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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.5 - AGOSTO 2003

                     27/9/2003 - MONTAGNA FIORENTINA

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di Massimo Zazzeri*

Gli stati generali rappresentano una esperienza originale, unica in toscana e forse anche altrove, un modello che vogliamo sperimentare, una occasione di partecipazione degli eletti nei consigli comunali, partecipazione alla discussione su di noi, su quello che rappresenta la Montagna Fiorentina, ma anche una occasione per discutere ad un anno dalla scadenza del nostro mandato amministrativo, del futuro del nostro ente. Un futuro che secondo me non
può essere che la prosecuzione di questa esperienza.
Occorre uscire dalla assemblea della comunità montana, allargare il raggio della riflessione, prima di tutto con chi ha voluto questa esperienza e che ci ha delegato a rappresentare questa volontà. Gli stati generali li abbiamo pensati anche per essere un momento di confronto politico-programmatico sul progetto; io dico e rivendico al mio partito di aver creduto in questo progetto, nella sua validità, e lo abbiamo fatto assieme alla coalizione che ha sostenuto questa amministrazione, e faccio una proposta e la consegno ai futuri consiglieri dell’assemblea: facciamo degli stati generali un momento statutario, periodico, uno degli elementi fondanti dei nostri principi istituzionali, della nostra vita politico amministrativa.
Ma credo che l’occasione che ci si presenta sia anche utile per discutere sulle politiche della montagna anche alla luce delle proposte di riforma della Legge nazionale giacenti in Parlamento. Tra l'altro sono, sia della maggioranza, che della opposizione e tutte e due convergono sulla esigenza di identificare montani i territorio completamente sopra i 600/700 metri. Io le considero pericolose per la nostra identità, per quello che rappresenta la montagna appenninica, non solo toscana, per le sue tradizioni, pericolose perché significherebbe farci scomparire. Ma occorre discutere anche dello Statuto Regionale. Sul ruolo che io credo debba essere assegnato dallo Statuto regionale, alla montagna toscana, voglio dire con forza che noi dobbiamo essere, e lo siamo parte importante della montagna della provincia di Firenze ma anche della Toscana. Ma discutere anche sulla esigenza di una tassa di scopo regionale per la montagna come elemento di vera sussidiarietà tra territori. Un aiuto dei cittadini toscani ai cittadini toscani più deboli sul piano territoriale e dello sviluppo.
Quindi sul futuro nostro ruolo rispetto alla richiesta di benessere, come attrezzarsi cioè alla sfida, tutta politica, della solidarietà sociale, del diritto dei nostri cittadini, ad avere condizioni di vita uguali, servizi migliori, una pubblica amministrazione efficiente, siano essi residenti a S.Godenzo come a Pontassieve o a Firenze.
Non parlerò di quello che è stato fatto. Le deleghe sulla legge 40, l’importanza della crescita amministrativa della nostra istituzione (lo scorporo dal Mugello non è stato uno scherzo) e dell’esigenza di continuare in una strada chiara di rapporto istituzionale ma di totale autonomia con il Mugello. Voglio dire che occorre chiudere le ultime partite che sono rimaste in sospeso. Come elemento di chiarezza per i rapporti futuri.
Noi siamo diventati ora con la nostra Montagna Fiorentina un sistema, ci siamo strutturati come tali ed i risultati si vedono: aumenta il bilancio aumentano le competenze, aumentano i dipendenti. Siamo visibili: stiamo realizzando la nostra identità istituzionale. E lo abbiamo fatto realizzando il programma di governo che come centro sinistra ci eravamo dati, in piena continuità politica ed amministrativa. E' ci siamo anche arricchiti strada facendo come coalizione di governo. Abbiamo condiviso un percorso, sia prima che con l'ultimo bilancio, con Rifondazione Comunista. E facendo ciò ci siamo candidati a continuare a governare assieme. C’è un progetto politico forte che come Ds vogliamo continuare a rafforzare con il confronto ed anche con la diversità delle idee di ognuno. Ma abbiamo anche condiviso un percorso istituzionale con le opposizioni: lo Statuto, il regolamento. Dobbiamo continuare a crescere su questo versante, in un clima di confronto sereno, pacato, abbassando tutti i toni. Il progetto costituente della comunità montana al quale stiamo lavorando, si sta consolidando e dobbiamo lavorare sodo a far crescere ancora di più il senso di appartenenza alla nostra comunità da parte delle comunità locali, un processo di rafforzamento della coesione. Voglio dire non si torna indietro, voglio dire che dobbiamo fare sistema come rappresentanza delle piccole comunità (esaltando il principio della sussidiarietà). Io vedo un sistema a sud est che ha come perno la C.M. ma che dialoga sui servizi, sui sistemi di area vasta, con altri soggetti istituzionali: pensate alla bonifica: ai bacini idrografici, alla difesa del suolo.
Nel nostro territorio ci sono diversità e tante ricchezze comuni. Dobbiamo dare omogeneità a questo sistema. Le differenze possono diventare ricchezza, se tutti noi crediamo nel progetto, nella nostra idea di comunità, sul disegno istituzionale come sulla gestione dei servizi.
La nostra comunità è una scommessa vinta. Rispetto a quello che c’è dentro di essa, ma anche rispetto a quello che c’è intorno e su questo si deve riflettere, si deve discutere.
Discutere sulla sua forma. Io direi un Ente di progetto per i comuni: un Ente attento alle cose che cambiano ed in grado di giocare scommesse vincenti, forti della unità delle municipalità che lo sostengono. Che abbia forte la vocazione di progettare assieme ai comuni, ed è così che si attraggono risorse, energie.
Io credo poi che vadano ricordati alcuni temi da porre nella agenda della discussione istituzionale ma anche politica (e vorrei che nella prossima campagna elettorale si parlasse anche di questi temi, della comunità montana non soltanto delle municipalità). Ne cito tre perché penso che siano prioritari.
Per primo il tema delle infrastrutture, della modernizzazione. Noi abbiamo dato un grosso contributo pensando al cablaggio (tutto da fare è chiaro) ma il tema vero sul quale giocare un ruolo importante è sulle infrastrutture per la mobilità. Ma lo dobbiamo fare continuando una politica che è quella delle varianti alla SS67, integrandola con gli interventi sulla 69 e soprattutto adeguando il collegamento tra Pontassieve e Firenze, è su questo che si capisce l'importanza del nostro ruolo metropolitano; dell'esigenza del dialogo con Firenze su questo come sul piano strategico, della esigenza che l'area delle FFSS a Pontassieve sia a servizio di tutto il sistema della montagna fiorentina. Poi dobbiamo privilegiare il servizio pubblico, migliorare la mobilità su rotaia usando la gomma pubblica come interscambio, contenendo il flusso privato verso la città. Ma è anche la viabilità interna alla nostra comunità che va migliorata, la viabilità minore, i sistemi di trasporto debbono essere sempre più integrati.
Poi c'è il tema del territorio, delle sue ricchezze della sua difesa, l'affermazione dell'idea di una carta del paesaggio che non sia soltanto una somma di informazioni ma nemmeno un condizionamento per l'autonomia delle singole amministrazioni, bensì un impianto di salvaguardie, di principi per la difesa del nostro territorio.
Infine il tema dello sviluppo compatibile ma dinamico, dell'impresa perché questo territorio ha energie, potenzialità. Il distretto della pelle come la filiera agroalimentare. Su questo versante è importante sottolineare che rimane principale la nostra vocazione ad essere area di grandi produzioni agricole di qualità. Il tema che dovremo affrontare nel prossimo futuro sarà quello quindi del distretto rurale e con quali soggetti territoriali realizzarlo: distretto rurale non come nuova istituzione ma come strumento pubblico-privato per la realizzazione delle politiche legate alla filiera agro alimentare.
Infine un ringraziamento al Laburista che ha consentito di ospitare nel suo foglio alcuni passi del mio intervento a Vallombrosa. Mi auguro che su queste pagine si possa da ora alle elezioni aprire un dibattito sulla Comunità Montana, sul suo presente e sul suo futuro.
*Capogruppo Ds Comunità Montana Montagna Fiorentina