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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.4 - GIUGNO 2004

                     17/7/2004 - LE SFIDE DEL FUTURO

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di Mauro Messeri
INTRECCIANDO PASSATO E PRESENTE, PER AFFRONTARE LE SFIDE DEL FUTURO

Pur senza esultare, in quanto c’è ancora qualche zona d’ombra per l’unità della sinistra, sono contento dei recenti risultati elettorali. La lista “Uniti nell’Ulivo” alle Europee, con il 31,1% dei consensi ha preceduto la soddisfazione per la notevole affermazione del Centrosinistra alle Amministrative.
Infine il Cavaliere, nonostante l’esasperato culto della personalità, espressa spesso in maniera scorretta durante la campagna elettorale, ha registrato una sonora batosta. Vi sono quindi fondati motivi per guardare avanti con un certo ottimismo.
Ma proprio in questo mese di giugno, in piena bagarre elettorale, sono ricorsi due tristi anniversari per la sinistra che ritengo doveroso porre all’attenzione dei nostri lettori. L’80° dell’assassinio del leader socialista Giacomo Matteotti, e il 20° della morte, durante un comizio a Padova, di Enrico Berlinguer, l’indimenticabile segretario del PCI.
Sono ormai pochi gli italiani in vita che hanno vissuto le vicende dell’”affare” Matteotti nella Roma di quel lontano giugno 1924. L’esponente socialista - segretario del PSUe capo della opposizione antifascista in Parlamento - accusò apertamente i fascisti di violenze ed imbrogli durante le elezioni del ’24,
in un appassionato discorso alla Camera. Sapeva già, nonostante fosse stato premurosamente messo in guardia da alcuni compagni, di firmare con quel discorso la propria condanna a morte che arrivò puntuale, dopo un mese dall’intervento. L’ondata di sdegno nel Paese fu tanto forte che mai, durante il ventennio, il regime di Mussolini fu così in bilico per la sua sopravvivenza.
Giacomo Matteotti rimarrà comunque nella storia del Socialismo Italiano, come uno degli esempi più fulgidi di attaccamento alle libertà democratiche e all’avanzamento sociale delle classi lavoratrici.
Enrico Berlinguer a vent’anni dalla morte. Ricordiamo la commozione e il dolore di una grande parte del popolo italiano che si strinse intorno al suo feretro con l’immenso fiume di uomini e donne che lo accompagnò per le strade di Roma. E non tutti avevano in tasca la tessera del PCI.
Tuttavia oggi si affaccia alla ribalta politica una generazione nuova che non fu partecipe, o lo fu appena, di quella stagione politica di cui Berlinguer fu uno dei protagonisti principali.
Questa generazione entra oggi nella vita politica e civile dell’Italia con i tratti di una nuova identità. Si dibattono con passione i temi della Pace, della salvaguardia dell’ambiente per una migliore qualità della vita, la solidarietà e l’apertura a nuove relazioni umane. Ho visto lavorare i giovani della Sinistra Giovanile durante la recente campagna elettorale e mi sono aperto ad una grande speranza. I giovani sono, a mio avviso, pronti a captare gli elementi di novità che, nonostante la presenza di un neo-capitalismo mediatico esasperato, possono ancora rivelarsi nell’attuale società italiana.
Cosa dire oggi di Berlinquer a questa generazione, se non di leggerne gli scritti, i discorsi, le interviste. Credo che ciò aiuterebbe a comprendere le intuizioni di questo Leader che, nonostante la forza di attrazione per gli ideali di liberazione umana da ogni forma di oppressione e sfruttamento, specialmente negli ultimi anni della sua vita, preconizzava la crisi delle forme storiche in cui l’esperienza comunista non si era sufficientemente realizzata. In Berlinguer non venne mai meno, e lo disse apertamente a Mosca dinanzi alla logora gerontocrazia Brezneviana, che c’era l’urgente necessità di una profonda riforma democratica del “socialismo reale” affermando l’universale valore della libertà.
Due epoche diverse, due mondi a confronto. Ma è certo che l’onestà intellettuale, la pulizia morale e la fermezza nelle proprie convinzioni di questi due grandi personaggi della sinistra italiana, quali furono Giacomo Matteotti ed Enrico Berlinguer , dovrebbero essere di stimolo per tutti noi ad operare con rigore e coerenza al servizio delle classi popolari specie le più bisognose, che seguitano a domandare: ...... ma noi chi ci difende? La risposta dovranno darla in termini pratici e con chiarezza le forze progressiste che in Italia devono guadagnarsi la legittimità di essere una forza credibile per il Governo del Paese.