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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.6 - DICEMBRE 2015

                     12/5/2015 - POLITICA, ECONOMIA E SINISTRA

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Abbiamo già scritto che chi pensa di governare un paese senza politica e senza partiti è un pazzo. La storia ci dice questo e, oggi più che mai, questo è vero. Le furbizie di un capo, comunque questo si chiami, non bastano per fare una politica e tantomeno una democrazia, Renzi, pur negandolo, ha come visione politica “il partito della nazione”, ossia il grande centro che non si caratterizza per le cose che fa ma per la gestione del potere, comunque esso sia. Questo naturalmente deve avere alla sua destra ed alla sua sinistra, altre formazioni con cui polemizzare ed illudere la maggior parte degli scontenti. Oggi l’Italia si trova in un pasticcio istituzionale di cui non si vedono ancora gli effetti, ma che presto comincerà a far sentire i suoi sintomi in tutto ciò che è statale e non solo, a cominciare dalla gestione dei servizi, vero banco di prova, e se non si coinvolgerrano i cittadini presto andremo a sbattere e non saranno possibili cambiamenti futuri.
Non è ancora chiaro cosa c’è dentro la legge di stabilità ma è chiaro cosa non c’è. Non c’è una revisione della legge Fornero e pur non dicendolo chiaramente, Renzi fa capire, ma non dice, che i soldi non ci sono e che per riformare le pensioni occorrerebbe una piccola o grande patrimoniale. Oppure più semplicemente una tassazione progressiva e la lotta all’evasione da cui, per il momento, arrivano poche gocce. Si cerca di dare la polvere negli occhi agli italiani con l’aver messo in legge di stabilità qualche milione per combattere la povertà. Poi si dice che si abbassano le tasse. Quali tasse? Di tutti? Di chi ha meno? Delle imprese? Forse di nessuno, perché alla fine ciò che si cerca di dare non a tutti, si riprende inaltre forme da altre parti. Si perché la logica di tutti i provvedimenti di questo governo è quello di avere partite di giro a costo zero. Se poi i prezzi delle materie prime e del petrolio calano un po’ forse ci sarà anche una diminuizione del debito pubblico, ormai oltre i 2000 miliardi di euro.
Quindi niente identità politica per il governo, provvedimenti che potrebbe fare qualsiasi esecutivo. Ci sono però due o tre nodi che arriverranno al pettine nel prossimo futuro. La burocrazia ed il pubblico impiego.
Il pasticcio istituzionale, al di là delle chiacchiere, è avviato a rendere più difficile e faragginosa qualsiasi pratica e, se non si coinvolgeranno nella gestione dei servizi i cittadini stessi, andremo presto alla bancarotta. Guardate cosa sta succedendo con le città metropolitane e con la finta abolizione delle province, senza parlare dell’accorpamento delle ASL. Tutto naviga nella nebbia più completa ed in molti spingono perché tutto vada a far naufragio. A chi dovrebbe rispondere un dipendente che da cinque anni aspetta il rinnovo del contratto di lavoro? Cerca di fare il meno possibile e di non avere nessuna responsabilità, e su questa strada andrà a bloccare la macchina pubblica istituzionale e se ne frega dei servizi ai cittadini.
C’è poi una parte del paese, cioè i soliti, che aspettano il naufragio per tornare a rimestare nel torbido e mantenere i propri privilegi. Ogni giorno i nostri mass media predicano le litanie del premier sulla fiducia, ma vedete voi un piano economico di sviluppo per il nostro paese al di là delle chiacchiere del premier e del più o meno 0,1 del prodotto interno lordo? Come si può reuperare occupazione in queste condizioni? Quando esiste ancora il capolarato, il lavoro nero, l’economia malavitosa etc.?
Certo di lavoro ce ne sarebbe nel nostro paese da fare. Manutenzione del territorio, afflitto da frane, inondazioni, cattedrali nel deserto, mancanza di acquedotti, scuole fatiscenti, scarsa cura dei boschi etc..
Intanto però mentre manca l’acqua a mezza Sicilia si è tornati a parlare del ponte sullo stretto e continua l’epopea dela Salerno – Reggio Calabria. Quindi anche in economia provvedimenti spot e nessun indirizzo. In questa situazione una sinistra degna di questo nome dovrebbe avere vita facile, eppure sembra scomparsa e non basteranno i soliti noti a recuperarla.
Occorre mettersi con chiarezza d’accordo su un programma e sui principi fondanti.
Al partito di Renzi è chiaro che tutto questo non interessa, ma ai cittadini potrebbe interessare, se si offrono loro programmi e candidati credibili e si è pronti a combattere per realizzarli. Oggi nella base di sinistra aleggia la rassegnazione e la rincorsa dei populismi, da Grillo a Salvini. Se riusciremo a salvare sui territori idee e valori preparandoci al dopo Renzi, ricostruendo quei partiti di cui il paese ha necessità, riusciremo a riprendere quel cammino che oggi sembra smarrito. Non abbiamo bisogno di riciclati ma di fedeltà ai principi e di idee forti e valide che non invecchiano mai.
Oggi è il momento di ripartire, tanto sia le elezioni amministrative che il referendum istituzionale saranno un apoteosi per Renzi, salvo qualche dispettuccio, in qualche realtà dove la sinistra lo farà perdere attirandosi l’onta dei benpensanti.
Se la sinistra sia riformista che radicale si occuperà durante questi due eventi, di veicolare idee e non si occuperà di alleanze e di poltrone, sarà già un buon passo avanti.
Rino Capezzuoli