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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.4 - AGOSTO 2016

                     26/9/2016 - RIFORMA COSTITUZIONALE

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ALTRI SOGGETTI E ALTRE MODALITA’ PER LA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE

Il mio articolo sulla riforma costituzionale, alla quale dovremo esprimere il SI o il NO nel referendum (a proposito: quando?), ha suscitato un vivace confronto (condivisioni e dissensi): il sale della democrazia!
E ciò mi ha indotto ad un’altra considerazione, che ha rafforzato la mia decisione per il NO.
La Costituzione è la legge fondamentale dello Stato, nella quale, più che in altre, direttamente deve realizzarsi la democrazia, devono confluire le idee, la cultura, i sentimenti, le pulsioni sociali, la volontà di cambiamento e le speranze per il futuro, di un popolo.
Ciò per me vuol dire che la riforma della Costituzione non può nascere dalla semplice iniziativa politica e dal fatto di un Governo, che poi la faccia passare nel Parlamento a colpi di maggioranze limitate, conformiste e talora strumentali (con la inammissibile e autoritaria minaccia di crisi e sfaceli se fosse bocciata dal referendum).
E’ vero che anche in passato sono state già introdotte modifiche alla nostra Costituzione, ma non solo esse non avevano la vasta portata innovativa di quella attuale, ma venivano approvate dal Parlamento con la maggioranza qualificata (salva quella in particolare del titolo V, il c.d. federalismo, e della riduzione dei parlamentari e dei senatori, votata dal centrodestra, ma poi appunto bocciata in sede di referendum confermativo).
Conviene anche ricordare che, in precedenza, il compito della riforma costituzionale era stata affrontata da specifiche commissioni bicamerali e comunque parlamentari, e da ultimo da una Commissione di Esperti nominata dal Presidente della Repubblica e che avrebbe dovuto riferire al Parlamento, non già affidata ad iniziative di Governo.
Ma rispetto al passato c’è una sostanziale differenza.
Questa riforma è stata proposta da un Governo e varata da un Parlamento frutto di una legge elettorale dichiarata incostituzionale, proprio in quanto non rispettosa dei principi della corretta rappresentatività e, in ultima analisi, della sovranità popolare: dunque, da soggetti istituzionali assolutamente non legittimati quali reale e compiuta espressione della volontà dei cittadini!
Si sostiene da alcuni: ma, intanto, un passo avanti, e subito dopo rimetteremo le mani per gli aggiustamenti e per una revisione più congrua degli equilibri tra i poteri. Da altri, addirittura, e la platea si sta allargando, si propone che subito dopo il referendum, qualunque sia l’esito, si elegga una Assemblea Costituente.
Ahimè, quanta ingenuità e anzi quanta cinica propaganda: come se le condizioni politiche e tempi ragionevoli consentissero da subito …la riforma della riforma!
La verità è che, soprattutto dopo che tutti ormai riconoscono il perverso intreccio – prima negato – tra la riforma costituzionale e la legge elettorale, che insieme ridurrebbero considerevolmente gli spazi di democrazia nel nostro Paese, se si vuole che la nostra nuova Costituzione sia espressione ragionata ed indiscussa, nella forma nelle procedure e soprattutto nel merito, del popolo italiano, bisogna ricominciare da capo, necessariamente negando la conferma alla riforma proposta dal Governo, e affidandone il varo
Ci potremmo anche stare

«Hai seguito il vertice Renzi-Hollande-Merkel?»

«Come no? La visita alla tomba di Spinelli e la citazione della frase dal Manifesto di Ventotene sono stati bei momenti, non si può negare.»

«Sì: ”Oggi è il momento in cui bisogna saper gettare via i vecchi fardelli divenuti ingombranti.” »

«Sa di rottamazione...»

«La battuta ci sta, ma non c'entra niente. La frase fu scritta da antifascisti al confino e i fardelli a cui si riferivano non erano certo costituiti dai politici più anziani di loro.»

«Lo so, lo so. Attualizzando, si direbbe che uno dei fardelli più pesanti sia, oggi, la Convenzione di Dublino. Ce la faremo mai a trovare un'intesa per distribuire più equamente le domande d'asilo? I tre sono sembrati sulla via dell'accordo.»

«Già. Però ci sono tutti gli altri, da convincere...»

«E c'è pure il problema della Gran Bretagna che è già ai saluti.»

«Ma con la Premier scozzese che ha già detto a Juncker che la Scozia vuole restare.»

«Una bella confusione. Non a caso, la Cancelliera non ha lasciato dubbi sulla questione della flessibilità. Non vuole certo turbare ulteriormente il vertice a ventisette di Bratislava. Evidentemente non le sembra il caso di irritare nessuno: quindi, assoluta rigidità circa il debito pubblico italiano. Con buona pace di Renzi.»

«Che però, se incassasse un ritocco alla Convenzione di Dublino, segnerebbe davvero un gran punto.»

«Da spendere in campagna elettorale.»

«In effetti, l'impressione è stata che i tre si spalleggino l'un l'altro in vista delle rispettive elezioni.»

«E quale sarebbe il motto? “Salviamoci e, per soprammercato, salviamo l'Europa”?».

«Non sarebbe la peggior cosa che avremmo sentito. Ci potremmo anche stare, no?»
Eriprando Cipriani


a soggetti non solo qualificati ma che siano legittimi rappresentanti di tutti noi. Giovanni CASALINI