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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.1 FEBBRAIO 2018

                     19/2/2018 - L'ANNO DELL'INCERTEZZA

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di Massimo Mannarino

Caro amico, ti scrivo...., nel 1979, Lucio Dalla scriveva una delle più belle canzoni della sua carriera ed era una poesia che esprimeva un'enorme incertezza. Con molta ironia, l'autore sperava che l'anno terminasse in fretta per poter iniziare un anno migliore.
Il 2018, è un anno che inizia nell'incertezza politica, il 4 Marzo (sarebbe stato il compleanno di Lucio) ci saranno le elezioni politiche e si vive in tutto il Paese un'enorme confusione: mi auguro di non sperare che l'anno termini in fretta per iniziarne uno nuovo e migliore. Confusione che avverto sia nel leggere i giornali, sia parlando con gli amici, e mi porta a pormi diverse domande: la prima è se andare a votare o astenermi; la seconda è a quale lista dare il mio voto?
Provo a fare alcune riflessioni, cercando di dare delle risposte.
Nonostante ancora abbia alcuni dubbi su chi votare, credo sia importante esprimere il proprio voto e invitare tanti amici che nutrono gli stessi miei dubbi a partecipare a questa consultazione elettorale.
Alcuni sondaggi prevedono che su 4 giovani in età fra i 18 e i 25 anni, uno non vada a votare. Si rende necessario evitare che si scateni il pensiero alla rinuncia, perché tanto tutto è stabilito. Occorre riempire quella pagina bianca a cui faceva riferimento il Presidente della Repubblica nel suo messaggio di fine anno ed evitare che questa pagina si possa riempire di situazioni impensabili ed imprevedibili.
Ed ora provo a dare una risposta alla seconda domanda, esaminando le forze politiche a me più vicine.
Il 5 dicembre scorso, nell'assemblea organizzata a Roma dal movimento Liberi e Uguali, vi è stata l'investitura del nuovo capo, la celebrazione di Pietro Grasso.
Questa la definirei un rito molto vecchio, quando potevano esserci le possibilità di realizzare un soggetto politico che poteva raggruppare, nel progetto iniziale, personaggi della società civile; invece, si è voluto calare dall'alto una persona rassicurante.
Ma, rassicurante per chi? E cosa si vuole rassicurare? la garanzia a qualcuno di rientrare in Parlamento?
Se guardiamo fuori dall'Italia ci sono profili netti e precisi, uno fra questi è Corbyn in Gran Bretagna.
La lezione, ad un anno di distanza dal risultato del referendum, non è servita a nessuno, in modo particolare al gruppo dirigente del PD che continua ad avere un comportamento strafottente non tenendo conto delle necessità dei cittadini: lo dimostra la vicenda sulla votazione al Senato dello Ius Soli, i Dem a parole davano la sensazione che potessero approvare la legge in pochissime settimane, al momento della votazione sono mancati moltissimi senatori e nessuno si è preoccupato di richiamarli al proprio dovere.
Non è che i senatori vicini a Liberi e Uguali si siano comportati in modo migliore, si sono dissociati nella votazione perché preoccupati del fatto che se la legge fosse stata approvata, avrebbe potuto consentire al PD di trarne vantaggi.
La figura più brutta l'ha fatta il Presidente del Senato, che in questo caso si è tolto i vestiti di presidente per mettersi quelli di capopartito.
Pietro Grasso, poteva riconvocare l'assemblea il giorno seguente, ma ha visto bene di non farlo.
E così i due partiti che si ritengono progressisti e riformisti, per opportunità politica, hanno lasciato in enormi difficoltà tantissimi giovani.
In questo inizio di campagna elettorale assistiamo a proposte e impegni nei confronti dei cittadini che fanno arrossire persino Silvio. Berlusconi: Renzi propone l'abolizione del canone Rai; Grasso l'abolizione delle tasse universitarie, senza che queste proposte rientrino in un programma a lungo termine in un percorso di riforme da attuare per il rilancio del nostro Paese.
Sono convinto che per una necessaria ristrutturazione della sinistra, sia utile prospettare la costruzione di una forza politica che richiami ad un modello di un partito socialista moderno, che si ponga come forza rinnovata, che sappia contrapporsi alla semplificazione, spesso perversa, del modello bipolare e all'incultura dell'antipolitica, che si basi su una cultura di governo e che abbia la capacità di affrontare in modo nuovo e concreto i tanti problemi che affliggono il Paese.
Dunque riformisti in quanto socialisti e non viceversa.
Quindi, cari Bersani e Rossi (mi riferisco a voi perché vi sento più vicini di altri), una sinistra che non si identifica nel socialismo è destinata a perdere sia storicamente che politicamente.
La sinistra uscirà dalla crisi quando avrà fatto propri i contenuti nuovi di una politica socialista sul terreno dei diritti e della giustizia sociale, ritrovando nelle risposte concrete le sue ragioni.
Massimo Mannarino