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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.5 - SETTEMBRE 2015

                     10/9/2015 - GESTIONE RIFIUTI E INCENERITORE

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Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera

GESTIONE RIFIUTI e INCENERITORI: FUTURO DI TUTTI O BUSINESS PER POCHI?
Egregio Direttore,
nell’ultimo numero di “LABURISTA notizie”, a pag. 6 Gabriele Parenti ci informa che:
“Selvapiana: non sarà realizzato l’impianto di termovalorizzazione. Accordo per un progetto di riconversione.”
Il titolo provoca, a chi si occupa del problema rifiuti, un inizio di fastidioso prurito perché si fa un uso acritico del vocabolo “termovalorizzatore” che non esiste nella lingua italiana, ma che, grazie all’accostamento con il verbo VALORIZZARE, vuol fuorviare l’opinione pubblica sul fatto che questi impianti termici “valorizzino” i rifiuti tanto da equipararli a quelli che producono energia elettrica rinnovabile (solare, eolica, idrica, ecc). Infatti è stato inventato da coloro che, avendo fiutato il grande business che si nasconde dietro l’incenerimento, ne hanno coniato il termine per giustificarne l’uso per produrre energia elettrica pseudo “rinnovabile”, e ulteriormente compensata a caro prezzo con un aumento presente da anni nelle nostre bollette (vedi ex-CIP6). In realtà il ciclo di un Inceneritore è a BILANCIO ENERGETICO NEGATIVO, vale a dire che per la raccolta, il trasporto, lo stoccaggio, L’INCENERIMENTO e lo smaltimento di scorie e ceneri, che sono un residuo del 30% dei rifiuti bruciati, l’ENERGIA TOTALE impiegata è SUPERIORE a quella prodotta. E alcune ceneri devono essere collocate in discariche per rifiuti speciali e pericolosi. La scelta di incenerire anziché riciclare e riusare è una concausa dell’AUMENTO medio del 25% della TARI in tutta Italia negli ultimi 5 anni: chiara conseguenza della mancata gestione corretta dei rifiuti, con iniziative di differenziazione e riciclo spinte al massimo per il recupero e il riutilizzo/riciclo delle materie “seconde” nascoste nei rifiuti, secondo il metodo delle “Fabbriche di Materiali” già esistenti in altre parti d’Italia, con maggiori posti di lavoro e minori costi. Detto ciò, entriamo nel merito e forniamo ai lettori qualche nota aggiuntiva che serva a informarli più a fondo, anche sul progetto di Selvapiana. Il Protocollo d’Intesa firmato da Regione, ATO Toscana Centro, i gestori AER Spa e Srl e i Comuni, che avevano appoggiato per anni il progetto dell’impianto di Selvapiana, NON lo cancella dall’attuale Piano Regionale., ma prevede che ENTRO dicembre 2015 venga effettuato un riesame di tutta la materia con una nuova valutazione sulle necessità di impianti di incenerimento nella Regione. L’impianto di Selvapiana è l’unico progetto che ha TUTTE le AUTORIZZAZIONI per essere messo in Bando di Gara; non è ancora stato costruito perché bruciando “solo” 68.640 ton/anno non era sostenibile economicamente! Nonostante ciò la decisione in questi anni dei Comuni della ValdiSieve ha portato i costi di progettazione e strutturali a oltre TRE Milioni di Euro, per un “oggetto” che ha sprecato risorse pubbliche preziose proprio negli anni di maggior crisi per i bilanci dei Comuni che stentano a fornire i servizi essenziali. E, come l’articolo cita, poiché tali costi non sono chiaramente sostenibili dai nostri Comuni che li hanno generati, saranno spalmati sui cittadini dei 68 Comuni dell’ATO Centrale con “un aumento in bolletta quasi impercettibile: 2/4 euro a famiglia”. Ma sono ben TRE milioni buttati al vento senza alcun beneficio nella gestione rifiuti: un’altra goccia sullo stillicidio di tasse e un’occasione persa per CAMBIARE VERSO con la raccolta Porta a Porta, l’unica in grado di diminuire drasticamente i rifiuti indifferenziati e la necessità di incenerimento. Ma proprio in questi giorni il quadro di riferimento nazionale potrebbe peggiorare: con un nuovo Decreto Ministeriale, legato allo “Sblocca Italia”, si prevede per la nostra Regione la necessità di incenerire ben 661.419 ton./anno di rifiuti per i prossimi 20 anni. Si evince che gli impianti attualmente funzionanti in Toscana hanno una capacità di circa 266.000 ton./anno. A pag. 5 e 9 del Decreto l’impianto di Selvapiana è considerato AUTORIZZATO e NON IN ESERCIZIO, ed è ANCORA CONTEGGIATO per le sue 68.400 ton/anno, come se fosse pronto a partire. Il Decreto prevede inoltre per la Toscana di costruire inceneritori per le restanti 327.000 t/a e il 6 agosto scorso a Firenze è stato approvato l’impianto di Case Passerini per una capacità di 190.000 t/a, nonostante le manifestazioni e le proteste degli abitanti, dei Comitati e Associazioni della Piana, incluso il combattivo Comitato “Mamme NO Inceneritore”, molto informate e preoccupate sui sicuri danni alla salute per tutti, ma soprattutto per i bambini. I cittadini della Rete Valdisieve, costituita da Associazione Valdisieve, Vivere in Valdisieve, Comitato Valdisieve e Associazione Rif O’, hanno in questi anni lavorato in positivo informando con assemblee e manifestazioni pubbliche, suggerendo pratiche di gestione diverse, già in atto in molte altre parti del Paese, ma purtroppo con scarsa attenzione da parte dei passati Amministratori. Tali Associazioni hanno anche contrastato il progetto di Selvapiana e, nell’ottica di una gestione migliore e innovativa e del rispetto di tutti i vincoli ambientali, hanno presentato ricorsi al TAR e al Consiglio di Stato sia sulla VIA (in particolare sul rischio idrogeologico: siamo a trenta metri dalla Sieve), sia sull’AIA. Tali ricorsi, insieme alle altre iniziative, hanno contribuito a ritardarne l’iter sino ad arrivare ora all’attuale auspicabile abbandono. Ora attendono le modifiche che verranno apportate al Piano Regionale dei Rifiuti che DOVREBBE cancellare il MOSTRO di Selvapiana, per sostituirlo con CENTRI di RIPARAZIONI/RECUPERO/RICICLO. Nel frattempo coopereranno per affrontare la questione non come un “problema” ma come un’ulteriore risorsa, spingendo affinchè gli amministratori possano adottare con coraggio un Piano Pluriennale e relativo Business Plan, che inserisca le Buone Pratiche e facilitino l’adozione di una TARIFFA PUNTUALE proporzionata alla REALE produzione di rifiuti INDIFFERENZIATI delle famiglie, facendo pagare meno chi è più virtuoso e ne produce meno e molto di più a coloro che ne producono di più, perché insensibili e quindi meno attenti a queste tematiche che pensano non essere un problema per l’ambiente. Grazie dell’attenzione.
Per - Fernando Romussi - Presidente - Associazione Valdisieve