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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.5 - AGOSTO 2004

                     1/10/2004 - ECCIDI DI S.GODENZO

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Gli Eccidi Nazifascisti di San Godenzo
!3 Aprile 1944 Castagno

Nell’aprile 1944, approfittando della momentanea stasi delle operazioni al fronte, gli alti comandi germanici decisero di effettuare sull’appennino centro-settentrionale un vasto intervento contro i ribelli, consistente in rastrellamenti ad ampio raggio effettuati da unità tedesche (tra cui la divisione H. Goering) appoggiata dalla Guardia Nazionale Repubblicana. Fu così che, dopo una serie di azioni preliminari tra il 12 ed il 13 aprile 44 attorno al nodo montuoso del Falterona si svolse una operazione di accerchiamento e rastrellamento.
In questo contesto si verificarono i tragici fatti di Castagno, una colonna motorizzata tedesca, forte di oltre 600 uomini, piombava in piena notte su Castagno. Il paese venne saccheggiato ed una parte delle case distrutta, tutti gli abitanti , uomini donne e bambini, furono trascinati fuori dalle loro case.
Fra cannonate e crepitii di mitragliatrici furono costretti ad entrare in due stanze, dove rimasero per tre giorni, ammassati e vigilati dai soldati armati. Fatta la razzia i tedeschi iniziarono la distruzione del paese, con cannoneggiamenti, mine ed incendi . Gli abitanti di S. Godenzo e delle campagne vicine, terrorizzati per tre giorni, sentirono continui spari di cannone, di mitragliatrice e scoppi di mine provenire da Castagno e videro fiamme e fumo, prodotto dagli incendi alzarsi su Castagno ed i casolari vicini. Quelle persone che erano riuscite a fuggire dal paese o dalla zona investita dalla rabbia tedesca raccontarono cose spaventose. Quando la mattina del 15 le SS. Tedesche, i primi soccorritori trovarono un paese che non esisteva più. Ovunque rovine, devastazioni, terrore, e morte: ben sette persone di Castagno furono fucilate. L’intera popolazione, composta di 700 persone, rimasta senza casa, senza tetto, senza vestiti, senza cibo, priva di tutto e nella più squallida miseria.
Mons. Melani testimone di questa distruzione effettuò uno spaventoso bilancio. Castagno ridotto ad un cumulo di macerie, un popolo intero ridotto alla miseria 7 persone morte a fucilate: 3 donne e 4 vecchi. Alcune donne violentate dai soldati tedeschi. Nel bosco sopra Castagno altri 11 morti. Erano giovani partigiani, che, come si legge nel Liber chronicus di Mons. Melani furono fucilati dai tedeschi, durante la loro marcia di trasferimento verso il Falterona per portarsi a Vallucciolo dove avrebbero compiuto il feroce e brutale eccidio di oltre 20 persone.
I nomi dei Martiri:

BALDONI FIDALMA (30),
BAIDONI FRANCESCO (67),
BALDONI GIUSEPPINA (18 ),
BALLI GINO (55),
INNOCENTI ELISA (30),
RINGRESSI CATERINA (58),
ROMUALDI ALESSANDRO (75)*
(*) Il Romualdi, rimasto gravemente ferito, morirà dopo 6 giorni, il 19 aprile del 1944.

13 aprile 1944 Sopra a Castagno - Monte Falterona

Un gruppo di SETTE partigiani, sbandati dopo un violento scontro a fuoco con preponderanti forze nazifasciste, sale sul Monte Falterona (mt. 1.600), con la certezza di poter riposare e poi riorganizzarsi. Truppe naziste, forse guidate da una spia del luogo, danno la scalata al monte ed, accerchiati quei Partigiani, intimano loro la resa. I giovani patrioti, dopo una breve resistenza, esaurite le poche munizioni, devono forzatamente arrendersi. La soldataglia hitleriana, infierisce sui prigionieri, li deruba degli effetti personali e, infine, fattili schierare a ridosso di un muretto, con le mani legate, li falcia con i mitragliatori.

I nomi dei Martiri:
MARGHERI FERDINANDO (19),
MIGLINI ATTILIO (21),
MONTUSCHI SILVIO (20),
PAPINI ALFREDO (21),
PAPINI FRANCO (19)
ZOFFOLI VIRGILIO (39)

OTELLO BUCCIONI, "Pancino", come viene chiamato, mitragliato, con sei proiettili in corpo, fermo tra i compagni uccisi, si finge morto. Dopo qualche ora, quando i tedeschi se ne sono andati, egli sguscia tra i corpi ormai freddi dei Martiri e, strisciando sul terreno, riesce a raggiungere una casa di contadini che lo raccolgono, lo rifugiano in una grotta e lo curano. È l'unico superstite di quel gruppo di Partigiani ed è lui che ha portato la testimonianza sul tragico fatto.

di Giovanni Casalini


Si ringrazia Lori Marretti per il concreto aiuto ricevuto .

Fonti - Comune di San Godenzo; Regione Toscana - Progetto Memoria.