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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.2 - APRILE 2016

                     27/4/2016 - LOTTA O .... GOVERNO?

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di Giuseppe Masi

Certo che almeno nel passato c'era una sensazione di rigore, seppur apparente o forse no, che al confronto con l'odierno quella condizione sembra il manifesto della purezza; e viene da pensarci, confrontare troppe volte oramai. A guardarsi dietro, spesso cosa necessaria, si diventa come la moglie di Lot; a guardarsi dietro si rischia di diventare statue di sale, eppoi è vox populi che il perpetuo confronto con il passato è patologia che affligge, mercé il metabolico processo evolutivo, generazioni che oramai invece che puntare sul futuro sovrappongono l'attualità al "... ai miei tempi", come se ognuno di noi avesse vissuto nel migliore dei tempi che, antropologicamente, ci hanno completato fino a sopravvivere oggi, anziché vivere. Insomma, mi sono provato a dilettarmi nella pratica delle parole vacue che riempiono temi ed impiegano tempi che sovente vengono sottratti all'altro dei tuoi interlocutori, strategicamente, per limitare l'eventuale possibile replica e rettifica. Tutto il mio pistolotto per dire che quando s'invecchia siamo sempre ad esaltare le nostre gesta ed il contesto ove queste si consumavano. L'essere Operaio mi ha aiutato almeno ad essere solo sfiorato da questi esercizi, ma di essere più pratico, più spiccio e, probabilmente, se dotato di un bagaglio intellettuale appena sotto la media, in grado di riflettere e fare domande, quelle che chi amministra qualcuno o qualcosa, chi fa politica, sindacato o tutte le tre cose insieme o, gli italici vasi comunicanti, in sequenza teme assai.
Tra una filettatura ed una zigrinatura, una saldatura ed un collegamento elettrico, gli Operai che dividono il loro tempo con me in Fabbrica mi coinvolgono in una discussione che inizia con una domanda: "... te che ne pensi?" circa la manifestazione del 2 aprile dei tre sindacati confederali, Cgil Cisl Uil, contro la famigerata Legge Fornero che stravolge la vita dei Lavoratori occupati e nega opportunità ai giovani che dovranno sperare nella rivoluzione, visto che il capitalismo italiano, con l'ausilio della politica e del sindacato e con il sostegno del sistema finanziario, non ha più bisogno di recepire le direttive europee, tipo la Bolkestain, poiché la "globalizzazione" ha tarato al ribasso ogni salario manifatturiero. La Legge Fornero è più articolata, ma a noi rimanda subito alle Pensioni ed alle loro eventuali retribuzioni, nonché alle cause che ci fanno sentire in colpa di aver avuto un genitore che ha riscosso una pensione da marajà di mille Euro. Rispondo che siamo qualche anno in ritardo per opporsi a questa iniquità e che il medesimo sindacato che mi chiama a coorte, di sabato, a difesa dello Stato Sociale (quale?), è quanto meno complice di quello che oggi contesta. Stato sociale, che nei talk chiamano ed impongono al verbo come "welfare", che viene quotidianamente irriso e colpito dal Pd, che governa con inquisiti d'ogni risma: scorrete tra gli alleati di Alfano &C. e di Verdini per la lista. Le medesime Organizzazioni sindacali fecero tre ore tre di sciopero l'indomani del varo della Legge. Ai "miei tempi" si fermavano le Fabbriche per molto meno! Ebbene sì, la pratica del pensiero retroattivo ci è utile per confrontare, ma anche per poter continuare, la riflessione sulla funzione del sindacato, oramai uno sportello di servizi e non più tutela per i Lavoratori e paladino dei loro Diritti, che, con strumenti come la sciopero, avrebbe ancora un ruolo affascinante per i Lavoratori e per le conquiste del Lavoro. Se contro la Legge Fornero avessero impegnato la stessa energia che impiegarono per salvaguardare i Patronati dalla minaccia del premier di tagliare servizi e quindi finanziamenti, limitandogli la compilazione del 730 telematico. Sapevo che il 730 lo dovevano fare, da sempre e gratuitamente, le Aziende ai Dipendenti, ma che, con la scusa del costo, alla fine il lavoro fu decentrato ai Patronati, quindi al sindacato. Sarebbe stato utile allora rispondere energicamente e mobilitarsi contro la Legge Fornero, votata all'unanimità dal Pd, che fa il paio con il più recente Job Act, invece di organizzare adesso una manifestazione di sabato. Penso all'imbarazzo della signora Presidente Valeria Fedeli che, da sindacalista professionista della Cgil, avrebbe doveva mobilitarsi contro suo marito, l’ex sindacalista della Cgil Achille Passoni, che in quel tempo stava in Parlamento a votare a favore insieme al il Pd, perché diventato Parlamentare ed ora dalla moglie sostituito. Così come sarebbe stato utile mobilitarsi con lucidità contro il Jobs Act che limita Diritti, che ci sono costati carriere e denari per rivendicare, in ogni luogo di lavoro. A volte noi Operai scherziamo quando leggiamo sui giornali notizie come quelle dei funzionari di sindacati che vengono cacciati dal loro ruolo solo perché hanno denunciato il sistema, che gonfia stipendi e pensioni di funzionari e dirigenti di sindacati, che dovrebbero invece rappresentare gli interessi di Lavoratori e Disoccupati che certo non hanno buste paga vicine alle cifre delle liquidazioni e delle pensioni degli Epifani, Bonanni, ecc. o emolumenti come dirigenti di Enti Bilaterali che fanno riferimento ai sindacati o al CNEL (ricordo Larizza da lì transitato), o ai Fondi Previdenziali, dove il sindacato sta, remunerato mica male, nei C.d.A, insieme. con Banche, Assicurazioni, Confindustria a gestire il TFR dei Lavoratori, che dovrebbe supportare una pensione grama.
Questi sindacati dovevano convogliare masse di Lavoratori e Cittadini e Giovani ed invece hanno manifestato e non scioperato, perché il sabato la maggioranza dei Lavoratori riposa. Anni di vacanza intellettuale e morale, senza una sinistra all’altezza, hanno oramai prodotto almeno un paio di generazioni che non conoscono i loro Diritti ai quali i genitori, quarantenni di oggi, inzuppati nell’anti politica e nell'antisindacalismo imparato dal berlusconismo di destra, precedente all’odierno Berlusconismo di sinistra. Credo che non sia peregrina la domanda che ogni Lavoratore dovrà farsi circa la riflessione del prof. Luciano Gallino, che ci ha lasciato un libro che si chiama"Il Lavoro non è una merce". Dovrà ripartire da qui quel sussulto di libertà che li renderà genitori del futuro.