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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.4 AGOSTO 2017

                     28/9/2017 - NOTE A MARGINE

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26.06.2017: E’ morto Stefano Rodotà, grande difensore dei diritti.
E’ invece vivo Donald Trump, grande fomentatore dei Torti.

26.06.2017 Era il 2012 quando decisi di non rinnovare la tessera del PD. Ma no – mi diceva un amico – sbagli, aspetta e vedrai, vedrai ... Mi sembrava di risentire il ritornello di una bella canzone di Luigi Tenco: “Vedrai, vedrai, vedrai che cambierà ...” Ma non occorreva essere un politologo per capire, già allora, che Matteo Renzi non sarebbe cambiato, col tempo. Anzi.
Il 4 dicembre scorso gli italiani gli hanno impedito di portare alla deriva l’Italia. Oggi lui, pervicacemente, sta affondando il PD, visto che gli è stato riconsegnato. E così, dopo Rignano S.A. (!?) è riuscito a perdere, in questo turno di amministrative, anche Genova, Pistoia (da un ex di AN...). Aspettiamo il ritorno di Godot – Berlusconi!

Senza data: E ora, come dicono le annunciatrici del TG, cambiamo decisamente argomento. Che è meglio, no?
Nel mio libretto, invero assai scarno, di studi universitari, purtroppo troppo presto abbandonati, spicca un bel 30 in Economia Politica, preso col Prof. Bertolino, Preside della Facoltà di Economia e Commercio.
Argomento: alcuni estratti delle opere di John Maynard Keynes.
Ho già avuto modo di parlare di questo grande economista. Ora riporterò alcune sue affermazioni che mi sembrano di una attualità sconcertante:
“I difetti più evidenti della società economica in cui viviamo sono l’incapacità a provvedere la piena occupazione e la distribuzione arbitraria e iniqua della ricchezza e dei redditi”.
Oggi, molte diverse correnti di pensiero sostengono che il modo migliore di governare sia star fermi e lasciar fare al mercato.
Ovvero, secondo una massima del Marchese d’Argenton: “per governare meglio bisognerebbe governare meno”.
Keynes invece sosteneva il diritto – dovere dei governi di INTERVENIRE quando appariva evidente che il mercato, da solo, non sarebbe riuscito a risolvere la “questione”. Questa si chiama la teoria del “compromesso Keynesiano”.
Oggi, purtroppo, un luogo comune molto diffuso e difficile da estirpare, collega qualunque intervento pubblico nel mercato col dilagare dell’inefficienza e della corruzione. Ma la produttività del lavoro non è mai aumentata così tanto come nei periodi del compromesso Keynesiano. Da noi, dagli anni Cinquanta agli Ottanta.
Dopo, la deregulation del mercato ha portato come conseguenza uno spreco di lavoro – leggi disoccupazione, in specie giovanile – ed un conseguente impoverimento della popolazione che vive sul lavoro e non sulla rendita e la speculazione.
Cose incontrovertibili, che sono sotto gli occhi di tutti. Meno che di quelli che dovrebbero vedere e di conseguenza PROVVEDERE.
Mi piace chiudere questa breve quanto utile digressione con queste parole, sempre di Keynes:
“Guardiamoci del sopravvalutare l’importanza del problema economico o di SACRIFICARE alle sue attuali necessità altre questioni di maggiore e più duratura importanza”. Leggi: onestà, dignità, solidarietà, uguaglianza ... Soprattutto la SOLIDARIETA’.

Senza data: A questo proposito, faccio alcune brevi considerazioni a margine del libro di Stefano Rodotà dal titolo: “SOLIDARIETA’- Una utopia necessaria”.

1a considerazione: ci sono, nel passato prossimo del nostro Paese, periodi – ventennio fascista, ventennio berlusconiano – nei quali l’uso di queste parole da parte dei politici era completamente ignorato. Veniva considerata una parola, come dire, “da PRETI”.
Oggi, tutti i politici la pronunciano, anche più volte al giorno, quasi fosse sciroppo da mandare giù. Ma, attenti: la pronunciano, non la attuano, non la praticano. Un esempio fresco di giornata: sulla questione dei migranti, l’Italia non deve essere lasciata sola (Macron !? – Merckel ecc). Poi si legge :Francia(!?), Spagna, Germania, Olanda e Belgio si dichiarano CONTRARI ad accogliere nei loro porti le navi dei migranti, anche quelle che battono la loro bandiera.!
2a osservazione: Ma non è forse nel 1789 che la Rivoluzione Francese nacque sotto il motto: Liberté, égalité, fraternité?
Di quanto cambia questa storica Triade se al posto di “Fratellanza” mettiamo “solidarietà”? Di niente. Il problema, secondo me, è un altro: cambiare quello che sembra solo un imperativo morale in una legge OPERANTE. Se questo non lo fa la SINISTRA, chi deve farlo?
Questo è un argomento così stimolante ed URGENTE che verrebbe la pena spendersi un po’ sopra. Vediamo chi si deciderà a farlo.

Chiusura: Sempre con le parole di Stefano Rodotà: (La solidarietà) scardina barriere, demolisce la nuda logica del potere, costruisce legami.
Il principio di solidarietà è l’antidoto ad un realismo rassegnato che non lascia sperare, che non lascia DIRITTI.
Good night and good luck.!