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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.7 - DICEMBRE 2003

                     30/12/2003 - L'Economia del centrosinistra

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L'economia del centrosinistra
di Rino Capezzuoli

Verranno presentate liste uniche tra DS, margherita, SDI e forse qualche altro per le prossime elezioni europee. Probabilmente ci saranno altri apparentamenti e la cosa non può che essere valutata positivamente salvo che poi non sia solo un cappello sotto il quale non c'è nessuno, poiché ognuno continua a farsi i fatti suoi magari litigando più di prima. La cosa è nata troppo in fretta ed in modo in un po' verticistico. Non ci sembra comunque che questo sia il tema all'ordine del giorno. dell'opinione pubblica che è assillata invece dai problemi dell'economia. Ognuno con i propri conti che apparentemente sembrano non tornare a nessuno delle parti sociali. L'economia gestita da Tremonti sembra un azzeccagarbugli. Le uniche certezze sono l'aumento della instabilità, la stagnazione, nessun filo conduttore. Solo un timido aumento delle spese militari costretto dagli eventi ed i condoni ……
Ma il, centrosinistra cosa fa e propone? L'opinione pubblica non vede nulla su questo fronte determinante per il futuro. Il dato da cui ci sembra sarebbe utile partire è, oltre all'evidenza della crisi, il fatto che complessivamente siamo diventati più poveri in questi anni e non si sta facendo nulla per contrastare questa tendenza di sistema. La risposta non può essere che una risposta di sistema che solo la sinistra può dare; perché l'economia della destra è solo: un aumento delle contraddizioni sociali e degli squilibri e lo sfruttamento intensivo delle risorse. La redistribuzione del reddito è qualcosa che non è nel DNA della destra, dove i divari si colmano con l'omologazione di sistema che vuol dire per i più poveri adeguarsi e tacere. Le materie prime le gestiamo noi paesi sviluppati, se cooperate a voi paesi poveri spetta il nostro "conservatorismo compassionevole" che è sempre meglio che continuare a morire di fame.
In realtà però le risorse per tutti scarseggiano e quindi una sinistra che si rispetti non può che prenderne atto ed impostare adeguate politiche non solo in funzione di andare al governo ma in funzione della sopravvivenza del pianeta. Quindi contro la logica dei consumi cominciamo a predicare austerità, etica ed uguaglianza sociale, lotta agli sprechi, controllo delle rendite finanziarie cioè quello che nel complesso significa un nuovo modello di sviluppo. Su questa strada la sinistra è in forte ritardo e non ha elaborato una strategia politica coerente perché è difficile dire ai popoli "tirate la cinghia" è più facile far comprendere "facciamo la guerra per mantenere il controllo delle materie prime" ed il potere del consumismo.
L'austerità, l'etica, i risparmi, hanno bisogno di un forte e convincente battage di comunicazione e di coerenze che il centrodestra cerca di far saltare continuamente perché solo con tanto populismo e con annunci ad effetto può continuare a governare e sperperare (Es.1000 Euro dal 2° figlio…). I lavori per realizzare le grandi infrastrutture ( con i soldi di chi e per chi?). La battaglia contro l'aumento dei prezzi non è una guerra tra poveri ma se ben impostata può far venir fuori le vere contraddizioni del sistema economico, dividere veramente tra chi specula e chi onestamente produce e commercia
Occorre tempo, elaborazioni ,continuità, partecipazione per queste battaglie per cui magari già per le prossime elezioni
europee questo potrebbe essere un terreno di battaglia per impostare i cardini generali di un cambiamento e di un programma politico di lungo respiro in tutto il vecchio continente da cui partire per trasferirlo a poco a poco nelle politiche locali di ogni paese e di ogni regione. Senza rinunciare là dove siamo al governo a sperimentare qualche nuova idea di sviluppo di risparmio ecc.. Altro che esercito comune europeo prima dell'accordo sulla nuova costituzione che in pratica significa complementarietà alla logica della guerra preventiva che non porta da nessuna parte come stiamo sperimentando sulla nostra pelle. Certo c'è un dubbio molto forte che ci attanaglia. Questo centrosinistra o sinistra, ha la forza politica e le capacità per imporre una lotta ed una svolta economica di questa portata o è meglio continuare a dire qualche no ed adagiarsi nel torrente a precipizio alimentato dalla destra mondiale ed italiana?