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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.4 - AGOSTO 2016

                     26/9/2016 - LA TERRA TREMA ANCORA NEL CENTRO ITALIA

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Mercoledì 24 agosto, alle ore 3:36, un terremoto di magnitudo 6° della scala Richter ha colpito le zone montane fra il Lazio, l’Abruzzo, l’Umbria e le Marche, causando 296 morti, soprattutto nei Comuni di Amatrice e di Accumoli, in provincia di Rieti, e Arquata del Tronto (in particolare nella frazione di Pescara del Tronto), in provincia di Ascoli Piceno. Sono stati interessati anche altri comuni e altre provincie (Teramo, L’Aquila, Perugia, Macerata, Fermo), visto che alla scossa principale ne sono seguite altre, collegate, ma con epicentro spostato verso Norcia, colpita da una scossa di magnitudo 5,3° della scala Richter, che ha causato danni e anche qualche crollo, ma nessuna vittima.
La zona maggiormente interessata era già stata teatro di tre terremoti storici, nel 1639, nel 1646 e soprattutto nel 1703, a proposito del quale si ipotizza una magnitudo ancora maggiore.
Superato il cordoglio (la redazione porge le più sentite condoglianze alle famiglie delle vittime e abbraccia idealmente tutti coloro che hanno perduto le proprie cose) e riconosciuta al paese una notevole capacità di mobilitazione, dovremo iniziare una seria riflessione sulla fragilità del nostro territorio.
Anche se le immagini mostrano un disastro epocale, non siamo di fronte a un crollo generalizzato degli edifici. Questo rende ipotizzabile che i danneggiamenti siano dovuti “solo a un’elevata vulnerabilità sismica degli immobili” e non a “effetti di amplificazione delle onde sismiche da parte dei siti”, come si è espresso, con le cautele del caso, Romano Camassi, sismologo dell’Ingv e storico dei terremoti. Se questo fosse vero, sarebbe possibile ricostruire Amatrice e gli altri paesi negli stessi luoghi, riparando gli edifici che hanno subito danni minori e ricostruendo gli altri, nel rispetto delle norme oggi in vigore per le zone ad alta pericolosità sismica. È quello che tutti auspicano. E da oggi possiamo forse indicare un modello: quello di Norcia, una città colpita da un violento terremoto nel 1979 (5,9° della scala Richter), che da allora ha seguito un programma di messa in sicurezza che sembra avere avuto effetto, limitando i danni alle cose e alle persone. Speriamo di far tesoro della lezione. RDB