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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.1 FEBBRAIO 2018

                     19/2/2018 - PARTECIPARE AL VOTO

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Alle prossime elezioni è palpabile il rischio di una rilevante astensione per la crescente disaffezione dei cittadini alla vita democratica del Paese. Si può in parte comprendere il loro disorientamento, e la rabbia dei più giovani, considerando non ultimo l’atteggiamento della maggioranza di Governo sul rinnovo del mandato al Governatore della Banca d’Italia. Prima la maggioranza chiede la sostituzione del Governatore Ignazio Visco e poi accetta la sua riconferma da parte del Presidente Mattarella su richiesta dello stesso Governo. La caccia ai responsabili dei dissesti bancari è sembrata fuorviante ed è continuata nella Commissione bancaria. Quest’ultima ha esaminato l’attività di vigilanza della Banca d’Italia e della Consob ma senza farci conoscere appieno le responsabilità degli amministratori delle banche dissestate e, perché no, anche i nominativi di chi li ha segnalati a ricoprire ruoli in cui hanno dimostrato la loro inadeguatezza sul piano etico e professionale. Non ci hanno dato neanche l’elenco dei debitori morosi per potersi fare un’idea sui motivi per i quali sono stati privilegiati nella concessione di affidamenti spropositati. Eppure amministratori, direttori generali, sindaci revisori e clienti morosi hanno tutti quanti tratto beneficio dal salvataggio delle banche, che è stato poi anche il loro salvataggio personale: il tutto con i soldi di noi contribuenti. E chissà da qui al 4 marzo quanti “scoop” sporcheranno le nostre istituzioni. È di queste ore la notizia che un’informazione dell’ex Premier Renzi data all’editore Carlo De Benedetti avrebbe consentito, a quest’ultimo, di speculare sulle azioni delle Banche popolari lucrando in un batter d’occhio oltre seicentomila euro.
In questa campagna elettorale viene pure lo sconforto assistendo alla gara delle promesse, la gara a chi la dice più grossa, con la pratica del gioco delle cordelline cioè accreditandosi gli uni e gli altri come i più bravi e denigrando altri contendenti magari meno brillanti però più bravi ed esperti nell’arte di governare. Che dire poi delle coperture finanziarie tutte da verificare! E pensare che il Presidente Sergio Mattarella nel suo messaggio di fine anno s’era raccomandato: “Proposte adeguate, realistiche, concrete”.
Non c’è stato fra le parti in competizione un confronto serrato su possibili modelli di sviluppo della nostra società. Il lavoro precario, la crescita della disuguaglianza economica e sociale, la salvaguardia dell’ambiente sono temi appena sfiorati. Si parla molto di sicurezza ma poco di evasione fiscale. Sembrano avere successo solo le battute “usciamo dall’euro”, ”fuori gli immigrati che ci tolgono il lavoro” e infine c’è stata anche l’immancabile generalizzata promessa di una drastica riduzione delle tasse. Se la disaffezione, il disorientamento e persino la rabbia sono in parte comprensibili, non è però condivisibile la scelta di non partecipare al voto, rinunciare, di fatto, alla speranza di cambiare visioni strategiche e classe dirigente.
Al riguardo condivido il messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha rivolto agli elettori un forte invito alla partecipazione al voto perché “nessuno rinunzi al diritto di concorrere a decidere le sorti del nostro Paese… Non dobbiamo smarrire la consapevolezza di quel che abbiamo conquistato: la pace, la libertà, la democrazia, i diritti”. Il Presidente ha colto l’occasione per ricordare che quest’anno ricorre il settantesimo anniversario della Costituzione della Repubblica “con il suo patrimonio, di valori, di principi, di regole…”. Ha tenuto a precisare che non è suo compito dare indicazioni ma non si è comunque sottratto al dovere di richiamare la nostra attenzione sul rapporto tra l’uomo, lo sviluppo e la natura facendo notare che “i cambiamenti vanno governati per evitare che possano produrre ingiustizie e creare nuove marginalità”. Ha infine affermato che “il lavoro resta la prima, e la più grave, questione sociale”.
Seguendo i temi evidenziati dal Presidente osservo che a mio parere parlare di pace significa lavorare per l’unità europea e per l’accoglienza attenta e ben organizzata degli immigrati che potrebbero essere una risorsa per sostenere la decadente situazione demografica e previdenziale del nostro Paese; parlare di giustizia sociale significa ridurre le disuguaglianze garantendo a tutti sostenibilità economica, istruzione e alfabetizzazione funzionale; parlare di sviluppo sostenibile significa scegliere governanti che hanno a cuore la cura dell’ambiente e che apertamente combattono l’evasione fiscale e la criminalità organizzata.
In poche parole si tratta di individuare quei partiti in cui possiamo riconoscere le nostre stesse sensibilità politiche e sociali e che presentano candidature credibili per competenza e rigore etico.
(Franco Focardi)