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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.4 AGOSTO 2017

                     28/9/2017 - IUS SOLI

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Ius soli (diritto del suolo)


Discutendo di immigrati non possiamo non tenere conto dei diritti che dovrebbero salvaguardare la dignità dei minori, circa 800.000, riconoscendo loro la cittadinanza italiana. Si tratta di regolarizzare i figli di una componente ormai integrata nelle nostre comunità, dal punto di vista sociale, economico e anche culturale. E bene ha fatto il Presidente dell’Inps, Tito Boeri, a dare i numeri del rilevante contributo dato da questi migranti allo sviluppo della nostra economia.
La materia è regolata in tutto il mondo a seconda delle tradizioni giuridiche, sociali e culturali di ciascun Paese. Il diritto alla cittadinanza può essere automatico per tutte le persone nate sul territorio come avviene negli Stati Uniti e in Canada, oppure può essere temperato in quanto condizionato, come avviene in Francia, Germania, Regno Unito e in altri paesi della UE. La proposta di legge italiana prevede il diritto di cittadinanza temperato e lo ius culturae. In altre parole saranno cittadini italiani per nascita i figli nati nel territorio della Repubblica di genitori stranieri se almeno uno di loro ha un permesso di soggiorno Ue di lungo periodo e risulta residente legalmente in Italia da almeno 5 anni (ius temperato), e ciò non avverrà automaticamente: finché non saranno maggiorenni occorrerà la richiesta di uno dei due genitori. Possono essere cittadini italiani, secondo ius culturae, anche i minori stranieri nati in Italia, o entrati entro il 12esimo anno, che abbiano “frequentato regolarmente per almeno cinque anni uno o più cicli presso istituti scolastici del sistema nazionale, o percorsi di istruzione e formazione professionale triennali o quadriennali”. La frequenza del corso di istruzione primaria deve essere coronata dalla promozione. I ragazzi arrivati in Italia tra i 12 e i 18 anni, poi, potranno avere la cittadinanza dopo aver risieduto legalmente in Italia per almeno sei anni e aver frequentato “un ciclo scolastico, con il conseguimento del titolo conclusivo”.
Sono a conoscenza di ragazze figlie di immigrati che hanno studiato nelle nostre scuole, dalle elementari fino al liceo, con borse di studio, conseguendo poi anche la laurea. Hanno imparato la lingua, la storia, la grammatica e la letteratura del nostro Paese meglio di tanti studenti italiani. Sono figlie della nostra cultura e sarebbe un onore poterle considerare nostre concittadine.
Concludendo si può affermare che la proposta di legge, anche se prevede qualche condizionamento di troppo, è una proposta condivisibile. Sorprende la posizione contraria di Alfano & C. che si dicono attenti ai valori della Chiesa cattolica ma di fatto non ascoltano e non seguono le indicazioni del Pontefice e della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), creando per di più confusione fra due problemi diversi, il diritto di cittadinanza e il fenomeno migratorio di questi ultimi anni. Il capogruppo PD al Senato sembra fiducioso: “per noi è una priorità, ci sono tre mesi utili per dire sì alla legge”. Vedremo.
Conscius civis