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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.2 - APRILE 2004

                     26/4/2004 - Costituzione Europea

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di Valdo Spini
Costituzione europea, senza arretrare


Tutti i paesi europei hanno espresso un giudizio positivo sulle dichiarazioni del vincitore delle elezioni spagnole, Josè Luis Zapatero, sulla volontà di arrivare all'approvazione della nuova Costituzione Europea.
Tutti salvo uno, il Governo italiano.
Al Consiglio Europeo della scorsa settimana Berlusconi ha espresso tutto il suo scetticismo mentre il Ministro degli Affari Esteri Frattini ha espresso la sua contrarietà “a compromessi al ribasso”.
L'atteggiamento italiano è incomprensibile. L'obiettivo più importante è quello di approvare la nuova Costituzione Europea non quello della città in cui questo avviene. Saremmo stati contenti anche noi se questo fosse avvenuto sotto Presidenza italiana ma è del tutto ingiustificato fare ora i capricci perché questo onore può toccare all'Irlanda o all'Olanda. Semmai Berlusconi se la può prendere con il suo compagno di Partito Popolare Europeo Josè Aznar che non gli ha consentito di arrivare al risultato sperato.
Oggi virtuosamente il Ministro Frattini, come si è detto, dice no a compromessi al ribasso. Peccato che era stata proprio la presidenza italiana con gli allegati e addendum dell'11 dicembre a preconizzare arretramenti al ribasso sia dal punto di vista del passaggio al sistema di votazione a maggioranza qualificata, sancendo possibilità di veto in materia di cooperazione penale (oltre a ridimensionare la Procura Europea), ma anche in altre materie nonché nell'ambito della cooperazione rafforzata. Anzi, su questi punti, siamo molto chiari, occorre tornare al testo elaborato dalla Convenzione.
La spiegazioni che dà Frattini sono che “quel testo fu accettato dall'Italia come Presidenza dell'Unione Europea ma che a titolo nazionale chiediamo di più”. Singolare atteggiamento quello di chi non essendo riuscito ad arrivare ad un compromesso soddisfacente per tutti, sceglie ora il ruolo di bastian contrario.
La verità è che il principio della doppia maggioranza, su cui la Spagna di Aznar aveva messo un veto invalicabile è stato ora giudicato accettabile da Zapatero mentre il viaggio di Schroeder in Polonia ha consentito di avere una apertura anche dal Primo Ministro Miller.
Rimuoviamo innanzitutto gli arretramenti del documento della presidenza italiana e la nuova Costituzione non sarà al ribasso. Ma deve valere un principio preciso: difendere il testo della convenzione; se possibile compiere ulteriori avanzamenti; respingere nettamente ogni arretramento. Atteniamoci a questi principi e daremo un contributo ad un buon testo, e soprattutto ad una sollecita approvazione di esso, visto che le elezioni europee sono ormai alle porte. Il testo della nuova Costituzione, approvato per consenso dalla Convenzione, aveva ricevuto il sostegno di tutta la delegazione italiana.
Sarebbe paradossale che la maggioranza di Governo si dimostrasse oggi tiepida se non recalcitrante. Per questo il gruppo Ds con la mozione illustrata alla Camera ha chiesto che il Parlamento dia al Governo indirizzi molto chiari in materia.
Anche perché il susseguirsi dei vertici britannico-franco-tedeschi e l'annuncio di altre, ulteriori iniziative dello stesso tipo, dimostrano lo stato di isolamento in cui l'Italia è stata cacciata dal Governo Berlusconi. Non si è ascoltato a tempo debito l'invito del presidente Ciampi per sviluppare un'iniziativa dei sei paesi fondatori; si è sparato ad alzo zero contro l'Europa a due velocità; non si sono prese incisive iniziative bilaterali subito dopo il fallimento della Conferenza Intergovernativa. C'è quindi, dopo l'iniziativa franco-britannico-tedesca il concreto rischio non tanto di un'Europa a due velocità, quanto che un gruppo di avanguardia parta, ma parta senza l'Italia. È quindi interesse nazionale del nostro Paese che si affermi una nuova linea di politica europea che riporti l'Italia alla testa del processo di integrazione europea.
Anche perché, il rilancio del tema della Costituzione Europea non è avvenuto a vuoto. Il Consiglio Europeo del 25 e 26 ha detto cose molto importanti sia sul Medio Oriente che sul ruolo dell’ONU nell'Iraq, dimostrando che dopo l'attentato di Madrid dell'11 marzo o l'Europa si fa sentire o rischia l'annichilimento politico in quanto Unione. È la posizione di Zapatero che riapre il dibattito sul ruolo dell’ONU in Iraq. È l'Unione Europea che non si vuole arrendere all'abbandono di ogni iniziativa di trattativa in Medio Oriente.
In altre parole di fronte ai problemi che rimangono aperti, si è dischiusa la possibilità di un dialogo anche tra quei paesi che hanno preso posizioni diverse se non opposte sul tema della guerra all'Iraq.
E poco vale che Berlusconi si sia attaccato al telefono per chiedere a Blair di soprassedere al nuovo vertice a 3 delle grandi nazioni europee. L'unica cosa che ha ottenuto - se pure l'ha ottenuta - è quella di un suo rinvio, non certo quella di ottenere che l'Italia venga associata a queste riunioni, come pure sarebbe giustificato dal suo peso demografico e dal suo prodotto interno lordo.
L'esclusione dell'Italia è tutta politica. Ed è un fatto molto triste. Ma non è un fatto casuale. Se sapremo riprendere aggiornandola la tradizionale posizione di punta dell'Italia in senso europeistico potremo riguadagnare terreno. Ma è del tutto legittimo affermare che questo compito toccherà ad un altro governo e ad un'altra maggioranza.