclatante (divenuto ancora più tale dopo i ballottaggi nei Comuni), unanimemente rilevato dopo le recenti consultazioni elettorali.
Al prosieguo l'analisi politica del voto e la valutazione delle sue conseguenze. Marino BIANCO