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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.5 OTTOBRE 2017

                     31/10/2017 - ANALFABETISMO

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La più alta percentuale di analfabeti funzionali è italiana
L’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico-34 Paesi membri) ha condotto uno studio in tutto il mondo
industrializzato per rilevare il grado di analfabetizzazione funzionale dei Paesi aderenti. Ebbene l’Italia è il Paese europeo che ha la più
alta percentuale di analfabeti funzionali (47%), cioè quelle persone che non sono in grado di comprendere adeguatamente testi o
materiali informativi come articoli di giornale, polizze assicurative, regolamenti, corrispondenza bancaria, foglietti illustrativi di farmaci,
bollette e che non sono neanche in grado di fare i calcoli matematici più elementari. Per di più la società di oggi richiede anche abilità
nell’utilizzo di PC e di altri strumenti tecnologici e richiede pure una conoscenza almeno sommaria del contesto socio economico in cui
si vive.
Il prof.Tullio de Mauro, noto linguista italiano, si è particolarmente interessato al problema scrivendo, molto preoccupato, che “Soltanto
il 20 per cento della popolazione adulta italiana possiede gli strumenti minimi indispensabili di lettura, scrittura e calcolo
necessari per orientarsi in una società contemporanea”. E’ indicativo il fatto che in una recente selezione di personale per
l’assunzione di ispettori della Polizia ci sono stati candidati, con titolo di studio, che hanno scritto fra tanti strafalcioni anche “l’estrema
oratio”, “l’ascriminante”, “l’ho esegue”.
Il problema nasce da lontano. Il tasso di analfabeti dall’unità d’Italia in poi è stato vergognosamente alto per tanti anni. Vale la pena di
ricordare che ai contadini era di fatto vietato di frequentare la scuola. A dare una scossa al mondo scolastico ci pensò Don Lorenzo
Milani con la“Scuola di Barbiana”, che è tuttora un esempio di come si deve insegnare e studiare. Come è noto Don Lorenzo, vista la
grave situazione linguistica dei figli dei contadini, dette vita ad una intelligente scuola alternativa “perché l’istruzione era l’unica
arma che i poveri avevano per non farsi fregare da chi ne sapeva più di loro”. Negli anni Cinquanta quando si iniziò a discutere di
scuola media unica, eliminando l’esame di ammissione, Don Milani si infuriò venendo a sapere che in molti volevano abolire il latino
perché troppo difficile per i poveri. Osservava giustamente che in tal modo si impediva ai poveri di accedere ad una istruzione uguale a
quella dei giovani più fortunati.
Negli ultimi decenni anche le tante e contraddittorie riforme della scuola hanno contribuito a generare confusione senza risolvere la
questione dell’ignoranza linguistica. Si va avanti con insegnanti precari e tanti supplenti non sempre preparati a svolgere il loro ruolo. E’
inoltre ancora vivo il problema dei finanziamenti per dotare le aule scolastiche di adeguata strumentazione e per organizzare efficaci e
incentivanti corsi di formazione. Vi sono purtroppo docenti che non sanno scrivere e parlare bene la lingua italiana. Scrivere bene, e in
maniera semplice e comprensibile, richiede tempo e fatica e la conoscenza non superficiale degli argomenti trattati. Siamo abituati a
usare frasi e periodi involuti per oscurare la nostra parziale ignoranza oppure l’uso sempre più frequente di termini stranieri non sempre
appropriati, soprattutto quelli inglesi, di cui la maggioranza dei lettori non sempre è in grado di afferrare il significato. Un altro ostacolo
per l’alfabetizzazione è l’uso sempre più frequente di sms e twitter smozzicati che velocizzano la comunicazione ma non agevolano la
buona scrittura. Per superare l’ignoranza linguistica va infine messa sotto osservazione anche la comunicazione dei media e la
comunicazione di enti e aziende di livello nazionale: i contratti bancari e assicurativi spesso sono illeggibili, così dicasi per i foglietti
illustrativi dei medicinali.
In poche parole: occorre più impegno e consapevolezza per chi deve imparare e più responsabilità per chi deve insegnare e
comunicare. E’ preoccupante il dato ISTAT secondo cui sei italiani su dieci non leggono neppure un libro all’anno e che sono in caduta
libera i lettori dei quotidiani, e tutto ciò non per la concorrenza dei media on line, ma per la nostra atavica pigrizia intellettuale. Non è
questa l’occasione per approfondire tante problematiche la cui soluzione, oggettivamente, non è a portata di mano. Qui interessa
richiamare l’attenzione dei lettori sulla pessima figura che la nostra popolazione sta facendo in tutto il mondo. Ecco alcuni dati per fare
opportuni confronti sull’analfabetizzazione funzionale: Italia, 47%, Messico 43%, Irlanda 22%, Regno Unito 21%, Stati Uniti 20%,
Canada 14,6%, Germania 14,4%, Norvegia 7,9%.
Conscius Civis