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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.3 - GIUGNO 2016

                     7/6/2016 - SANITA’ IN VAL DI SIEVE

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GROSSI PROBLEMI DELLA SANITA' IN VAL DI SIEVE


Su questo periodico a più riprese è stato affrontato il tema della sanità a Pontassieve e in Val di Sieve e della Casa della Salute. Questo nuovo intervento fa seguito a quanto riportato sull’ultimo numero del “Laburista notizie”, nell’intervista a Monica Marini sindaco di Pontassieve, riguardante il punto trattato della “sanità” nella nostra zona.
Quindi di seguito, si riportano a nostro parere, i problemi e gli argomenti sulla sanità in Val di Sieve, i suoi aspetti che necessitano di decisioni non rinviabili e per contrastare la privatizzazione del sistema sanitario della Toscana, anche a seguito dei tagli operati dal Governo.
Negli ultimi anni i Servizi Sanitari in Valdisieve, con il Poliambulatorio che è da “mettere a norma” e in attesa della Casa della Salute, hanno conosciuto un lento declino, mitigato solo dal lavoro dei Medici di Famiglia.
Dal Poliambulatorio sono usciti la Radiologia, l’Ambulatorio Diabetologico (che notizie di stampa dicono che dovrebbe riaprire quanto prima), i Prelievi Ematici. Difficoltà importanti si registrano nella Neuropsichiatria Infantile e nella Riabilitazione ed in altre prestazioni specialistiche.
Il Punto di Primo Soccorso, costato una bella cifra, offre un servizio del tutto marginale, mentre l’Ospedale di riferimento, di Ponte a Niccheri è difficoltoso da raggiungere (percorrenza media di 25 km solo con mezzi privati) ed ha carenze evidenti. Di fatto invece che abolirlo si è alimentato il “pendolarismo sanitario” per servizi di “diagnosi e cura”, fra cui la dialisi e la riabilitazione.
Sul problema “Casa della Salute” siamo ad un punto morto. La Casa della Salute (così come definita dal Protocollo d’Intesa del Marzo 2014, fra ASL 10 e i Sindaci di Pontassieve, Pelago e Rufina, dalla Delibera ASL n. 636/2013 e dalla Delibera della Giunta Regionale n. 117/2015) laddove il “modello complesso” in essa descritto corrisponda al “Presidio Completo” della sovra citata Delibera ASL, costituisce un obiettivo da perseguire “unanimemente” da parte dei Sindaci del territorio, seppure con le necessarie integrazioni.
Pertanto, con urgenza, si invitano i Sindaci della Val di Sieve a chiarire col nuovo Assessore Regionale e con la ASL 10, la realizzabilità della Casa della Salute di Pontassieve, mentre si invita il Comune di Pontassieve a definire la effettiva utilizzabilità del lotto nell’ex Area Ferroviaria.
Il chiarimento è necessario anche sul finanziamento regionale (€ 3 milioni) rispetto ai 6 preventivati necessari per realizzarla.
Il cofinanziamento richiesto (da realizzare con la vendita di edifici comunali, dove attualmente sono allocati i Servizi Socio Sanitari) ci appare irrealistico, contrario alle esperienze già in atto in altri realtà come Scandicci e Empoli e contrario anche alla necessità di assicurare i servizi di base e la “medicina d’iniziativa” in ogni Comune. Occorre il “progetto” che, da Protocollo d’Intesa, deve essere redatto da ASL 10, per capire quali siano i servizi offerti ed i tempi di realizzazione.
Occorre quindi riempire la Casa della Salute di significati, integrando i Servizi descritti nelle tabelle della Delibera n. 636/2013 della ASL 10, con:
a) Un vero ’Ambulatorio Diabetologico di secondo livello con il diabetologo che segua anche i pazienti insulinodipendenti
b) l’Ospedale di Comunità (posti letto per le deospedalizzazioni)
c) il Pronto Soccorso (o Punto di Primo Soccorso) funzionale allo scopo di diminuire il ricorso all’Ospedale, con personale “fisso” e strumentazione adeguata” (prelievi, radiologia, …)
d) Attuare il CCM (Chronic Care Model) per la presa in carico e la cura di primo livello delle Malattie Croniche (Diabete, Insufficienza Cardiaca, BPCO, Pregresso Ictus), con il collegamento telematico alla struttura ospedaliera
e) lo sviluppo della Neuropsichiatria Infantile oggi deficitaria
f) lo sviluppo di Geriatria, legata anche al tema della Lungo Degenza in strutture accreditate nel territorio, e della Riabilitazione, citate nel Protocollo d’Intesa
g) la presenza aggiuntiva della Dialisi e dell’Ambulatorio Oncologico (presente in altre Case della Salute)
h) lo sviluppo dell’Odontoiatria e dell’Ambulatorio Chirurgico.

Non si possono dimenticare poi le risposte da dare agli Anziani Soli e agli Handicappati Senza Genitori (comprese nel Modulo Complesso descritto nella Delibera Regionale).
Per il corretto funzionamento dei Servizi Socio Sanitari, occorre certo la collaborazione col Privato Sociale e col Privato, ma occorre anche “ridare peso alla parte pubblica”, specie nella “pianificazione del bisogno di salute nel territorio”. Successivamente occorre definire l’organizzazione dei Servizi con la collaborazione del “volontariato”.
Se non si verificano lo condizioni di cui sopra, senza disattendere le indicazioni normative che chiedono ai Medici di Base un diverso modo di lavorare, si dovrà scegliere velocemente di “investire per migliorare l’esistente”, utilizzando i soldi disponibili da anni (era Ministro della Sanità l’On. Turco) per ridare vigore al Poliambulatorio di San Francesco (700 mq contro i 3000 mq della Casa della Salute), riportando in esso Funzioni e Servizi, non dimenticando le esigenze descritte e considerare la possibilità di realizzare il Pronto Soccorso, aggiungere Posti Letto per le Pre e le Deospedalizzazioni (l’Ospedale di Comunità), anche mediante un chiaro e proficuo rapporto con Valdisieve Hospital, recentemente ristrutturato.
Per quanto sopra, è necessaria una forte mobilitazione a tutti i livelli: istituzionali, dei partiti, sindacati, delle Associazioni e delle nostre comunità, dei cittadini, al fine di dare delle risposte positive alle nostre popolazioni. G.C.