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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.7 - DICEMBRE 2003

                     30/12/2003 - BOMBARDAMENTI DI PONTASSIEVE

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SESSANTA ANNI FA’ I BOMBARDAMENTI A PONTASSIEVE

Dopo l’otto settembre 1943 con l’occupazione tedesca dell’Italia e l’avanzata degli alleati nell’Italia meridionale, Pontassieve diventò un obiettivo di grande interesse delle azioni degli Alleati, essendo importante nodo ferroviario, stradale e sede delle Officine delle Ferrovie dello Stato.
Infatti Pontassieve fu soggetto al primo bombardamento il 9 novembre 1943, alle 19,30, e subì le prime distruzioni di case, impianti industriali e della ferrovia.
La seconda incursione area ad opera degli alleati, avvenne dopo pochi giorni il 12 novembre 1943, la prima ondata verso le ore 20,00 e l’altra verso le 2 del giorno 13, provocando gravi danni in genere e le prime vittime.
Il primo dicembre 1943 ci fu il terzo bombardamento con molti danni alle abitazioni e alle industrie e diverse vittime. Tra queste, 13 persone morirono in un rifugio improvvisato ai “Veroni”, le famiglie più colpite furono quelle dei Bencini, Fagorzi e Vivoli. Una lapide ricorda i caduti per il bombardamento (vedi foto sotto).
Seguirono, una serie di bombardamenti sia di giorno che di notte, sino a giugno del 1944, causando nel capoluogo e nelle frazioni 42 morti di cui: 13 donne e 29 uomini, tra la popolazione civile, la distruzione del 95% degli impianti industriali e del 75% delle abitazioni civili.

Di seguito si riportano due articoli a cronaca del bombardamento del 1 dicembre 1943

Mulin del Piano, 1 Dicembre 1943
E’ notte inoltrata. Le sirene fischiano il loro lugubre avviso di allarme. Passano ancora pochi, interminabili minuti e sul cielo di Pontassieve si accendono tanti “bengala” in una fantasmagorica di luci, come di festa. Le bombe cadono portando fin qui il loro cadenzato “tam - tam”, quasi a scandire la “danza della morte”. E’ tutto un chiamar persone cui si vuol bene e che non vediamo lì con noi e ci si stringe l’un l’altro quasi a proteggersi. “la marcia funebre” continua, accompagnata dal rombo degli aerei.............
Chiediamo a qualcuno, finalmente ci si dice che è lassù a “I Veroni - sì” dove ci sono morti e feriti e dove sono cascate tante bombe.
Ci arrampichiamo su, fra buche, cumuli di sassi e rovine. Grida strazianti di dolore ci fanno da triste richiamo, Lui di certo, è là. Non può non esserci. Perché Monsignore “è prete”, è un vero prete.............
E lo troviamo, padre amoroso, ad assolvere e benedire chi parte, procurando di consolare chi resta, mentre gli occhi piangono e la voce trema..............
(foglio parrocchiale di Pontassieve)

Nuova incursione nemica nell’abitato di Pontassieve
Si ha da Pontassieve

La furia nemica si è abbattuta ancora una volta sull’inerme paese di Pontassieve e sulle immediate vicinanze dove mercoledì sera i “liberatori” hanno sganciato numerose bombe dirompenti colpendo prevalentemente case di abitazione civili arrecando nuove rovine e distruzioni. Sui posti colpiti, si sono immediatamente recate squadre di soccorso per lo smassamento delle macerie e per recare gli aiuti alle vittime.
Fonte - BncF, La Nazione 3 dicembre 1943

Questi tragici fatti così brevemente descritti ci ricordano un triste periodo del nostro Paese.
Un pensiero ed un omaggio va a chi ci lasciò sessanta anni fa, ma anche come non ricordare i sacrifici che tutti i cittadini di Pontassieve dovettero sopportare perché si arrivasse anche da noi, ad una nuova stagione di Libertà.
di Giovanni Casalin


Si ringrazia Alberto Bencini per la pubblicazione delle foto e per la collaborazione prestata