adv

AZIENDE, SERVIZI, NOTIZIE E INFORMAZIONE DAL MUGELLO E DALLA VALDISIEVE. NEWS MUGELLO E VALDISIEVE, NOTIZIE DALLA VAL DI SIEVE E NOTIZIE DAL MUGELLO. AZIENDE DI PRODUZIONE, COMMERCIO, SERVIZI, NEWS E INFORMAZIONI DALLA VALDISIEVE E IL MUGELLO. NOTIZIE, TERRITORIO, CULTURA, MODA, SPORT, AGRITURISMO, VINO, PRODOTTI TIPICI TOSCANI. AZIENDE DI PRODUZIONE E VENDITA. PUBBLICITÀ E MARKETING TERRITORIALE.

Home  |  WebMail

SIEVE NEWS

AZIENDE E SERVIZI

PER SAPERNE DI PIÙ

FOTOGALLERY

SIEVE WEB TV

CHE TEMPO FA?

ORARIO TRENITALIA

COMMUNITY

LINKS E UTILITA'

ABOUT US

SERVIZI E MARCHI

HOME PAGE

SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.1 - FEBBRAIO 2016

                     28/2/2016 - PARIGI

<<<

di A.Fibbi
Non basta dire che non abbiamo paura, dobbiamo capire le ragioni per combatter la follia che perseguita il nuovo millennio
Parigi, la città più visitata del mondo, “la ville lumiere”, tempio della ragione e della conoscenza razionale e laica.
Parigi, culla dell’idea di cultura per noi europei moderni.
Parigi, 13 novembre 2015: un Commando dell’ISIS mette in atto una serie di attentati che provocano 130 morti ed un alto numero di feriti. Un gravissimo attentato, una vera aggressione sul territorio francese ed europeo da parte di un gruppo armato, contro obiettivi civili deliberatamente individuati e colpiti.
Parigi, già colpita nel gennaio 2015, quando due uomini armati di kalashnikov fecero irruzione nella redazione del settimanale satirico Charlie Hebdo e uccisero dodici persone, tra le quali otto vignettisti. Ed il giorno successivo fu uccisa una poliziotta e 4 ostaggi presi all’interno di un supermercato.
Parigi ed ancora Parigi, il cuore dell’Europa, così vicino, anche per noi che a volte siamo portati a registrare gli attentati quasi giornalieri come appartenenti ad un altro mondo: Medio Oriente, Turchia, Marocco, Afghanistan, Libia, Siria.
Una strategia del terrore e dell’orrore a cui siamo stati abituati violentemente in breve tempo: prima abbiamo visto tagliare una testa e poi una intera sequenza di teste. Esseri umani che si fanno esplodere, giovani e bambini usati come bombe per uccidere e creare terrore. Se pensavamo di essere spettatori, Parigi ci dice che in questo orrore ci siamo dentro. E ora quando pensiamo alla prossima strage, ci chiediamo se la vedremo sugli schermi o se ne sentiremo il boato vicino. Questa paura ci porta a riflettere con maggiore intensità, fa drizzare i peli e ci stimola a trovare soluzioni e sicurezze.
Ci fa chiedere chi è il nemico, l’attentatore? E’ quello che si fa esplodere, massa di carne che uccide altra carne? E’ quello che taglia la gola, o chi prepara lo “spettacolo” da mandare in onda? E’ il Dio, la Religione, l’Islamismo?
Senza risposte, ma pronti a combattere non si sa contro chi, si mettono in moto gli eserciti e si sentono rinnovati venti di guerra. Sparare ed uccidere per dimostrare di essere i più forti. Bombe amiche e bombe intelligenti, aerei che cadono ed aerei abbattuti. Morti, ovunque. Ancora esplosioni ed attentati in Iraq, come in Marocco.
Mentre scoppiano bombe, uomini ed aerei, una massa immensa di profughi scappa dai conflitti in cerca di un posto dove vivere e invece spesso trova nel Mediterraneo il posto dove morire. Non bastano i numeri a fermarli: si valutano in oltre 20.000 i morti fra i migranti nel tentativo di raggiungere l’Europa dal 2000 ad oggi.
Immense contraddizioni: la globalizzazione dell’economia, internet e la TV che ci permettono di essere connessi con il mondo intero, tecnologie inimmaginabili fino a pochi lustri addietro, immense ricchezze ed immense povertà, la finanza e il suo denaro senza confini e sempre in rapido movimento, ed i barconi che arrancano e affondano, le barriere ridicole di filo spinato, misere muraglie fuori dal tempo.
Tutto è possibile oggi, anche che succeda quello che sta succedendo.
In questo vuoto di risposte e di senso per le aspettative di miliardi di esseri umani, ognuno può farsi la propria ragione, può dare il proprio contributo per cercare di tornare protagonista della propria dignità di uomo e donna. Magari, ripercorrendo le proprie esperienze di vita, può aiutare se stesso ed i propri figli a riflettere ed a cercare di comprendere quale sia, oggi, l’anello che manca per cementare la società di questo millennio.
Penso al Lavoro: l'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. Quanti oggi in Italia riescono a vivere del proprio lavoro, quanti riescono a trovare lavoro e, nel mondo, quanti lavorano, quanti non lavorano e quanti sono gli sfruttati? Tanta, troppa gente che non ha lavoro e tanta troppa gente è sfruttata, pronta a bere panzane inverosimili ed a buttare tutto per aria al primo balenar di spiccioli.
Nel lavoro nasce la dignità di ogni individuo, il senso di appartenenza alla Società, la voglia di progetti per il futuro, progetti che non includono bombe né proiettili.
Dalla dignità e dall’accettazione della propria cultura, della propria patria, cresce la capacità di dialogo con il diverso, che smette di essere il nemico da abbattere.