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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.3 - GIUGNO 2016

                     7/6/2016 - NUOVO LIBRO DI MAURO MESSERI

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APPUNTI LABURISTI: UN NUOVO LIBRO DI MAURO MESSERI
Di Gabriele Parenti


Questo libro, che raccoglie articoli pubblicati dal 2011 al 2015 sul periodico “Laburista notizie” consente una doppia chiave di lettura. Infatti, molti capitoli ci riportano ad episodi e a personaggi della storia che merita riscoprire. Chi non li conosce acquisisce tasselli importanti della nostra storia ed è senz’altro utile farli scoprire alle giovani generazioni. Chi lo ha vissuti o, comunque, li ha conosciuti, può rileggerli da una nuova prospettiva, capire meglio quanto il coraggio e l’abnegazione nei tempi tristi del fascismo e della guerra abbiano preparato la ricostruzione e siano inscritti nel DNA dell’Italia repubblicana.
Rievocando, ad esempio, la figura di Gaetano Pieraccini, primo Sindaco di Firenze dopo la Liberazione, Mauro Messeri ricostruisce il clima dell’epoca e narra episodi poco noti ma molti significativi, come quello in cui dovettero intervenire in molti, a cominciare dal cardinale Dalla Costa, per convincere Pieraccini - che desiderava tornare alla sua professione di medico - a non dimettersi dall’ambita carica. E nel ricordare l’assassinio di Gaetano Pilati, Messeri ci riporta al clima fosco e tragico di un’epoca in cui, dopo il delitto Matteotti, il fascismo era implacabile con chi non voleva piegare la testa di fronte alla dittatura.
Questo libro ha poi il merito di sottrarre all’oblio anche eventi ormai dimenticati come il massacro di Kindu (11 novembre 1961), in quella che fu forse la prima missione di pace dei militari italiani,.e i nomi dei tredici servitori dello Stato –scrive Messeri – sacrificatisi per eseguire ciò che l’Italia chiedeva attraverso l’Onu.
Sempre nel periodo della guerra un capitolo ci riporta all’indimenticabile 8 settembre 1943 che per molti versi pesa ancora nella nostra memoria collettiva, sia come data “simbolo” non solo della sconfitta, ma del disastro totale. Perché se si dice per antonomasia “una Caporetto” per indicare una disfatta, è bene precisare che dopo Caporetto l’Italia seppe resistere e reagire fino alla vittoria. L’8 settembre, invece, è, sempre per antonomasia, emblema del disfacimento dello Stato provocato dal regime fascista. Ci sarebbero voluti due anni terribili di guerra e di oppressione e di lotta partigiana, per veder sorgere dopo la Liberazione, una nuova Italia e una nuova classe dirigente. Un altro capitolo ci racconta episodi pressoché sconosciuti della resistenza tedesca alla tirannide hitleriana. Mauro Messeri fa riferimento al libro di Marion Donhoff “Per l’onore: aristocratici tedeschi contro Hitler” nel quale si esamina l’eroismo di persone che misero a repentaglio la propria vita e il proprio benessere per opporsi alla follia nazista; ed il loro sacrificio –sottolinea Messeri – contribuì a porre le basi della Germania democratica.
E altri episodi degli anni della guerra ricordano quanti si adoperarono, rischiando la vita, a salvare molti ebrei e oppositori politici alle persecuzioni naziste e ai campi di sterminio. Un capitolo è dedicato a Gino Bartali dalle imprese sportive alle missioni rischiose per la resistenza: un
altro ad un eroe “sconosciuto”: Mons. Pio Carlo Poggi.
Arrivando a tempi più recenti, chi ricorda più le scelte sofferte dei cristiani nella sinistra nei primi anni ’70. Merita dare atto a Mauro Messeri di avere richiamato quelle vicende oggi dimenticate ma che all’epoca furono al centro di roventi polemiche. L’Italia delle ideologie e dei blocchi monolitici che intendeva aggregare attorno ai partiti anche le forze della società civile, non tollerava defezioni che bollava come “tradimenti”. Un periodo di cui ho vari ricordi personali che coincidono appieno con le pagine narrate da Mauro Messeri. Ero allora un giovane dirigente delle Acli: la scelta del voto libero e del “non collateralismo” con la Dc ci mise fuori dal mondo cattolico, ci procurò ostilità e scissioni e, anche in molti ambienti della sinistra, questa scelta che infrangeva i monolitismi fu poco compresa e talvolta fu strumentalizzata. Eppure si trattava di una rottura di schemi che venti anni dopo avrebbe aperto la strada all’Ulivo e alla laicità della politica. Oggi, come spesso avviene quando certe conquiste sono ormai acquisite, si tende a sottovalutare il faticoso processo che le ha generate. Ma all’epoca provocarono crisi di coscienza, lacerazioni, dibattiti infuocati. Pensiamo, ad esempio, ai cattolici per il no al referendum sul divorzio: fu una scelta coraggiosa che non ebbe solo un’influenza sulla vicenda dei diritti civili ma cambiò la scena politica dell’Italia.
Vari capitoli ci ripropongono vicende di recente attualità, ma già passati dalla politica alla storia, come il crollo delle borse che nel 2011 dette inizio alla crisi nella quale ancora oggi ci dibattiamo e Mauro Messeri effettua incisivi raffronti con la grande depressione del 1929. Un parallelismo su cui non ci siamo mai sufficientemente soffermati.
Interessante anche l’excursus sul pensiero laburista, sulla storia del Partito laburista inglese e sui riflessi in Italia di questa espressione politico-culturale.
Sono questi alcuni esempi dei molti episodi della storia ricostruiti nel libro di Mauro Messeri che merita davvero leggere. Utile per noi “attempati” che tendiamo troppo spesso a sbiadire il ricordo del più o meno recente passato. Utile per le giovani generazioni perché vi troveranno vicende importanti che sono elemento costitutivo del nostro modo di essere, perché sappiamo che una società è il prodotto della storia e ricordare il passato serve a capire il presente.