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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.2 - APRILE 2004

                     26/4/2004 - IL CALCIO NEL PALLONE

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di Alberto Trifoglio

Mi ricordo tanti anni fa quando nel pomeriggio della domenica si aspettavano con ansia i risultati delle partite di calcio e si correva a casa per vedere la proiezione di un tempo della partita più importante della giornata; che tempi lontani! Oggi non ci si capisce più niente il campionato si gioca sia il sabato sera sia la domenica con anche i posticipi con spettatori che per esigenze televisive devono andare allo stadio di domenica sera magari con temperatura rigide e con il pensiero di alzarsi per il lavoro alle sette di mattina e che dire delle coppe che non si devono sovrapporre sempre per esigenze televisive? Per il calcio i tempi sono davvero cambiati e da quando?

Forse ce l'ho particolarmente con Berlusconi ma ho proprio l'impressione che fu Lui a dare il cambiamento quando ha deciso di comprare il Milan con il quale l'immagine del presidente vincente doveva farsi largo insieme a tutti gli altri programmi che aveva in mente come anche la televisione che doveva essere il veicolo pubblicitario per raggiungere notorietà e utilizzare spot pubblicitari per creare un impero economico che poi sarebbe servito ad arrivare dove è arrivato.
C'è chi diceva a quei tempi che tutto quello che toccava il Cavaliere diventava oro, certo avendo la possibilità come nel calcio di avere a disposizione un organico molto superiore alle altre squadre in modo da affrontare campionato e coppe con giocatori di primo piano credo che tutti siano bravi; se la mente non mi inganna aveva a disposizione fior di giocatori permettendosi di lasciare in panchina campioni come il francese Papen ed altri che adesso non ricordo.
E' iniziato piano piano il suicidio del calcio dopo che tanti presidenti si sono accorti che era un veicolo di immagine non indifferente ed è da li che è anche iniziata la corsa frenetica al calcio miliardario ed alla contesa dei campioni sul mercato compresi naturalmente gli stranieri che diventarono sempre più numerosi fino a dover mettere un freno alla loro presenza che diventava veramente rilevante a scapito dei nostri ragazzi che non trovavano spazio nelle squadre; iniziò anche il calcio televisivo parlato con processi e trasmissioni sia sulle private ( quelle del cavaliere in particolare che aveva creato la sua domenica sportiva) e le nazionali che cercavano di contenere la concorrenza, ma ormai la competizione era avviata fino all'attuale situazione che tutti conosciamo con una nazionale in cui nessuno vuole rischiare le gambe, nervosismo tra i presidenti con accuse di controllo del campionato attraverso gli arbitri che condizionano in modo magistrale le partite in cui il calcio per volontà di qualcuno deve tornare al nord nell'asse Milano Torino; non ci vuole molto a capire il complotto, il calcio non è solo calcio ma affari , immagine, spot e quindi televisione, miliardi per i procuratori che chiedono cifre astronomiche per i campioni a discapito dei piccoli club che comunque finché la palla riesce ad entrare in gol riescono a tenere testa ai colossi che fanno man bassa di tutto fino anche ad arrivare a far diventare rosse( in alcuni casi fino al fallimento) le casse di società che non ce la fanno a cercare di fare squadre il più possibile competitive oppure fondono gli affari con la società che dovrebbe essere solo sportiva.
Cosa pensare delle proteste contro gli arbitri che riescono con falli non dati o con espulsioni discutibili a veicolare le partite, e che dire di personaggi come Moggi e Galliani che come uomo fidatissimo del cavaliere è alla presidenza della lega, perché la corsa al potere? perché così si può controllare qualcosa o qualcuno? Certamente, il problema è cosa. Io credo che il calcio non sia solo calcio ma anche altre cose, vi ricordate dell'affare Lentini, non è che per caso dietro ai giocatori ci siano anche scambi diciamo di cortesie tra i presidenti, intendo dire se tu mi dai Tizio io ti faccio il favore di... oppure Caio vale tot. mentre in realtà ne varrebbe molto meno.
Forse sbaglio e forse si tratta solo di calcio giocato, ma perché allora a certi presidenti gli è scappato il detto "loro sanno", questa frase fu detta da Vittorio Cecchi Gori che ha portato al fallimento la Fiorentina con tutti i retroscena che dobbiamo ancora sapere(si è riaperto il caso con una denuncia infatti perché la Fiorentina è stata retrocessa ed altre no).
Qualcosa di poco chiaro c'è nel calcio italiano una industria che secondo me deve darsi come si dice una regolata perché se il calcio viene preso non solo come veicolo sportivo ma anche come affari allora credo che la sua fine non sia lontana sperando comunque che società sane possano comunque sempre farci divertire e farci sognare vittorie contro gli avversari.
Tanto altro ci sarebbe da dire sul calcio in agonia ma ci vorrebbe un libro intero.