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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.5 DICEMBRE 2016

                     18/11/2016 - VALDO SPINI PER UN NO RIFORMISTA

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La questione di merito.

Ritengo sia da condividere quanto hanno osservato nel loro manifesto i più di cinquanta costituzionalisti dell’aprile ultimo scorso che hanno opposto il loro no. Si tratta di una riforma contraddittoria, che né abolisce il Senato né lo trasforma in Camera delle regioni alla tedesca. Si riporta quanto da loro affermato:

“Nel merito, riteniamo che l’obiettivo, pur largamente condiviso e condivisibile, di un superamento del cosiddetto bicameralismo perfetto (al quale peraltro sarebbe improprio addebitare la causa principale delle disfunzioni osservate nel nostro sistema istituzionale), e dell’attribuzione alla sola Camera dei deputati del compito di dare o revocare la fiducia al Governo, sia stato perseguito in modo incoerente e sbagliato. Invece di dare vita ad una seconda Camera che sia reale espressione delle istituzioni regionali, dotata dei poteri necessari per realizzare un vero dialogo e confronto fra rappresentanza nazionale e rappresentanze regionali sui temi che le coinvolgono, si è configurato un Senato estremamente indebolito, privo delle funzioni essenziali per realizzare un vero regionalismo cooperativo: esso non avrebbe infatti poteri effettivi nell’approvazione di molte delle leggi più rilevanti per l’assetto regionalistico, né funzioni che ne facciano un valido strumento di concertazione fra Stato e Regioni. In esso non si esprimerebbero le Regioni in quanto tali, ma rappresentanze locali inevitabilmente articolate in base ad appartenenze politico-partitiche (alcuni consiglieri regionali eletti – con modalità rinviate peraltro in parte alla legge ordinaria - anche come senatori, che sommerebbero i due ruoli, e in Senato voterebbero ciascuno secondo scelte individuali). Ciò peraltro senza nemmeno riequilibrare dal punto di vista numerico le componenti del Parlamento in seduta comune, che è chiamato ad eleggere organi di garanzia come il Presidente della Repubblica e una parte dell’organo di governo della magistratura: così che queste delicate scelte rischierebbero di ricadere anch’esse nella sfera di influenza dominante del Governo attraverso il controllo della propria maggioranza, specie se il sistema di elezione della Camera fosse improntato (come lo è secondo la legge da poco approvata) a un forte effetto maggioritario.”

-La questione di metodo.
Tale riforma è stata approvata da un Parlamento eletto secondo una legge che è stata giudicata incostituzionale e che quindi non appare legittimato a compiere una modifica di più di 40 articoli della Costituzione. In più siamo al di fuori da ogni spirito costituente ma in presenza di forti divisioni tra le forze politiche e nelle forze politiche.

-Il contesto.
Si afferma più volte che si deve concentrarsi solo sul quesito referendario e non sul sistema elettorale che è stato approvato con legge ordinaria. Si può rispondere che se prevale il no verrà di fatto a cadere il sistema elettorale detto l’Italicum, di cui viene oggi generalmente affermata la necessità di modifica. Con tale sistema una forza politica che al primo turno non arriva al 40% dei voti, può conseguire il 54% dei seggi, cento dei quali verrebbero assegnati a deputati designati dalla segreteria del partito senza contare che questo avverrebbe anche per la maggior parte dei seggi assegnati alle liste minori. Il principio della rappresentanza verrebbe così grandemente inficiato.

-Le riforme
Non è possibile accettare che il lungo dibattito sulle riforme produca un simile risultato. La Costituzione di cui riaffermiamo il grande valore politico e ideale, se la si modifica, la si modifica in modo organico e solido, di rafforzamento delle istituzioni democratiche non del loro indebolimento

-Il voto
Si sa bene che, come è legittimo, con il voto al referendum si possono intrecciare anche dibattiti interni ai vari partiti del centro-sinistra e della sinistra. Non è il caso di questa presa di posizione. Per questo si fa appello ad un no riformista, che può essere proprio di iscritti e non iscritti ai vari partiti politici dell’area sopracitata ed avere un valore costruttivo di convergenze in positivo per il futuro.