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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.6 - OTTOBRE 2004

                     6/11/2004 - Il potere mediatico

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di Alberto Trifoglio

Credo sia il caso di parlare di potere mediatico visto che in questi ultimi tempi la comunicazione visiva e più specificatamente le notizie date con immagini sia tramite tv sia tramite internet sia anche tramite i telefonini (anch’essi sono diventati strumenti di comunicazione visiva) arrivano dappertutto (i giornali non vanno su satellite e sono scritte in lingua locale).
Non si può non evitare di parlare del nostro presidente del consiglio che ha utilizzato le televisioni in modo magistrale per farsi conoscere in ogni angolo d’Italia e trasmette i suoi illusori messaggi politici a tutti i cittadini. Berlusconi si è accorto di questo grosso potere che ha la televisione ed oltre ad averlo sfruttato arricchendosi con la pubblicità lo ha anche fatto conoscere sotto l’aspetto che Lui ha voluto, cioè di persona di successo il quale tutto quello che tocca diventa oro come disse un giocatore del suo Milan qualche anno fa, in sostanza il nostro presidente del consiglio ha fatto i suoi interessi sfruttando le televisioni.

Ma non vorrei parlare del nostro presidente del consiglio di cui già è stato detto troppo ma vorrei riferirmi all’uso che si sta facendo delle televisioni per accentrare l’attenzione su argomenti che possono diciamo servire a convogliare da una parte o dall’altra l’attenzione pubblica, parliamo di quel delicato argomento che è la guerra in Iraq , ma c’è solo questo di conflitti o anche ad esempio le guerre fratricide in Africa come ad esempio nel Sudan dove si parla di milioni di morti! Non è che chi gestisce il potere mediatico si concentra solo su alcune guerre mentre altre per adesso e per forse anche per mai se ne parlerà perché fa comodo non parlarne. Mi viene a mente la guerra in Cecenia dove il potere russo ha nascosto chissà quante atrocità e sentivo in una nostra trasmissione radiofonica nazionale che cento giornalisti russi sono spariti perché si erano occupati di quella guerra. Mi domando come sia semplice per chi controlla le notizie convogliarle verso il pubblico o nasconderle a proprio piacimento; sembrano cose da regimi ma chissà che anche oggi questo non succeda, speriamo che nel mondo di domani le televisioni siano sempre meno concentrate in poche mani e che si possa fare un uso democratico di essa visto che adesso una televisione nazionale la si può vedere ovunque (pensiamo a quanta importanza ha avuto la televisione araba Al Jazeera nel conflitto iracheno), possiamo immaginare l’eco che alcune notizie possono avere.
Chi parlerà mai delle guerre in Africa se non dei reporter audaci che spesso ci rimettono la pelle, adesso si parla attentamente solo del conflitto isdraelo-palestinese ed di Iraq o Afganistan! La gente è colpita da atrocità viste in televisione, pensiamo alle decapitazioni ed esecuzioni avvenute in Iraq comprese naturalmente anche le torture alla gente irakena siano essi giudicati terroristi o combattenti o altra definizione, una soldatessa americana che con un cappio porta a spasso un prigioniero, o altri soldati comprese soldatesse sempre americane, che fumavano su un cadavere di un detenuto irakeno (mi domando se sono soldatesse o donne deviate con tendenze maniacali).
Immagino che effetto abbiano sulla gente immagini forti di questo genere, senz’altro abbiamo capito di cosa è capace la belva umana come diceva una canzone dei Nomadi (complesso musicale degli anni 60-70), la civiltà umana è andata avanti? Ma! Con quello che si vede in televisione credo che ancora abbiamo tanta strada da fare e che il male sia sempre presente in modo forse più feroce, ragionato e cinico di prima. Speriamo che il potere mediatico non ci condizioni in modo negativo e ci faccia pensare in modo ottimistico per il futuro di tutti noi e cosa ancora più importante non finisca in mani sbagliate. Vigiliamo! E’ qui anche che si gioca il destino dell’umanità, il nostro destino!