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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.6 - OTTOBRE 2004

                     6/11/2004 - DOTTORGIANNONI

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L’opinione
Caro Nanni


Non ci vuol molto a capire che sono un idealista, non tale però da essere un irragionevole integralista, (purtroppo certi riformisti si pongono come depositari di un modo di fare creduto da loro assolutamente vero in via pregiudiziale e perciò integralisti), cerco di essere coerente a certi miei ideali personalmente ed accetto che altri possono da me dissentire purché siano rispettati i miei ideali (almeno in linea di principio mi si permetta di poterci credere senza che mi si accusi di volerli imporre a chi non li sente propri).
Non mi nascondo dietro un dito. Il mio ideale di società è una società ispirata a princìpi evangelici di pace, di giustizia, di eguaglianza circa i diritti fondamentali, di libertà nel rispetto degli altri, (ed a tale proposito penso al dono del libero arbitrio) sapendo bene che affermando a parole quei princìpi qualcuno ha fatto gli affari propri, vedi una buona parte, quella che conta, della Chiesa Cattolica,( il cardinale Ruini ne è l’esempio sommo), vedi tanti che sbandierandoli come espressione laica si son presi gioco di chi credeva davvero in quegli ideali, (vedi qualche gerarchetto nostrano, vedi tanti capoccioni nei paesi del cosiddetto blocco comunista).
Per questo io mi auguro che nel futuro partito cosiddetto di sinistra (tanto per dargli una connotazione) possano trovare casa tutte le persone che si vogliono sentire desiderosi di pace, libere, uguali, giuste indipendentemente dal credo religioso e dalla intensità del loro ideale. Non credo che ci si debba impensierire se qualcuno crede intensamente a certi ideali, visto che sono veramente in pochi e senza potere, tanto da non fare per niente paura. Che male c’è dirsi comunisti rifiutando di commettere atti di violenza?
Basta che si possa stabilire che nessuno debba essere messo al rogo o additato alla pubblica ignominia come un tempo si faceva. Tutto qui.
Tanti, per esempio, sono possibilisti sulla prassi della guerra, (qualcuno benedisse labari e gagliardetti ed è pronto ancora a ribenedirli, qualcuno, vedi il frate Reginaldo Giuliani incitò, col crocifisso in mano, i militi del duce a combattere e vincere sugli Abissini). Al contrario altri dicono no alla guerra senza se e senza ma. Vorrei che si potesse riflettere sui “vantaggi” della guerra e poi decidere. Sono certo che chiunque sappia pensare può riconoscere che tutte le guerre sono un disastro e che mai hanno risolto alcun che.
Parliamo ora del partito di sinistra che sogno:
Un partito aperto a tutti senza esclusioni o diritti di primogenitura, che si possa federare con altri partiti che abbiano particolari scopi in comune, (vedi la sconfitta delle destre) pur nella differenza di fondo (ha diritto la Rosi Bindi a non voler morire da socialista come io ho il diritto di non morire da democristiano), senza bisogno di veti a portare avanti le idee, in un corretto contrasto democratico, (in un trascorso centro sinistra fu messa la mordacchia all’ “Avanti” quando si costrinse il compagno Lombardi a dare le dimissioni da direttore perché non era in linea con le decisioni della D.C. ).
Non devono esistere angherie di alcun genere.
Io parlo di “padroni” e non di “datori di lavoro “ come forse sarebbe più corretto esprimermi, forse facendo così dimentico che certi datori di lavoro (sempre troppo pochi) tengono conto dei diritti dei loro “sottoposti” (non so usare altro termine) e che meriterebbe a tutti di tenerne conto però l’esperienza mi dice che, se il cosiddetto “capitalismo liberale” ammette che si possa agire nelle regole di mercato da lui definite, è conseguente il fatto che venga sempre rispettato l’interesse del “datore di lavoro” ( se, ed esempio, la fabbrica chiude, chi resta col deretano scoperto, per ora, è sempre il “sottoposto”, il conto in banca personale del “datore di lavoro” non viene toccato se è stato furbo ed ha solidi appoggi, vedi il caso della Parmalat).
Da destra si parla sempre di milioni di morti fatti dai Comunisti, specie nell’Unione Sovietica. A parte che non tutta la sinistra approvò quei crimini e che da noi anche i comunisti alla fine li criticarono , ma il signor Fini si rende conto quante vittime abbiano fatto e continuino a fare le sue guerre, (le guerre che rinsanguano le tasche dei signori mentre son sempre i poveri a morire), il berlusca non si ricorda i milioni di schiavi negri morti per quel capitalismo americano, le persone che chiedevano pane uccise dai cannoni ad alzo zero di Bava Beccaris, i milioni di persone morte in Germania mentre lavoravano gratuitamente nella industria e nelle fabbriche tedesche,(chi ci guadagno?), i morti sul lavoro, senza pensare ai milioni di vittime nel terzo mondo frutto dell’ignominia e dello stupido egoismo del capitalismo cosiddetto occidentale. Fanno finta di nulla o ci vogliono prendere per i fondelli?
Tornando all’argomento, un partito serio, mantenuto giovane e vivo da innumerevoli componenti, anche da quella ecologista, che guardi al futuro tenendo conto delle fallimentari esperienze del passato oltre che dei successi, pulito e trasparente, onesto senza papponi e profittatori, che sia senza mezzi termini per la pace, per la giustizia sociale, per la difesa dei diritti dei più deboli, che dia il giusto riconoscimento ai migliori senza farne dei privilegiati di lusso. Voglio ricordare che il grande Sabin si contentò di un dollaro per la sua scoperta.
Caro Nanni, a presto, alla prossima lettera.

il tuo dottorgiannoni