adv

AZIENDE, SERVIZI, NOTIZIE E INFORMAZIONE DAL MUGELLO E DALLA VALDISIEVE. NEWS MUGELLO E VALDISIEVE, NOTIZIE DALLA VAL DI SIEVE E NOTIZIE DAL MUGELLO. AZIENDE DI PRODUZIONE, COMMERCIO, SERVIZI, NEWS E INFORMAZIONI DALLA VALDISIEVE E IL MUGELLO. NOTIZIE, TERRITORIO, CULTURA, MODA, SPORT, AGRITURISMO, VINO, PRODOTTI TIPICI TOSCANI. AZIENDE DI PRODUZIONE E VENDITA. PUBBLICITÀ E MARKETING TERRITORIALE.

Home  |  WebMail

SIEVE NEWS

AZIENDE E SERVIZI

PER SAPERNE DI PIÙ

FOTOGALLERY

SIEVE WEB TV

CHE TEMPO FA?

ORARIO TRENITALIA

COMMUNITY

LINKS E UTILITA'

ABOUT US

SERVIZI E MARCHI

HOME PAGE

SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.6 - DICEMBRE 2015

                     12/4/2015 - V.E.ORLANDO

<<<

Riceviamo da Valdo Spini, cui si deve la prefazione alla recente riedizione dello scritto di Vittorio Emanuele Orlando, “Parlare in Parlamento”, Roma Edizioni di Storia e Letteratura 2013, questo scritto di ricordi del nipote diretto Enrico Orlando, che, negli ultimi anni di vita dello statista, gli faceva, ragazzino, da segretario, proprio a Campiglioni (Pelago). Il ricordo viene pubblicato in due parti, la prima, relativa agli anni 1902 – 1925, è stata pubblicata nel n° 5 di settembre scorso su Laburista notizie, la seconda agli anni 1935 – 1952 è pubblicata qui.

V. E. ORLANDO
2) Torre di Campiglioni (Comune di Pelago)
1935. 1952

Dopo che, per un decennio, V.E. Orlando aveva trascorso il periodo estivo negli alberghi di vari luoghi montani, egli maturò il desiderio di tornare ad avere una dimora estiva permanente, anche per soddisfare un desiderio della moglie Ida. Naturalmente orientò la sua ricerca nel vallombrosano (ormai era distante il tempo dei conflitti politici col regime fascista), e all’inizio del 1935 il già ricordato Dr. Pratellesi gli segnalò che erano in vendita la dimora e la tenuta di Campiglioni, denominata a quel tempo Villa Story.

La Villa situata su un pendio boscoso a 750 metri s.l.m. era nota per essere stata costruita dal celebre scultore statunitense William Wetmore Story, che visse e operò a Roma nella seconda metà dell’ ‘800 e che villeggiava regolarmente a Vallombrosa, ove morì nel 1896. Tuttavia si deve ritenere che William Story l’avesse forse progettata, ma che venisse completata da uno dei figli, e precisamente dal secondogenito Julian Russel, pittore ritrattista: infatti sul portone d’ingresso figura incisa la data di costruzione – A.D. MDCCCICVIII.

La struttura in stile cinquecentesco, interamente in pietra, era caratterizzata da un amplissimo salone dotato di una predella e di uno scalone-balconata; ed inoltre da un grande torrione (da qui la denominazione “Torre di Campiglioni”) che culminava con un unico ampio vano certamente adibito ad atelier di pittura, dotato di finestroni sui quattro lati. Queste caratteristiche corrispondevano alle esigenze del proprietario e della prima moglie, la celebra cantante d’opera americana Emma Eames, che poteva prodursi nel salone come su un palcoscenico. Nella decorazione interna si trovava poi più volte ripetuto il motto “Fabula sed vera” che gli Story avevano fatto proprio, con un gioco di parole sul nome di famiglia. Infine la Villa era dotata da un magnifico giardino all’italiana, e di un parco dotato di alberi assai notevoli (tra cui alcune sequoie), evidentemente impiantati da provenienza nordamericana.

Il matrimonio ebbe però un andamento burrascoso, culminando nel 1907 in un divorzio. Due anni dopo Julian Russel Story si risposò con la pittrice Elaine Sartori (anch’essa divorziata), e continuò a soggiornare a Campiglioni sino alla morte avvenuta negli USA nel 1919. Pochi anni dopo la vedova decise di alienare la proprietà, che nel 1922 venne venduta a Emilio Schiannini, grande imprenditore cotoniero bresciano e socio/manager di importanti aziende quali il cotonificio Mylius e le Manifatture Cotoniere Meridionali.

Quest’ultimo impegno lo aveva portato a fissare la residenza a Firenze, e l’acquisto di Campiglioni era ricollegato al desiderio di poter disporre per sé e per la moglie Rosina (la coppia mpm ebbe figli) di una vicina località climatica. Ma purtroppo Emilio Schiannini già nel 1923 si ammalò gravemente – visse ancora sino al 1929, anno in cui si spense a Campiglioni.

Dopo alcuni anni, la sig.ra Rosina decise infine di alienare questa proprietà. Da parte sua, V.E. Orlando si proponeva - come già detto - di acquistare un villino, ma aderì all’invito a visitare la tenuta di Campiglioni, conosciuta forse già al tempo delle sue precedenti villeggiature al Saltino. Al termine della visita (nel Giugno 1935), pur esprimendo ammirazione per la proprietà spiegò come Campiglioni (Villa, Fattoria con due poderi, giardino, parco e circa 80 ettari di bosco) eccedesse largamente le sue prospettive di impegno anche economico; ma la vedova Schiannini rispose che non era interessata al prezzo, poiché a lei solo importava l’identità della persona che avrebbe avuto in proprietà i luoghi ove il marito Emilio aveva trascorso gli ultimi suoi anni, e dove era morto. Per lei V.E. Orlando era in tale prospettiva la persona ideale, “facesse lui stesso il prezzo”! Fu così che la compravendita – che includeva anche l’intero arredamento della villa – venne conclusa, certamente in termini di assoluto favore per l’acquirente.

La prima villeggiatura della famiglia Orlando ebbe così luogo già nell’estate 1935: fu peraltro la sola che vide la presenza della moglie Ida, che morì a Roma nel gennaio del 1936. In sua memoria il marito vedovo donò alla Parrocchia di Campiglioni (S, Miniato in Alpe, sul versante di Vallombrosa in Comune di Reggello) il fonte battesimale: una lapide ricorda l’evento.
Il parroco di S. Miniato, don Michelangelo Patroni, fu tramite della conoscenza di V.E. Orlando con Bernard Berenson, la cui villeggiatura estiva aveva luogo nel villino di Casa Al Dono, adiacente la parrocchia. Tra i due anziani personaggi si consolidò una sincera amicizia, e divenne consuetudine degli anni successivi che si scambiassero visite insieme agli ospiti dei rispettivi soggiorni: tra questi Croce, Borgese, Markewitch, Cecchi, l’attore Gandusio e innumerevoli altre personalità della politica e della cultura.

Per bilanciare le spese del mantenimento di Campiglioni, V. E. Orlando acquistò poi anche tre poderi situati tra Pelago e Diacceto, denominati Bardiglioni. Sovraintendeva alla gestione agricola il rag. Settimio Tozzi; fattore di Campiglioni era Faustino Giannelli, giardiniere Luigi Becattini, mezzadro Omero Celli: forse in Comune di Pelago abitano ancora loro discendenti.

Le villeggiature si svolsero poi regolarmente sino al 1943 con l’avvicendarsi a Campiglioni di familiari ed amici. Anche dopo lo scoppio della guerra, V.E. Orlando continuò a risiedervi regolarmente durante l’estate: per dare l’esempio in tempi di restrizioni rigorose relative all’uso delle automobili, pur avendo uno speciale permesso di circolazione egli dispose che gli spostamenti locali (compresi i propri) avvenissero utilizzando il motofurgone Guzzi in dotazione all’azienda agricola, trasformato in qualche modo per il trasporto persone: esistono delle fotografie che ritraggono l’ultra-ottantenne V.E. Orlando insediato nel cassone del “motofurgoncino”.

Nel 1943, dalla fine di giugno V.E. Orlando fece frequenti rientri a Roma, richiamato da Re Vittorio Emanuele III per consultazioni connesse alla crisi istituzionale (25 luglio: caduta del Fascismo) ed alle vicende successive (8 settembre: armistizio con gli Alleati). Dopo quella data, egli rimase a Roma, rifugiato prima presso amici e poi in una dimora extra-territoriale, sino all’arrivo degli Alleati a Roma (4 giugno 1944): di queste vicende è stato recentemente pubblicato – postumo di oltre 60 anni – il Diario che V.E. Orlando volle allora tenere quotidianamente.

A Campiglioni rimase la famiglia di un parente, l’ing. Giorgio Garabelli, la cui casa di Bologna era stata distrutta in un bombardamento. Questi fu testimone dell’insediarsi di comandi della Wermacht, di un prolungato cannoneggiamento da parte dell’artiglieria USA nei giorni del passaggio del fronte, e dell’arrivo degli Alleati che a loro volta vi insediarono per un certo tempo i loro Comandi. E’ da menzionare che le massicce strutture in pietra della Torre e della casa resistettero alle granate meglio di un bunker: gli unici danni furono causati da un obice caduto sul tetto, e da un altro che centrò una finestra.

Con il 1945 riprese una vita più normale e ripresero i soggiorni estivi di V.E. Orlando a Campiglioni, sino al 1952, anno della sua morte (2 dicembre).

La proprietà venne ereditata dai familiari, che vi soggiornarono ancora per alcuni anni, ma poi la vendettero ad un Ordine religioso, che la trasformò in Seminario e soggiorno per ritiri spirituali. I nuovi proprietari ampliarono e sopraelevarono il complesso edilizio, mutandone il profilo insieme alla destinazione; costruirono anche un Eremo con numerose celle nella parte più elevata del terreno di proprietà, in località La Lama. Peraltro, probabilmente in seguito alla crisi delle vocazioni, verso la fine del ‘900 tutte le unità abitative vennero chiuse, e con il giardino ed il parco subirono una inevitabile decadenza: per quanto possa oggi constare, l’Ordine che detiene la proprietà l’ha messa da tempo in vendita, ma quand’anche dovesse presentarsi un compratore è purtroppo difficile sperare che Campiglioni possa mai tornare ad essere quello splendido complesso residenziale che i tre successivi proprietari – Story, Schiannini, Orlando - tennero in auge per oltre mezzo secolo!

1528_