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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.5 - SETTEMBRE 2015

                     10/9/2015 - VITTORIO EMANUELE ORLANDO

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di Valdo Spini
Riceviamo da Valdo Spini, cui si deve la prefazione alla recente riedizione dello scritto di Vittorio Emanuele Orlando, “Parlare in Parlamento”, Roma Edizioni di Storia e Letteratura 2013, questo scritto di ricordi del nipote diretto Enrico Orlando, che, negli ultimi anni di vita dello statista, gli faceva, ragazzino, da segretario, proprio a Campiglioni (Pelago). Il ricordo viene pubblicato in due parti, la prima relativa agli anni 1902 – 1925, la seconda agli anni 1935 – 1952.

V. E. ORLANDO
1) Saltino di Vallombrosa (Comune di Reggello)
1902 – 1925

Vittorio Emanuele Orlando (1860-1952), di famiglia palermitana, ebbe a Modena e poi Messina i primi incarichi accademici, poi rientrò all’Università di Palermo e colà costituì la famiglia ed aprì il suo studio professionale.
Entrato in politica nel 1897 ed eletto Deputato alla Camera, decise di trasferirsi definitivamente a Roma dove si stabilì nel 1901.
Già l’anno successivo, prescelse per la villeggiatura estiva il Saltino di Vallombrosa, affittandovi per quella stagione e poi per le successive il Villino Socci.

La località di Vallombrosa, sede della storica Abbazia, aveva sviluppato nel tempo una vocazione turistica. Si dice vi abbia soggiornato addirittura il poeta inglese Milton nel 1638 (una lapide ricorda questo evento) comunque sul finire del secolo XIX divenne il soggiorno estivo preferito da una parte della società fiorentina e romana. A questo contribuì l’ iniziativa di costruire alberghi e villini al Saltino, sul margine della foresta (che essendo terreno demaniale non ammetteva alienazioni); e soprattutto l’audace idea del Conte Telfener, che con l’appoggio del ministro Chimirri realizzò del 1892 la ferrovia a scartamento ridotto ed in parte a cremagliera che dalla stazioncina di S: Ellero (sulla linea ferroviaria Roma – Firenze) portava al Saltino. Si deve infatti tener presente che all’epoca gli spostamenti avvenivano quasi esclusivamente in treno, l’automobilismo essendo appena sul nascere.
Già nel 1904 (e poi in numerose occasioni successive, per quasi mezzo secolo) la presenza a Vallombrosa di V.E. Orlando è registrata negli annali che erano accuratamente tenuti e conservati dai monaci Vallombrosani.
La località gli piaceva evidentemente in modo particolare, cosicché si registra che in data 12 Aprile 1905 la Giunta comunale di Reggello deliberò di accogliere la domanda di V.E. Orlando per la costruzione di un nuovo villino su un terreno da lui acquistato al Saltino; la relativa licenza venne rilasciata dal Sindaco due giorni dopo.
A partire del 1906, le villeggiature vallombrosane della famiglia Orlando ebbero così luogo nel nuovo villino di proprietà, accogliendovi spesso parenti ed ospiti di passaggio.

Si possono citare in proposito nomi famosi, come l’artista americano William Wetmore Story, i ministri Baccelli, Chimirri e Di San Giuliano, il commediografo Aldo de Benedetti, il marchese Serristori, l’editore Olschki, Franca Florio, Eleonora Duse (con visite dell’immancabile D’Annunzio), Tommaso Salvini e tanti altri.

Gli incarichi ministeriali non preclusero a V.E. Orlando di trascorrere al Saltino le sue vacanze annuali, anzi nel 1908 egli è annoverato tra i promotori e primi soci della Pro-Vallombrosa, associazione nata per favorire nella località lo sviluppo delle attività turistiche e culturali, di cui era animatore il Dr. Pratellesi, storico farmacista di Rignano (dove la farmacia è tuttora nella titolarità dei familiari suoi successori), a sua volta proprietario di un villino al Saltino.
Nel periodo della I Guerra Mondiale i soggiorni di V.E. Orlando (Ministro di Grazia e Giustizia con Salandra nel 1915, Ministro dell’Interno con Boselli nel 1916) furono per necessità brevissime – peraltro negli annali dei monaci si registra una sua presenza anche nel Settembre 1917, cioè poche settimane prima della rotta di Caporetto e dell’assunzione da parte di V.E.Orlando dell’incarico di Primo Ministro (e Ministro dell’Interno).
Solo nel 1918 – ben comprensibilmente! – non trovò il tempo per una sia pur breve vacanza: è peraltro interessante ricordare che in quell’anno a Saltino alcuni alberghi vennero requisiti e destinati provvisoriamente all’alloggio di prigionieri di guerra.
Peraltro già l’anno successivo, avendo rassegnato le dimissioni dagli incarichi ministeriali nel Giugno 1919, V.E. Orlando riprese la consuetudine dell’ amato soggiorno vallombrosano; vacanza durante la quale egli continuava a lavorare e anche a mantenere contatti politici. E’ notevole segnalare a questo riguardo una visita di Mussolini per due colloqui nell’Agosto del 1922, cioè poche settimane prima della Marcia su Roma: a proposito dei quali la figlia Carlotta annotò che nel ricevere il visitatore “non fu versato champagne, e invece dei tappi saltarono i nervi di mio Padre!”.
Ancora nel 1923 e 1924 la villeggiatura si svolse regolarmente – ma la situazione del Paese stava precipitando, con il delitto Matteotti ed il famoso discorso del Duce del 3 Gennaio 1925.
In risposta a quel discorso, V.E. Orlando insieme a Giolitti e Salandra (tre ex Primi Ministri!) propose il 16 Gennaio alla Camera un ordine del giorno di censura e sfiducia al Governo, ricevendo dai due colleghi l’oneroso incarico di illustrarlo: questo avvenne con un coraggioso intervento di aspra ed argomentata critica alla politica fascista, continuamente disturbato da interruzioni via via sempre più violente da parte dei deputati fascisti, tanto che poté essere portato a conclusione solo a gran fatica.
Fu questo l’ultimo discorso parlamentare di V.E. Orlando alla Camera del Regno, giacché dopo pochi giorni egli rassegnò le dimissioni da deputato.
Ma indirettamente questa fu anche la causa originaria della fine dei soggiorni al Saltino: infatti nel Marzo 1925 membri di “squadre d’azione” fasciste invasero e devastarono il villino Orlando. Ancor più disgustato che intimidito per l’inqualificabile episodio, V.E .Orlando decise di non tornare più a Vallombrosa, e vendette la proprietà.

seguirà nel prossimo numero: 2) Torre di Campiglioni (Comune di Pelago) 1935. 1952