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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.6 - DICEMBRE 2015

                     5/12/2015 - SANITA' IN TOSCANA

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Intervista di Gabriele Parenti
UNA NUOVA LEGGE PER LA SANITA’ TOSCANA: A COLLOQUIO CON LA CONSIGLIERA REGIONALE SERENA SPINELLI.



E’ in discussione in Consiglio Regionale la nuova legge di riordino del servizio sanitario toscano e con la seduta pubblica della Commissione sanità sono iniziate le consultazioni che intendo instaurare un confronto con i tanti soggetti che operano nella sanità e nei territori. Sul percorso e sugli obiettivi questa nuova legge di cui si prevede l’approvazione entro l’anno abbiamo rivolto alcune domande alla consigliera regionale Serena Spinelli, medico pediatra dell’Ospedale Mayer e componente della Commissione Sanità, che è stata eletta, nel nostro collegio, nella primavera scorsa.

Quali le esigenze che consideri più importanti nel riordino della sanità toscana?
Il sistema sanitario della Toscana rappresenta un’eccellenza in Italia e non solo. In sanità l’evoluzione tecnologica, scientifica e la formazione continua rappresentano elementi imprescindibili. La Toscana deve assumere questa sfida, investendo in nuove tecnologie e in formazione dei propri operatori per far si che quanto si è raggiunto sia solo un punto di partenza e non di arrivo.
Ravviso due punti deboli nel sistema: l’accesso alle prestazioni, che potremmo definire la fase in cui c’è necessità dell’accertamento diagnostico e in cui si produce una richiesta sanitaria spesso non guidata; l’altro punto di criticità è rappresentato dal momento in cui si esce dall’ospedale. Il ritorno a casa necessità spesso di assistenza.

Come superare queste criticità?
Si rende necessario costruire per i cittadini percorsi di presa in carico certi sia nell'appropriatezza che nei tempi di attesa. In questo la figura dei medici di medicina generale assume un valore fondamentale nel guidare la richiesta di sanità. Un elemento territoriale in cui trovare tali risposte possono essere le “Case della salute”, la cui complessità dovrebbe essere il quanto più rispondente possibile alle caratteristiche epidemiologiche e geografiche del territorio (anziani, disabili, distanza dai presidi ospedalieri etc.). Organizzare le “Cure Intermedie” come struttura di presa in carico dei cittadini che escono dall’ospedale e che non sono in grado di rientrare al domicilio. Potremmo riassumere tutto questo in una frase: ridare alla sanità e all'integrazione socio-sanitaria territoriale un ruolo centrale, ricorrere alle prestazioni ospedaliere quando è realmente necessario, sapendo che l’alta specializzazione può essere realizzata solo in Ospedale.
Altro elemento fondamentale è rendere il sistema socio-sanitario toscano omogeneo.

Quali sono le linee guida su cui ritieni che si debba muovere?

Lo ripeto: integrazione ospedale-territorio. Organizzazione dei servizi territoriali sulla base di una valutazione oggettiva dei bisogni di un’area, sulla possibilità di integrare il terzo settore, di creare anche un’adeguata mobilità all’interno della zona per l’accessibilità ai servizi.
Realizzazione dell'integrazione socio-sanitaria, in particolare per le cronicità, la salute mentale, la non autosufficienza, la disabilità.
Individuazione certa della/e funzione/i degli ospedali determinando una vera rete ospedaliera. Il livello della sanità oggi comporta professionalità e tecnologie che non possono essere presenti ovunque; per dirla in una battuta ci si fa operare dove c’è il chirurgo migliore per quella patologia e non nel luogo più vicino.

Un obiettivo è il risparmio: ma si potranno fare senza ulteriori tagli?
L'efficienza determina risparmio, in particolare se si individua chiaramente "chi fa che cosa", se si guida la domanda, se si evitano duplicazioni di servizi, se si individua concretamente quali servizi sono necessari e si indica chiaramente dove e a quale livello i cittadini debbono e possono trovare le risposte.

Uniformità e omogeneità organizzativa…rientra nella politica del risparmio o vuole portare maggiore equilibrio fra le prestazioni nelle varie Asl?
Sicuramente maggiore equilibrio, la risposta sanitaria deve essere uguale per tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro residenza, in base unicamente alla loro domanda di sanità. Di pari passo una risposta adeguata determina anche risparmio.

Liste d’attesa per visite specialistiche e analisi: come ridurle?
Non credo esista la ricetta magica. Rispetto alle liste di attesa, che rappresentano uno degli elementi per il quale il cittadino esprime forte criticità rispetto al sistema, ritengo si debbano mettere in campo più strategie complementari fra loro:
1) Guida della domanda: ruolo fondamentale dei medici di medicina generale nell'indicare quali esami fare e quale la loro urgenza; sono i professionisti con la loro preparazione, a fronte di una costante ed efficacie formazione, a poter fare appropriatezza.
2)Integrazione nel sistema sanitario di quanto offerto dal terzo settore, che già offre prestazioni, a cui già i cittadini si rivolgono, ma che deve diventare un pezzo del sistema, sia dal punto di vista del controllo della qualità offerta sia del tipo di prestazioni offerte.
3)dare già gli appuntamenti per quanto debba essere ripetuto a scadenze fisse
4)valutare se esistono ambiti in cui il sistema non opera al massimo delle sue potenzialità, tenendo sempre in primo piano il rispetto del lavoro degli operatori, in quanto ritengo che l'eccesso di lavoro in sanità non produca qualità.

Si stanno attendendo gli stanziamenti per il farmaco innovativo che potrebbe debellare l’epatite C.
Riguardo ai farmaci per l’Epatite C, ritengo che sia doveroso che tale presidio salva vita sia garantito ai malati di Epatite C, questo come pure tutti gli altri farmaci innovativi che esistono o esisteranno in commercio aventi tale efficacia su patologie così gravi: abbiamo il dovere di garantire una qualità della vita ottimale!