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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.6 DICEMBRE 2017

                     15/12/2017 - IL PRIMO AMORE

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Il primo amore! Chi non ha avuto un primo amore? Il primo amore è quello alla quale dedichi l’ultimo pensiero prima di addormentarti, e il primo quando ti svegli. Avevo vent’anni, avevo avuto altre storie, ma lei mi faceva impazzire. Lei si chiamava Alessandra, Ale per gli amici, aveva diciotto anni. Questa storia nasce lì dove sono nato e cresciuto, ovvero fra la chiesa dei Frati, il ponte Mediceo e la Ghiacciaia.
Eravamo 4 amici, il Boccia, Stinchi, Mitraglia e il sottoscritto. Pur non confessandolo, eravamo tutti innamorati di Lei, e ci guardavamo un po’ in cagnesco. Poi una sera (era di maggio, l’aria era fresca e i giardini profumavamo di rosa, come diceva un poeta).
All’insaputa degli amici invitai Ale a sedersi con me su di una panchina, e lì feci la mia dichiarazione d’amore. Ero emozionato e non mi ricordo cosa dissi, qualche cazzata sicuramente. Ale mi guardò, sorrise, mi baciò su una guancia e sorridendo mi disse: E’ troppo presto dai devo pensarci un po’, comunque grazie di avermelo detto. Quel bacio mi fece sentire importante per lei. Ma il peggio doveva ancora venire. E un giorno la vedemmo arrivare su di una spider rossa con un tizio al volante. Fu un colpo tremendo. Mi resi conto che in un attimo avevo perso lei e la macchina che tanto agognavo, e non possedevo, e non possedevo nemmeno una cinquecento: in questa situazione mi venne in aiuto l’esercito.
Fui chiamato a fare il soldato all’83° reggimento reclute Siracusa. La dimenticai, o provai a dimenticarla, le scrissi 4 cartoline che non impostai.
Dopo 15 mesi (finita la naia) tornai a casa. Gli amici, anche loro scottati dal perduto amore, mi dissero che Alessandra era andata ad abitare a Firenze e non c’era altro. Dopo una sola settimana ripresi il lavoro (che sfiga) e mi accorsi con piacere che la vicenda non aveva minato l’amicizia con Stinchi, il Boccia e Mitraglia. Amicizia che resiste ancora dopo tanti anni.
La casa di Alessandra era stata affittata ad un tipo venuto da fuori che noi chiamavamo per celia James Bond.
Passarono gli anni, non mi ricordo quanti, vedemmo James che caricava i suoi mobili su di un camioncino. E noi: James, gridammo, ti sei fatto la villa in campagna? Lui ci guardò male e disse: Ci torna la padrona! Fu per noi una forte emozione. Nella speranza di ritrovarla bella come allora.
Ale tornò nella sua vecchia casa dopo qualche settimana. Allora decidemmo di farle visita per ricordare i vecchi tempi. Una sera ci presentammo a casa sua, con in mano un dolce con su scritto “Bentornata Ale”.
Fu molto contenta di rivederci, e si commosse al pensiero che ci fossimo ricordati di Lei. Il tempo aveva lasciato il segno anche su di lei. Ma gli occhi no, erano bellissimi come aveva a diciotto anni.
Asciugandosi gli occhi dalle lacrime ci disse che era rimasta vedova da dieci anni, aveva avuto due figli, la figlia abitava in America, aveva avuto due bambini e Lei non aveva avuto la gioia di abbracciarli. Un figlio che per varie vicissitudini non vedeva da tempo. Poi guardandoci negli occhi disse: La vita non è stata molto buona con me. Non so ancora quanto tempo ho ancora da vivere, ho deciso di ritornare a casa mia, e abbracciandoci tutti, chiese perdono per il silenzio di questi anni. Rispose il Mitraglia (era balbuziente) non fa... fare la sce... scema, noi non ti lasceremo mai sola ve... vero ragazzi?
Continuammo a vederci e non parlammo della sua malattia. Ridevamo, scherzavamo assieme. Una sera andammo tutti assieme a teatro. Per i lavori pesanti si faceva aiutare da una ragazza albanese di nome Iris.
Poi un giorno, un brutto giorno, Iris piangeva, mi telefonò: La signora ci ha lasciato. Corsi subito a casa sua, i ragazzi erano già da Lei. La guardai, mi sembrava di rivedere Ale di tanti anni fa.
Aveva espresso il desiderio di essere sepolta al cimitero dell’Antella, vicino ai suoi genitori.
Il suo fu un mesto funerale, chi si ricordava di Lei dopo tanti anni? C’eravamo noi quattro, e questo bastava.
Iris ci chiamò da una parte e disse: La signora parlava sempre di voi, vi voleva un gran bene. Prima di chiudere gli occhi mi ha sussurrato: abbracciameli tu quei ragazzi.
Ora sono cinque anni che Alessandra non c’è più. La casa l’ha comprata un postino. Quando passo davanti alla casa che fu di Alessandra, mi volto verso le finestre a cui Lei si affacciava, ma ci trovo sempre la moglie del postino che mi sorride. Io rispondo al saluto, ma non è la stessa cosa.

Luciano Borghini



Cos’è l’amore?
L’amore è un malanno
all’improvviso ci
scoppia dentro il cuore
non ti avvisa ti fa
venir l’affanno
e ti fa morir senza dolore

(A. De Curtis Totò)