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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.5 OTTOBRE 2017

                     31/10/2017 - TAV TORINO - LIONE

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il bilancio dell’opera dopo 27 anni di progetti
Questa nota ha lo scopo di fornire informazioni aggiornate sulla Grande Opera Inutile e Imposta: una linea ferroviaria Treno Alta Capacità per il trasporto essenzialmente di MERCI tra Italia e Francia, anche se viene ancora chiamata TAV e progettata nel 1990. Opera oggetto di forte contrasto da parte del Movimento
NO TAV della Valle di Susa, al terribile danno ambientale e
all’evidente spreco di risorse pubbliche del progetto. Proprio
l’opposizione continua all’opera ha costretto ora i progettisti ha
scelte incredibili: se pensate di avere ormai visto tutto sinora sulle
scelte criminali di certe opere “strategiche”, ricredetevi e se venire
a conoscenza dei dettagli che seguono, vi può causare disturbi,
non proseguite.
Riassumiamo brevemente lo stato dell’arte dell’opera dopo 27
anni di progetti e 8 anni di lavori con la situazione degli scavi
eseguiti sinora:
.Tunnel di servizio o geognostici scavati: 7 Km in Italia e 9
Km in Francia
.Traforo Ferroviario: ZERO Km su un totale previsto di 57,5
Km ( di cui 12,5Km in Italia)
.Soldi già spesi dal contribuente Italiano: € 800 milioni (stima)
.Spesa totale preventivata per Italia: € 4,4 Miliardi ……Il 58%
del totale!
Perché nei primi accordi nel 2004 la Francia si lasciò convincere
solo a fronte della promessa del Governo Italiano di sostenere la
quota maggiore delle spese!
Il 7 agosto di quest’anno, il CIPE (Comitato Interministeriale per la
Programmazione Economica) ha approvato i primi due lotti
costruttivi della tratta transnazionale della linea ad Alta Velocità
Torino-Lione, previsti dall’accordo tra l’Italia e la Francia.
Il mese scorso il Governo Francese ha ufficialmente dichiarato di
volersi prendere una PAUSA di riflessione sulle Grandi Opere
incluso il TAV Torino-Lyon e di rimandare la decisone al 2018.
Il Ministro Delrio ha subito dichiarato che l’opera invece
prosegue perché sono già stati scavati 20 Km di Tunnel
corrispondente al 14% dell’opera (sic!). Sappiamo bene chi
fornisce tali informazioni inesatte e propagandistiche al Ministro:
la ditta francoitaliana affidataria dei lavori (TELT).
Nel frattempo è stata cancellata tutta la tratta tra Susa e Torino
(oltre 50 Km) e quindi se il Traforo venissse effettuato il TAV
viaggerebbe poi sino a Torino sugli stessi binari standard sui quali
viaggia ora 3 volte al giorno il TGV francese Parigi-Milano e i
treni merci nella galleria del Frejus (rimodellata anni fa) e non si
avrebbe quindi alcun incremento di capacità di trasporto.
Il cantiere in Italia si trova a Chiomonte (loc. Maddalena) ed era
previsto che si spostasse poi a Susa, base di partenza del traforo
ferroviario. La difficoltà di aprire e gestire, sotto l’aspetto della
“security” un cantiere molto ampio a Susa, ha costretto la TELT a
rivedere il tutto e a luglio ha presentato un nuovo progetto
denominato “Variante Maddalena”, che prevede praticamente un
raddoppio dell’area cantieristica.
Da sette anni i contadini che hanno campi e vigne nell’area del
cantiere, hanno un pass e devono sottoporsi a un controllo ogni
volta che vanno a lavorare. La famosa Via Francigena è interrotta
da tempo in quella zona e un’altra strada di collegamento sarà
chiusa per più di 12 anni.
E’ previsto che la nuova area di cantiere così allargata sia
monitorata e servita da circa 400/500 uomini delle forze
dell’ordine e militari. Il traforo prevede lo scavo di DUE Tunnel
ferroviari con fresa TBM e di un terzo tunnel posto mediano e
in alto rispetto ai due, per il passaggio dei mezzi di soccorso
in caso di incidenti.
Lo smaltimento dall’area di cantiere di tutte le terre di scavo dei
tre tunnel (smarino) non potrà avvenire che via gomma e quindi si
prevede la costruzione di due svincoli per collegare il cantiere
all’Autostrada A32 per i flussi di materiali di scavo (4,5 milioni di
metri cubi per i 12,5 Km di tunnel in Italia) e anche di costruzione
(conci). Ogni giorno per anni e anni centinaia di camion
scenderebbero a Susa per poi invertire la marcia e risalire la valle
sino a Salbertrand (zona di stoccaggio temporaneo), per il
trasbordo poi sul treno e il definitivo deposito in due aree a metà
della valle di Susa. Sono stati calcolati 440.000 viaggi in dieci
anni per un totale di oltre 22 milioni di chilometri percorsi: bel
servizio all’ambiente anche se i camion avessero motori euro 6!
Ma la Valle di Susa gode del fenomeno “tubo di Venturi” e il vento
soffia e soffia forte, da anni!
A parte la perdita di acqua durante gli scavi si prevede che con i
tunnel in esercizio verranno persi ogni anno 14 milioni di metri
cubi di acqua: pari al fabbisogno idrico di 150.000 abitanti.
In Toscana, nel Mugello, con il TAV abbiamo già sperimentato
cosa succede con l’interruzione incontrollata delle falde acquifere:
perdita per sempre di risorse preziose e possibile inquinamento
delle acque residue utilizzate poi a valle per l’irrigazione in
agricoltura. Esiste il rischio concreto che ampie zone di
insediamenti situati su quel versante della montagna e su quello
opposto vengano private di tale risorsa, come già verificato nel
recente passato in Valle per opere autostradali e di
canalizzazione per le centrali idroelettriche.
Dagli scavi saranno estratte 130.000 metri cubi di “pietre verdi”
contenenti amianto, stoccate provvisoriamente e poi sigillate, a
fine opera, in fondo al tunnel geognostico scavato per 7 Km.
Immaginatevi i controlli nel curare la separazione dell’amianto
dall’altro materiale scavato e che sia evitato che rimanga nello
smarino trasportato sui 440 mila camion
La “Variante” in discussione è figlia della scelta scellerata di anni
fa da parte degli Amministratori Locali non solo di non opporsi ma
di aver favorito l’apertura del cantiere a Chiomonte, con loro
momenti di gloria nazionale, e convinti di ricevere larghe
compensazioni in cambio e di favorire occupazione in una Valle
depressa. Recentemente Del Rio ha promesso come stanziati
cento milioni: “prostituzione urbana” è il termine che prendo a
prestito. L’impatto delle Variante è in via di presentazione ai
cittadini da parte delle Amministrazioni locali, supportate dal
Movimento No TAV, in diverse assemblee pubbliche nei Comuni
della Valle coinvolti ora in modo diretto, perché destinatari di aree
di stoccaggio temporaneo, di uno stabilimento lungo 300 metri
per la costruzione dei conci (Salbertrand) in zona alluvionale e
per il deposito definitivo dello smarino (Caprie e Torrazza),
conoscendo le capacità di sversamenti illegali delle imprese
dedite al movimento terra. Persino l’attuale Sindaco di Chiomonte si sta preoccupando per l’impatto che anni
e anni di cantieri così impattanti avranno sulla vita del piccolo
borgo di montagna e sulle impossibili prospettive di sviluppo.
Si sta quindi allargando l’area di presa di coscienza e
rivitalizzando la partecipazione popolare. Anche i Comuni dell’Alta
Valle di Susa interessati al flusso turistico e sinora molto
favorevoli all’opera, ci stanno ripensando, coscienti che ora
toccherà anche a loro di pagare un prezzo alto per tali scelte
“strategiche”, che forse hanno una finalità diversa da quella
propagandata sinora come mezzo indispensabile per lo sviluppo
e la crescita.
Fernando Romussi
NOTA – TUTTE LE INFORMAZIONI SONO RICAVATE DA UNO
STUDIO DELL’ UNIONE DEI COMUNI DELLA BASSA VALLE DI
SUSA, ELABORATO PER CONTRASTARE LE 1400 PAGINE
DELLA NUOVA VARIANTE DEL PROGETTO, CON LE
NECESSARIE OSSERVAZIONI DI MERITO.