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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.5 - SETTEMBRE 2015

                     10/9/2015 - DEMOCRAZIA, EUROPA, SINISTRA

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di Rino Capezzuoli

In Italia e nel mondo è diffusa la sensazione che si possa governare senza politica e senza partiti Chi pensa questo è un pazzo.
Il sogno europeo ammesso che sia mai esistito, si sta definitivamente spengendo per la mancanza di una adeguata politica e di leader capaci di guidare i popoli nazionali oltre le proprie frontiere, verso una visione unitaria del vecchio continente. Gli effetti di questa situazione si vedono ogni giorno. Parlamento e commissione europea inefficienti ed imbalsamati, forte ritorno dei localismi, una politica economica guidata dai particolarismi e da una fallimentare austerità, innalzamento di nuovi muri e nuove barriere, incapacità di affrontare le sfide del presente e del futuro, dall’immigrazione al terrorismo, al sostegno ai popoli del Medio Oriente del Mediterraneo e dell’Africa, con mezzi economici e militari adeguati.
Guerre striscianti ai nostri confini, che ancora non sono sfociate in una nuova guerra mondiale solo perché l’America di Obama si muove in controtendenza, sia sui temi economici che militari, con una politica di forte freno al prezzo del petrolio e con l’accordo con l’Iran sul nucleare.
Quindi senza politica non c’è Europa. Senza politica non c’è neppure democrazia. Lo abbiamo già scritto varie volte. La crisi economica della piccola Grecia è bastata a far capire le debolezze di questa Europa ed a mettere a nudo i ritardi e le incapacità dei burocrati di Bruxelles.
La sinistra dov’è stata finora e dove starà in futuro ? Una sinistra che non difende i suoi principi ispiratori, non è più una sinistra. Diciamo subito che difendere i propri principi non significa difendere il comunismo sovietico o Cinese, od un massimalismo astratto e fuorviante. Sinistra oggi significa costruire un partito socialista europeo con alla base solidi principi sociali, culturali ed economici. Scendendo nei particolari il PSE dovrebbe avere indirizzi unitari in tutti i paesi dell’Unione Europea e non una astratta adesione simbolica di forze disparate con indirizzi nazionalistici particolari prevalenti, battendosi per maggiori poteri al parlamento ed alla commissione europea sui temi legislativi, normativi ed economici e per il trasferimento di poteri esecutivi dai governi nazionali a quello Europeo. Altro esempio sul caso Grecia doveva essere costretto a dimettersi il ministro delle finanze tedesco ed anche la Merkel, non il governo greco.
Altro che collare teutonico alla Grecia, collare teutonico alla Germania e non politica di potenza ma politica di solidarietà economica. Certo dicendo anche che ogni paese deve avere i conti in ordine e combattere i ladri e l’evasione fiscale ed aiutandolo in questa direzione. Certo è difficile fare queste cose con un Presidente della commissione Europea che viene da un paese che ha tollerato ed in certi periodi incoraggiato che tutto questo avvenisse.
Altro tema l’immigrazione. Qui le cose sono semplici per noi e sono riconducibili ad una parola: solidarietà. Un fenomeno che non si fermerà in tempi brevi ma che si potrà frenare solo con una politica di solidarietà economica verso i paesi del Mediterraneo e dell’Africa, aiutandoli con un piano Marshall a svilupparsi e smettendo di considerarli terre solo da sfruttare e da rapinare, portando via le materie prime senza dar loro in cambio di che vivere. D’altra parte sono questi i mercati verso cui l’Europa si deve strategicamente rivolgere, cioè l’Africa, il Medio Oriente e la Russia.
Quindi le parole: democrazia, Europa, sinistra, solidarietà, devono camminare di pari passo con coerenza e senza sbandamenti. Se vogliamo costruire un mondo per un futuro migliore. Questo deve essere chiaro a tutti coloro che si professano con coerenza di sinistra. Si possono subire sconfitte, si può ricominciare, continuando con etica e coerenza le battaglie, mantenendo saldi i principi e le idee, qualunque sia il prezzo da pagare per questo. Ogni sbandamento da questa via, porta crisi, disastri, guerre a cui si può solo opporre le nostre idee e la nostra cultura.
Quindi il nostro impegno deve essere quello di costruire una sinistra europea con saldi principi unitari, solidale e democratica, coerentemente e praticamente riformista, non massimalista e non abbagliata da tentazioni di potere politico od economico. E’ questo un impegno immenso pesante e difficile da costruire dal basso tra i popoli e le varie comunità guidati da utopie e da concretezze.
Rino Capezzuoli