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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.6 - DICEMBRE 2015

                     12/5/2015 - UN "PONTE" USA-CUBA"

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Verso la fine dell’embargo.
di Mauro Messeri


Siamo quasi arrivati ad un anno da quando il Presidente Obama - nel Dicembre 2014 - annunciò col suo famoso ‘Todos somos americanos’, la clamorosa notizia di voler porre fine all’embargo cubano che si protraeva ormai da oltre cinquant’anni con le nefaste conseguenze sotto gli occhi di tutti. Certo, una decisione per la quale non basterà la volontà della Casa Bianca, che dovrà passare dall’approvazione del Congresso americano e un processo che sarà lungo e tutt’altro che scontato, ma questo intento di lanciare un ‘ponte’ tra Washington e Cuba per dare inizio ad progressivo disgelo, ad una normalizzazione dei rapporti tra i due Paesi con la riapertura delle relazioni diplomatiche (e non solo) è stato davvero un gesto ‘storico’ per cui il nome dei Presidenti Obama e Castro, decisi ad abbandonare i retaggi di un pesantissimo e ormai vecchio ‘passato’ da molti considerato ormai fuori del tempo, resteranno imperituri nei secoli e nelle coscienze.
Ora, una volta riaperte ad agosto le rispettive ambasciate (quella USA a l’Havana fu un evento di rilevanza mediatica mondiale), sarà molto più facile proseguire sulla strada di una riapertura delle relazioni economiche, commerciali e turistiche tra i due Paesi, il tutto finalizzato ad affrontare la sfida più grande: quella della fine dell’embargo definitivo verso l’isola caraibica. La grandiosità di un evento del genere con la riapertura del dialogo tra i due Paesi, che Papa Francesco aveva auspicato qualche mese quando prima aveva incontrato Obama e poi Raul Castro, è stato sottolineato nel discorso di John Kerry, primo capo della diplomazia americana a mettere piede a Cuba dal 1945, il quale ha affermato che ‘Stati Uniti e Cuba - ha detto - devono ringraziare il Santo Padre e il Vaticano che hanno reso possibile tutto questo’.

Infatti, la fine delle tensioni tra Cuba e Usa sono il frutto di una importante mediazione portata avanti dal Vaticano ed in prima persona da Papa Francesco al punto che sia Obama che Castro hanno ricordato l’importante ruolo svolto dal Pontefice in questa operazione. Il Santo Padre aveva scritto ad entrambi i leader politici per invitarli a risolvere questioni di carattere umanitario ed il Vaticano è stato - nei mesi precedenti l’annuncio di Obama - lo scenario diretto di incontri tra le delegazioni dei due Paesi nella ferma convinzione che la funzione della Santa sede non si sarebbe potuta esaurire con l’apporto a questo evento ‘storico’ ma che anzi dovrà continuare a incrementare le relazioni bilaterali tra i due Paesi anche al fine di garantire prima di tutto il benessere dei cittadini.

E’ in quest’ottica infatti che il Santo Padre ha ricevuto Raul Castro a Maggio, poco tempo prima di recarsi lui stesso a Cuba a Settembre in una visita certamente ‘ecumenica e missionaria’ che il ruolo gli richiede, ma che ha avuto un eco ‘diverso’ da altri viaggi del Pontefice all’indomani di cio’ che sta accadendo nelle relazioni tra i due Paesi …

E le frasi del Presidente cubano in Italia a maggio in conferenza stampa ‘...se il Papa continuerà a parlare così, anch'io che sono comunista ricomincerò a pregare. ... Forse tornerò alla Chiesa cattolica’ sottolineano ancora quale apporto personale diretto e fortemente carismatico abbia avuto la figura di Papa Francesco non solo nell’intera vicenda ma nel ’personale’ del presidente cubano.
Nonostante ovviamente le profonde differenze che continuano a caratterizzare i due Paesi, la presa d’atto che il lungo ‘isolazionismo’ di Cuba non ha portato a nulla e la ferma convinzione quindi della necessità del dialogo su tutti i fronti hanno aperto un nuovo e clamoroso capitolo non solo nella storia dei due paesi ma certamente in quella dell’intero secolo e questo ‘riavvicinamento’ è e deve essere letto solo come una reale, grande ‘opportunità‘ per tutti, da dover far fruttare in ogni aspetto e nel reciproco interesse