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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.4 - AGOSTO 2016

                     26/9/2016 - DON MILANI

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DON MILANI E IL TEMA DELLA PACE
di Leonardo BECCHI

Il tema della pace e della guerra è uno dei temi centrali della riflessione di don Lorenzo Milani (1923-1967), una figura importante di uomo, sacerdote e maestro, che è stato dal 1954 alla sua morte, avvenuta nel 1967, priore di Barbiana, una piccola frazione del nostro Comune situata sulle pendici del Monte Giovi. Don Milani parla di questo argomento in due scritti del 1965, La risposta ai cappellani militari e Lettera ai giudici. L'occasione di queste due lettere fu la pubblicazione, nel febbraio di quello stesso anno, sul quotidiano fiorentino La Nazione, di un comunicato dei cappellani militari in congedo della Toscana, ovvero quei sacerdoti che stavano al fronte con funzione di confidenti e confessori dei soldati. In questo comunicato essi definiscono l'obiezione di coscienza, cioè il rifiuto di usare le armi per motivi di coscienza, un atto di viltà, cioè di vigliaccheria. Don Milani per rifiutare questa affermazione, sottolineando che chi paga in prima persona - gli obiettori allora venivamo rinchiusi nelle carceri militari - per seguire le proprie convinzioni e la propria coscienza, non può essere definito vigliacco.
Da questo punto di partenza il discorso di don Milani si allarga al tema più generale della guerra e della pace, secondo motivazioni che possiamo definire religiose e civili. Nelle due "Lettere", infatti don Milani fa riferimenti sia alla Bibbia e al Vangelo - cosa facilmente comprensibile visto che era un sacerdote - sia all'articolo 11 della Costituzione. In questi due scritti il priore di Barbiana afferma che le guerre non scoppiano solo perché ci sono degli ufficiali che danno degli ordini, ma anche perché ci sono soldati e persone che a quegli ordini obbediscono. Don Milani scrive che ogni persona non deve obbedire passivamente a quello che le viene detto di fare e poi, per giustificarsi, dire l'ho fatto perché mi è stato detto di farlo; ogni persona deve seguire la propria coscienza ed assumersi sempre le proprie responsabilità. Devi cioè valutare se un ordine è giusto o ingiusto ed eseguirlo nel primo caso e rifiutarlo nel secondo. Don Milani parla di "responsabilità individuale" cioè del fatto che ciascuna persona deve imparare a ragionare con la propria testa, così diventa "sovrana", un termine usato dal priore di Barbiana per dire che si tratta di una persona capace di prendere delle decisioni in modo autonomo e non fare e pensare cose perché le fanno e le pensano altri. Così, scrive don Milani, se un individuo riesce ad agire secondo ciò che ritiene giusto e a rifiutare ciò che ritiene sbagliato, non può che rifiutare la guerra che è ingiusta, cioè non è una cosa buona perché provoca morte, dolore e sofferenza, ed essere favorevole alla pace e disponibile alla solidarietà ed all'aiuto reciproco. Si tratta di principi che, sul piano delle relazioni internazionali, si chiamano dialogo, negoziato e cooperazione e che sono alla base dell'articolo 11 della nostra Costituzione e dell'atto che ha portato alla nascita dell'ONU.