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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.5 DICEMBRE 2016

                     18/11/2016 - REFERENDUM

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REFERENDUM: UN ERRORE STRATEGICO DI RENZI?

Sul referendum costituzionale abbiamo avuto anche le dichiarazioni dell’ambasciatore USA. Gli americani non sono nuovi a tali esternazioni quando si tratta dell’Italia (non credo che avrebbero fatto la stessa cosa con la Francia e la Gran Bretagna). Anche questo ha contribuito ad accrescere ulteriormente la tensione politica sulla consultazione referendaria che ormai da tempo si è trasformata in una consultazione sulla politica del governo. Anche se Matteo Renzi dichiara che non c’è connessione diretta tra esito del referendum e sorte della legislatura, le conseguenze ci saranno comunque.
In ogni caso, questa sovraesposizione politica si situa su un terreno sfavorevole al governo perché ci sono a mio parere almeno quattro punti di forte perplessità sulla riforma costituzionale:
A) la riforma del Senato è stata portata avanti in nome del risparmio ma come dimostra la (paradossale) vicenda delle province, il risparmio (se ci sarà) sarà solo marginale perché restano i costi delle sedi, del personale, delle trasferte … Sarebbe stato meglio ridurre il numero complessivo dei parlamentari che, in questo modo, avrebbero assunto maggiore autorevolezza anche sul territorio. In questo modo si dà solo l’impressione di voler sottrarre all’elettorato l’elezione dei Senatori per conferirla alla classe politica.
B) Anche in termini di funzionalità, in un contesto in cui non si riesce a snellire e a rendere meno costosa una macchina pubblica elefantiaca, la riforma del Senato era davvero così indispensabile per dare quell’accelerazione che tutti auspichiamo?
C) La Costituzione rappresenta per noi italiani un grande patrimonio ideale; per questo ogni modifica richiede cautela e ampio consenso. Tanto più che questo impianto istituzionale ha garantito per settant’anni la dialettica democratica ed è difficile credere che la lentezza degli iter legislativi derivi solo dal bicameralismo. e poi, più della tempestività, sarebbe importante avere leggi meno effimere e più meditate.
D) Ancora maggiori le perplessità sulla nuova legge elettorale: considero eccessivo il premio di maggioranza così ampio assegnato a un partito non ad una coalizione e mi piace poco il ballottaggio in quanto risulteranno vincenti coalizioni ibride… il ballottaggio è nato per smussare le posizioni estreme e dare la vittoria a coalizioni ampie e piuttosto omogenee ma recenti esperienze mostrano che si possono aggregare forze politiche eterogenee cavalcando la protesta, e il Pd che in teoria per la sua posizione “centrale” dovrebbe essere il beneficiario naturale dei ballottaggi, finisce per farne le spese.
Credo, che il No vincerà: penso che per il momento si andrà solo ad un Renzi bis ma che inizierà una parabola discendente del PD e del suo leader.
A vincere il referendum sarà una convergenza “ibrida” tra elettorato di destra e di sinistra ma il maggior beneficiario sarà il Movimento 5 stelle che - essendo la destra divisa e priva di una precisa linea politica - diverrà l’unica alternativa al PD a guida renziana. Nel 2018 (o prima) in una possibile votazione con ballottaggio i 5Stelle potranno avvantaggiarsi anche di voti di diversa estrazione (elezioni comunali di Torino docent).
Penso soprattutto che Matteo Renzi abbia scelto un terreno sbagliato per una strategia di riforme. Perciò, da qui al 2018 andremo incontro ad un periodo di turbolenza e di progressiva affermazione dei populismi di cui gioiranno solo i ceti forti Peccato. Ma d’altronde, come si dice, mal voluto non è mai troppo… con i problemi che ci sono in campo economico e sociale mi sembra che sia stato un grave errore insistere su una riforma che altera l’impianto costituzionale senza apportare sensibili benefici alla vita pubblica. Sarebbe stato meglio insistere sulla spending review operando una riforma della pubblica amministrazione, eliminando enti inutili e duplicazioni di funzioni sia a livello centrale che periferico, facendo più chiarezza sul rapporto Stato-regioni, puntando decisamente su un alleggerimento della macchina burocratica sia a livello centrale che nelle Regioni.
Gabriele Parenti