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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.4 AGOSTO 2017

                     28/9/2017 - IL “POST” di Monica Marini

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Sull’ultimo numero di “Laburista” ci sono una serie di opinioni interessanti sulla situazione economica, sociale e politica del Paese e in tutte viene auspicato il rilancio di una Sinistra più forte e incisiva. Al riguardo porto il mio contributo richiamando il post che Monica Marini, sindaco di Pontassieve, ha inserito su facebook pochi giorni prima delle primarie del PD di fine aprile. La Sindaca ha dichiarato che il suo impegno politico è orientato alla ricerca dell’unità di tutte le espressioni di centro-sinistra. In tal senso ha colto l’invito espresso da Romano Prodi e da Giuliano Pisapia. La Marini scrive: “……sosterrò sempre con forza una chiara idea di Partito Democratico saldamente collocato nel centro sinistra e in grado di aggregare attorno a se tutte quelle forze che ancora credono in una società più giusta, lontana dalle discriminazioni, nella quale tutti possano avere pari opportunità di realizzare il proprio futuro, una società che sappia essere vicina ai più deboli”. Ha pure ricordato che il PD è nato per accogliere le diverse sensibilità e culture del centrosinistra auspicando in tal senso che il Segretario Matteo Renzi guidi il Partito “nell’interesse e nello spirito per il quale è stato fondato”.
Monica Marini, a differenza di tanti suoi colleghi, ha dimostrato coraggio e piena autonomia di pensiero assumendo posizioni non perfettamente in linea con quelle della maggioranza del Partito. Perché? Certamente per fedeltà ai principi ispiratori che ha richiamato nel suo spot e che dovrebbero stare alla base del Partito che fu fondato per unire l’area del centro-sinistra. Non è comunque da escludere l’ipotesi che la Marini, ricordandosi di essere architetto, abbia anche pensato di consolidare le fondamenta dell’attuale maggioranza del consiglio comunale di Pontassieve che si poggia sul consenso di varie sensibilità del centro sinistra. L’elettorato di Pontassieve nelle ultime tornate elettorali ha premiato alleanze di centro-sinistra e una scelta di campo in chiave europeista. Oggi la linea della Marini rappresenta un’espressione minoritaria all’interno del suo Partito ma non è detto che strada facendo non raccolga maggiori consensi. Allo stato è difficile fare delle previsioni. Il nodo della legge elettorale deve ancora essere sciolto e deve ancora essere fatto un quadro complessivo delle valutazioni sui risultati elettorali del 10 giugno u.s. E’ vero che quest’ultimi rappresentano un test limitato, sia per l’incidenza di motivazioni locali, sia per il forte calo del numero dei votanti, ma è pur vero che vi è stata la conferma di una tendenza già emersa nelle precedenti amministrative allorché si registrarono le sconfitte di Renzi a Roma e Torino. Questa volta alle amministrative di giugno il centrodestra ha avuto la meglio su un PD diviso. A Pistoia, per esempio, al candidato del PD sono mancati i voti confluiti nella lista presentata da un ex-renziano. I partiti ancora una volta hanno perso peso e credibilità e sono stati sostituiti dai comitati elettorali dei singoli candidati.
Molti si pongono il problema se c’è ancora spazio per una sinistra. Sinistra e destra sembrano termini fuori logica o fuori moda. Ebbene la sinistra vive dove c’è l’associazionismo, il volontariato impegnato a servire gli altri, soprattutto i più deboli, e comunque vive dove c’è una sensibilità sociale contro la corruzione e l’evidente diseguaglianza sociale ed economica e c’è pure dove si condividono le esortazioni di Papa Francesco. E’ un potenziale enorme per costruire una società più equa e inclusiva.
Matteo Renzi sembra non rifletterci più di tanto e tira dritto per la sua strada, senza tener conto delle indicazioni emerse dai risultati del referendum e dalle ultime primarie del PD che hanno registrato ai gazebo un milione di elettori in meno rispetto alla precedente consultazione ( ha ottenuto un milione e duecentomila voti su un milione e ottocentomila elettori arrotondati a due milioni!). Si gioca ancora sull’immagine e non si fanno strategie di lungo respiro, si sceglie la via più breve e più facile del marketing elettorale e non la via più problematica della ricerca di consensi e aggregazioni intorno a un modello di sviluppo sostenibile per la società di domani. Non ci resta che confidare in una legge elettorale che apra nuovi scenari e che rimetta in moto gli ideali e i valori che accomunano le sensibilità sociali dei partiti, dei movimenti e delle associazioni culturali della sinistra democratica, perché spetta ad essi lavorare pensando ai più deboli, al lavoro, alla legalità, ai migranti e alla sconfitta delle varie forme del terrorismo globale che portano odio ed eccidi terrificanti.
In questa prospettiva non si può realisticamente fare a meno dell’apporto di un PD che guarda a sinistra, del MPD, di Campo progressista e di altre formazioni politiche e sociali già attive, altrimenti si rischia di immaginare scenari virtuali. In tal senso siamo con Monica Marini, condividiamo la sua tesi e le relative prospettive di sviluppo, senza sottovalutare le difficoltà di percorso. L’ottimismo della buona volontà deve comunque prevalere e impegnare i gruppi più attivi e responsabili per costruire strumenti inclusivi e per scegliere leader capaci di fare una maggioranza di centro-sinistra in grado di governare il Paese. (GFT)