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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.1 - FEBBRAIO 2016

                     28/2/2016 - CITTA' METROPOLITANA lettera

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Inquinamento della Città Metropolitana: Pendolarismo della Valdisieve in Auto o in Treno?

La Val di Sieve presenta un altissimo numero di pendolari che tutti i giorni si spostano verso Firenze con l’auto propria! Il concetto è ben esplicitato nella lettera qui sotto che un cittadino pendolare di Londa ha inviato al Sindaco di Rufina e che ci ha autorizzato a pubblicare.

Egregio Sig. Sindaco di Rufina,
leggo nella cronaca del giornale “LA NAZIONE” del 4/12 u.s., il Suo intervento a seguito dell'incidente stradale avvenuto nel suo Comune che ha coinvolto una signora 75 enne, con conseguenze, purtroppo gravi. Episodi come questi portano a necessarie riflessioni sul da farsi per evitare che si ripetano, sia a lei che ne ha il compito istituzionale e sia a chi, come me, come utente della strada in generale ma più spesso come pendolare deve tenere conto di ogni probabilità di coinvolgimento. A proposito di probabilità, sono assolutamente dissenziente sulla superata e improponibile soluzione che lei suggerisce, cioè una nuova strada alternativa veloce e quindi più pericolosa e costosa rispetto ad altre soluzioni più moderne come lo sviluppo di linee ferroviarie, peraltro già esistenti, ecologicamente sostenibili ed in linea con i nuovi indirizzi di mobilità sicura. Lei non è stato, presente, al contrario di altri Sindaci della Valdisieve e del Mugello, al convegno “CON IL TRENO SI PUO'...” che si è tenuto a Pontassieve il 14 novembre u.s. Lì ho appreso, tra l'altro, che il maggior numero di incidenti gravi avviene proprio nelle strade a scorrimento veloce, proprio come quelle che Lei richiede per la Valdisieve. Il rapporto di mortalità per incidenti avvenuti su questa tipologia di strade è del 4,6%, mentre in quelle urbane è dell'1%. Nel 93% degli incidenti in generale la causa va ricercata nel comportamento scorretto del conducente, 10,8% mancata precedenza, 9,9% guida distratta e 5,1% per la velocità. I veicoli più coinvolti negli incidenti stradali sono le auto, 65,4% che causano il 46,4% dei morti. Per quanto riguarda il numero dei morti in rapporto ai veicoli utilizzati e coinvolti, la bicicletta è in testa con il 2% seguita dai motocicli con l'1,5%. I ciclisti, così come i pedoni, non a caso vengono definiti utenti deboli. Il 46% dei morti in bicicletta avviene in strade extraurbane.
Sempre al convegno, ho appreso che in Valdisieve il 50% della popolazione, vecchi e bambini compresi, è pendolare come me e che, a causa del pessimo servizio offertoci dai mezzi pubblici, il 58% di noi è costretto ad usare la macchina per spostarsi. In treno, invece, si sposta solo il 24% e in autobus ancora meno il 12,2%. La mancanza quasi totale di piste ciclabili fa sì che l'uso della bicicletta sia a livelli ridicoli, 1,4%.
La scarsa offerta di mezzi pubblici impone alle famiglie di dotarsi di mezzi privati a motore con rapporto di quasi uno a uno. Nel mio caso siamo 3 persone adulte con orari di lavoro e di studio diversi e abbiamo dovuto acquistare 3 macchine, con un costo per la nostra economia familiare altissimo. Risulta evidente, considerando i dati e la loro logica conseguenza che il suo piano equivale a uno spostamento del problema di qualche centinaio di metri rispetto al suo Comune, anzi scaricandolo su un altro Comune, in questo caso Pontassieve, senza dargli una soluzione.
Esiste, per nostra fortuna, una infrastruttura ferroviaria da ammodernare elettrificandola e raddoppiandola dove possibile, come hanno evidenziato i tecnici del settore che sono intervenuti al convegno, e allora perché non pensare a un servizio metropolitano che renda attraente l'uso del treno spostando un sempre maggior numero di pendolari dalla strada asfaltata alla strada ferrata, così come si sta facendo in tutto il mondo, Firenze compresa?
Sono convinto che la ineludibile necessità di cambiamento delle nostre abitudini in favore di una sempre maggiore attenzione all'ambiente deve far riflettere sulla necessità di ridurre l'uso dei veicoli a motore su gomma. Ognuno, nelle sue possibilità e responsabilità verso le future generazioni deve fare la sua parte, chi con rinunce e riconversioni culturali e chi con dovuti e responsabili atti di governo. Confido in una Sua riflessione e un maggiore coinvolgimento di esperti che potrebbero suggerire anche soluzioni meno impattanti e costose, ma mettendo comunque al primo posto il miglioramento del patrimonio esistente.
Ringrazio per la sua attenzione e saluto cordialmente. S. SBOLGI – Londa

Non possiamo che condividere quanto scritto dal sig. Sbolgi, che peraltro è ancora in attesa di una risposta. Forniamo alcuni dati e considerazioni sul problema. Un rilevamento ufficiale ha misurato una media di circa 12.000 auto provenienti dalla Val di Sieve che tutti i giorni vanno verso Firenze sulle due direttrici (SS67 e SP34) e ritorno. Oltre il 90% delle auto hanno il solo conducente a bordo!!
Andate a vedere, se non fate già parte dei protagonisti, lo spettacolo d’inverno dell’ininterrotta fila di fari accesi dalle 7.00 alle 9.00 del mattino sulle due strade e lo stress sui volti assonnati dei guidatori: lo spettacolo si replica ogni sera!
L’assenza di alternative sufficienti ed efficaci di trasporto pubblico è causa di un elevato costo economico, sociale e ambientale. A Firenze i limiti di inquinamento da PM10 e PM2,5 sono superati molti giorni all’anno e nonostante ciò non esiste un Piano Globale del Trasporto Pubblico nell’Area Metropolitana ma si finanziano progetti scoordinati di tramvie che mangiano enormi risorse (37 milioni a Km per la L1), si privatizza l’ATAF e le si tagliano le risorse umane e i mezzi, con un disservizio mai visto prima d’ora. E nella Valle si pensa a far diventare la SS 67 una superstrada (70 milioni per 3,5Km), incentivando così l’utilizzo dell’auto privata e aumentando inquinamento e il numero di incidenti mortali per velocità. Un altro progetto tenta di “velocizzare” il pendolarismo verso Bagno a Ripoli costruendo due ponti sull’Arno per saltare l’abitato di Vallina e poi, udite udite, mettere tutti sulla futura tramvia per andare in centro a Firenze. Alcuni cittadini hanno coscienza di quanto sopra e alzano la loro voce per chiedere ai politici di “cambiare verso” e di dirottare quelle ingenti risorse sulle ferrovie esistenti, migliorandole e trasformandole in un METROTRENO, rendendo la mobilità su ferro efficiente, pratica ed economicamente appetibile, per uno sviluppo sostenibile che vada incontro a tutti i cittadini di Valdisieve, Mugello e Faentina e contribuisca a ridurre il tasso di inquinamento dell’Area Metropolitana. fernando romussi