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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.5 - AGOSTO 2003

                     27/9/2003 - Campi di Sterminio

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di Alviero Fibbi
Ho fatto il percorso dei campi di concentramento e di sterminio per la prima volta della mia vita a 63 anni come Consigliere Comunale di Pontassieve, insieme ai ragazzi delle 3° medie e delle superiori di Pontassieve, di Pelago, Rufina, Londa, Dicomano ed insieme ai loro prof. Un viaggio organizzato dall’ANED che è l’Associazione Nazionale ex Deportati, insieme ad Angiolino che è uno dei pochi superstiti e rappresenta un po’ il simbolo di quell’epoca.
Un viaggio di 5 giorni con le comodità di oggi, attraverso gli orrori di 60 anni fa.
Sull’autobus che ci portava a visitare le memorie di tante atrocità c’eravamo noi viaggiatori a ritroso, ora increduli, ora stupiti. Ma le informazioni, i numeri, le motivazioni storiche esposti dall’ANED stavano lì a dimostrare tutta la realtà di quegli avvenimenti. Ed Angiolino che parlava e raccontava con la sua semplicità, con tanta dignità e senza odio la sua vita vissuta allora in quei campi, Angiolino che tutti gli anni accompagna nuove generazioni perché comprendano e riflettano.
Da Dachau a Ebensee, Harteim, Mauthausen fino alla Risiera di San Sabba. Le cerimonie, le corone, i racconti, quelle baracche, i forni, le camere a gas, e quei volti che ti guardano dalle foto di allora; li senti, senti la morte ed il dolore, senti la ferocia degli assassini e la pietà verso un genere umano che ha pensato, progettato, realizzato l’orrore.
E poi nel viaggio di ritorno abbiamo rimesso insieme tutto, ciò che avevamo visto e ciò che avevamo provato. Le emozioni ed i sentimenti, le parole, le poesie, i pensieri espressi - dei nostri ragazzi , dei prof, degli adulti, degli accompagnatori, dei genitori e delle delegazioni, quelle dei più vecchi, quelle di Angiolino.
Ed abbiamo scoperto le stesse emozioni e gli stessi sentimenti – anche le stesse lacrime - di chi non è riuscito a trattenerle e di chi le ha ricacciate dentro.
Una umanità meravigliosa che non scorderò anche se magari non riconoscerò per la strada i loro volti.
Eppure 60 anni fa questa stessa umanità è stata capace di scatenare l’orrore, attraverso la lucida follia di un pazzo che aveva esaltato un popolo.
La conoscenza e la memoria, per far sì che tutto questo non si ripeta, può non bastare. Occorre vigilare tutti i giorni perché non si ricreino le condizioni, economiche e politiche, che furono le radici del male.
Sentire la voce della memoria e della coscienza più forte di altre voci, dai giornali alla televisione fino ad internet, che non possono essere o diventare o essere utilizzati al posto della ragione di ciascuno di noi.
La memoria e la consapevolezza dell’oggi. Quella di un mondo che pensiamo di conoscere, a portata di voce e di immagini, ma del quale stentiamo a riconoscere i drammi. Un enorme campo di sterminio per milioni (miliardi) di uomini, donne e bambini condannati a morire di fame, di sete, di malattia, di guerra. Un mondo a cui tanti volontari portano aiuti, quando e come possono, gocce in un mare.
Un maledetto sistema economico mirato al profitto che uccide i deboli ed aumenta l’abisso fra chi ha tutto e chi non ha niente, non è una garanzia per il futuro.
La memoria può non bastare.